A LUME DI CANDELA

Signori Ministri, disonorevoli inquilini di Palazzo Chigi,
Montecitorio e palazzo Madama, ci assale un sostenibile sospetto:
oltre alla ‘paghetta’ di 15mila euro, mese dopo mese, a un pacchetto
corposo di agevolazioni, privilegi e altre sostanziose prebende per
incarichi in enti pubblici-privati: dite la verità, siete anche
depennati dalla lista clienti di gestori di luce, gas, acqua,
trasporti, cinema e teatri, stadi del calcio… no, non siamo spinti
da meschina invidia, da ambizione di scalzarvi e prendere il vostro
posto , il mestiere di arrampicatori istituzionali proprio non ci
attira, stiamo a meraviglia  fuori dalla  casta dei politicanti e a
sera ci addormentiamo beatamente,  senza bisogno di contare le pecore
o assumere una compressa da sonni chimici. Raccontiamo che il postino
ha suonato una sola volta per consegnarci una busta che solo a
guardare l’intestazione del mittente ha indotto chi vi scrive a darsi
schiaffetti sulle guance per compensare il pallore da choc bolletta,
il totale  da pagare raddoppiato rispetto a un anno fa, stesso
periodo. E come? In casa siamo in due, attenti al consumo, lampadine
Led, condizionatore mai acceso, eccetera…allora cosa giustifica il
costo doppio della bolletta? L’aumento è sproporzionato, secondo
l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, altro che vantaggi
del libero mercato e. apertura di un’indagine su pratiche commerciali
scorrette. Risultato del colpo di mano? Difficoltà generalizzate per
pagare bollette con costi duplicati, quadruplicati, quintuplicati,
impossibilità di esercitare il diritto di recesso, centinaia le
denunce di consumatori privati e imprese.  Domanda: premier, vice
premier, ministri, sottosegretari, maggioranza e minoranza, esistono o
sono simulacri evanescenti, ne sanno qualcosa, per caso si attivano
per sventare questo attentato economico agli italiani vittime della
‘bolletta?’ Esistono, rispondono alla richiesta di calmierare i
mercati di servizi fondamentali? pagano la luce come tutti gli utenti
indifesi?

DI COSA È COLPEVOLE LA COLLEGA BORTONE, che ha interpretato con
coraggiosa coerenza il ruolo di tramite tra la realtà e i suoi
fruitori televisivi e ha sollevato da serio imbarazzo i vertici Rai
superando il finto ostacolo della lettura di Scurati? I vertici di
Viale Mazzini, di fede meloniana, hanno provato a sottrarsi alle
critiche interne, esterne e internazionali di censura illecita del
monologo, motivando la decisione con il ‘no’ alla remunerazione
ritenuta eccessiva  dello scrittore. Alibi facilmente smontato dalla
conoscenza dettagliata dei compensi Rai. La vendetta per rispondere
all’iniziativa della Bertone, che ha letto il monologo, ovviamente
‘gratis’ arriva puntuale: minaccia di sanzioni e forse fine del
rapporto della conduttrice alla scadenza del contratto, se non prima.
Se non è questo un regime…

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