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VIVISEZIONE / ELENA CATTANEO  GRIDA ALLO SCANDALO, RIFLETTE IL POLLO


17 febbraio 2017 autore: Cristiano Mais



Cattaneo

Avete mai sentito di alani e pechinesi che dopo cena bevono un grappino? O si fanno una canna? E ancora, di trapianti d’organi da un pastore tedesco al suo ‘padrone’? Al ministero della salute queste cose accadono, vista la sceneggiata continua – ma vero calvario per le cavie che non hanno modo di ribellarsi a scienziati e ciarlatani d’ogni razza – sulla sperimentazione animale. O meglio sulla vivisezione, come è appropriato chiamare una prassi motivata solo dagli interessi di Big Pharma e dei suoi lacchè, destituita di ogni fondamento scientifico

Il coniglio esce dal cilindro del solito milleproroghe dove i governi lasciano passare di tutto e di più.  Stavolta una deroga ad una moratoria rispetto ad una sanzione Ue all’Italia per la non corretta applicazione di una direttiva comunitaria: nel folle politico-burocratese dei Palazzi, ciò significa in soldoni che per i prossimi tre anni si potranno tranquillamente prendere cavie “non umane”, cani, gatti, topi e alcolizzarli, drogarli, trapiantarli in perfetta tranquillità, sul fronte di sostanze d’abuso e xenotrapianti.

Come se ciò risultasse di qualche utilità, perchè sanno anche i bambini – sottolinea Bruno Fedi, cofondatore del Movimento Antispecista che “i risultati delle ricerche non sono trasferibili dagli animali all’uomo, tanto più se poi si tratta di utilizzare prodotti, come alcol e droghe, che solo gli uomini utilizzano. Con tutti i giovani drogati o alcolizzati che purtroppo abbiamo in Italia, è di qualche lontana utilità il ricorso a tutto ciò? E’ evidente come il motivo vero sia solo l’interesse economico delle case farmaceutiche e di quei centri che ricevono contributi per i loro esperimenti sulle cavie”. E vi sono poi altri centri, come il Mario Negri di Milano diretto da Silvio Garattini, che beccano soldi pubblici sia per sperimentare “i metodi alternativi” che per portare avanti tali inutili e solo crudeli, a questo punto, prassi che non hanno la benchè minima giustificazione né validità scientifica.

Sgomenta per l’emendamento del Milleproroghe varato dalla commissione Affari costituzioniali che prevede una moratoria di ‘soli’ tre anni, la senatrice e farmacista a vita Elena Cattaneo, sempre in prima fila per perorare la cause di Big Pharma, dalla vivisezione (parola che detesta, preferisce l’elegante sperimetazione animale) agli Ogm, passando per i vaccini. Ecco il suo Verbo sulle sempre ospitali colonne di Repubblica, che proprio un anno fa, tra gennaio e febbraio 2016, pubblicò in prima pagina tre fondi in cui campeggiava la vera priorità della scienza italiana odierna: la vivisezione. “Ad oggi – scrive la farmacista – la completa sostituzione del modello animale non è realizzabile in quanto non esistono metodi alternativi”. Prima fake doc. In un paese che dovrebbe ‘scientificamente’ conoscere, come l’Inghilterra, i ricercatori sostengono esattamente l’opposto.

L’Italia – proclama – “è un Paese che odia la scienza”, dove “rimangono vigenti divienti ideologici e antiscientifici”, come succede per “la sperimentazione di Ogm in campo aperto”.

Sperimentazione animale. In apertura Elena Cattaneo

Sperimentazione animale. In apertura Elena Cattaneo

E giù contro “il parlamento italiano che ha aggiunto ulteriori restrizioni che condizionano la possibilità di studiare le cause di alcune malattie”, senza spiegare minimamente quali. “Ebbene – sbraita – il parlamento ha preferito dare ascolto alle istanze animaliste malgrado la comunità scientifica fosse unanime nel segnalarne l’irragionevolezza, malgrado il danno per coloro che soffrono di patologie collegate agli studi che si vogliono far arenare”.

Non contenta, la nominata da Giorgio Napolitano condomina a vita di palazzo Madama, prosegue nelle sequela di fake. Sottolineando, ad esempio, che non essendoci al momento alternative praticabili “la sperimentaione animale è semplicemente necessaria”, punto. Si tratta solo di “un’ovvia osservazione scientifica: l’alternativa non esiste”.

Dalle certezze del Vate che insegna alla Statale di Milano (poveri studenti), eccoci a quelle di un filosofo in cattedra (ari-poveri studenti) alla Sapienza di Roma, Simone Pollo. “Su queste questioni un compromesso è necessario – apre il Pollo, sempre sulla gentile Repubblica che non ascolta alcun parere appena un po’ diverso – perchè la nostra società è attenta al tema”. A proposito della normativa Ue zeppa di errori, orrori & omissioni, commenta il Pollo: “Una buona legge perchè richiede la massima trasparenza nell’uso degli animali da ricerca, molta di più di quella richiesta per esempio nella produzione alimentare”.

Non contento, il filosofo osserva: “E negli altri paesi è stata recepita senza tutte queste difficoltà”. E’ autore, il Pollo, di un fresco di stampa, Umani e animali: questioni di etica. Ci viene la pelle d’oca. Anzi di Pollo.

 

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