Neanche i morti riescono a trovar pace nella sempre più disastrata Napoli.
Una città allo sfacelo sotto tutti i profili, anche se i media locali e nazionali non se ne accorgono e magnificano le magnifiche sorti e progressive della città alla vigilia della prestigiosa ‘America’s Cup 2027’. Il ‘trucco’ giusto per mascherare un volto sfigurato.
Proprio nella ricorrenza dei morti tornano alle memoria le tragiche immagini di inizio e fine 2022, con i crolli di alcune cappelle nel cimitero monumentale di Poggioreale. E oggi, ad oltre 4 anni, i ‘resti’ di quasi duemila anime non riescono, appunto, a trovar pace, parcheggiati e ammassati sotto una ignobile tendostruttura.
I poveri familiari, quindi, nel giorno dei morti non sanno a che santo votarsi per trovar traccia dei propri cari: qualcosa di inconcepibile per una città che voglia definirsi minimamente ‘civile’.
Alcuni mesi fa il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi ha osservato, a proposito di quei tragici crolli: “Le responsabilità non sono state ancora accertate”.
Cosa ha concluso, allora, l’inchiesta subito aperta dalla Procura di Napoli per disastro colposo, con avvisi di garanzia per una ventina di indagati che alimentava non poche speranze di trovarli, quei responsabili? Il solito flop o cosa?
Eppure la pista subito individuata – e ci voleva poco – furono i lavori per la linea metropolitana che all’epoca riguardavano anche la zona nei pressi del cimitero di Poggioreale. Lavori killer, come la Voce denuncia da anni e anni, e come ha documentato il pamphlet ‘LA METROCRICCA’ (che trovate scorrendo la colonna a destra della nostra home page) su sperperi, disastri ambientali e malaffare che li hanno caratterizzati.
Per rammentare meglio la dirty story vi riproponiamo la lettura di un paio di pezzi pubblicati dalla Voce.
E’ del 6 gennaio 2022
CIMITERO DI NAPOLI / DEVASTATO DAI LAVORI DEL METRO’ KILLER
Poi del 5 maggio 2022
CIMITERO DI NAPOLI / CHIUSO DA 4 MESI, LA VERGOGNA CONTINUA
E dall’1 fino al 30 novembre è vietato anche volare nel cielo di Napoli: forse anche per quelle anime intrappolate ancora tra le macerie di Poggioreale.
Ai confini della realtà. Ma ben dentro i confini di una città ormai da Far West, disamministrata come peggio non si potrebbe. Significativa, a questo proposito, l’inchiesta messa in rete dalla Voce il 26 aprile 2025,
GAETANO MANFREDI / COME ‘O INGEGNERE SFASCIA NAPOLI IN MODO SCIENTIFICO
Da allora in poi le cose sono addirittura peggiorate. Ma è piovuta, come la manna dal cielo, quella dorata e milionaria America’s Cup della prossima primavera-estate, nonostante i mai risolti (da oltre un trentennio) giganteschi problemi della Bagnoli post Italsider, una sporca storia che non ha mai fine: anche qui maxi sperperi, corruzioni e massacri ambientali.
Parlando di cieli, dicevamo, per un mese su Napoli non si vola più: per una pandemia che esclude la città da tutte le rotte internazionali? Per un terremoto che l’ha devastata? Neanche per sogno. Lo sfacelo da quinto mondo è dovuto ai lavori di ammodernamento e ampliamento della pista al fine di poter ospitare velivoli di maggior portata!
E tu chiudi lo scalo per un mese, proprio in vista del Natale e dei possibili flussi turistici in arrivo? Dirotti tutto il traffico sullo scalo di Salerno-Pontecagnano che rischierà di esplodere e comunque si trova a un’ora (se il traffico fila liscio) da Napoli?
Ma a quanto pare sia a Palazzo San Giacomo, storica sede del Comune, che alla ‘Gesac’ (la società di gestione dell’aeroporto di Capodichino) se ne fottono.
Così sottolinea il segretario regionale Fast-Confsal, Antonio Ronghi: “La Gesac ha annunciato la cassa integrazione per 400 lavoratori. E, ancor peggio, 2.000 lavoratori dell’indotto resteranno solo con una parte della retribuzione e una grave incognita per il futuro. Nonostante i tanti appelli rivolti alla Gesac e alle istituzioni, sembra che il problema non interessi”.
Eppure, Napoli può contare su un Super Sindaco che tutta Italia le invidia, da un paio d’anni al vertici dell’ANCI, l’associazione che riunisce tutti i sindaci della penisola. E – udite udite – gode di un gradimento politico bipartisan quasi plebiscitario: indossa la maglietta del PD ma è graditissimo alla premier Meloni, con cui ha siglato intese & accordi per Bagnoli (sic), ed anche al leader dei 5 Stelle Giuseppe Conte. Incredibile ma vero.
E nessuno se ne frega di una pesante sentenza pronunciata dalla Corte dei Conti, relativa ai dorati anni in cui occupava la poltrona di Rettore Magnifico della prestigiosa Università Federico II di Napoli: una condanna al risarcimento di circa 240 mila euro per aver sottratto ore di lavoro al rettorato, dedicandole invece a ricche consulenze private. Ha preferito pagare sull’unghia, ‘O Sindaco, per non dover affrontare un processo molto rischioso sotto il profilo politico e mediatico. Quella sanzione milionaria, infatti, è letteralmente passato sotto silenzio, rammentata solo da un breve articolo uscito sul ‘Corriere del Mezzogiorno’ e dalla Voce.
Da non dimenticare, poi, la prescrizione salvatutto che lo ha miracolato per l’inchiesta sul dopo terremoto all’Aquila, dove aveva svolto – in qualità di ‘autorevole’ ingegnere – non pochi collaudi.
Non dovrebbe neanche guidare un condominio: è invece ‘stimatissimo’ Sindaco nella città di Pulcinella…
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