Che dire, gli schiaffi fanno male, specialmente quelli immateriali che non colpiscono le guance, ma l’intimo di chi li riceve. Ne sa qualcosa il governo del nulla che ne prende un giorno sì e l’altro pure, bersagliato dalla satira e da oppositori che non fanno sconti nel denunciare gaffe e menzogne.
LA VERVE GENIALE DEI NAPOLETANI, insieme ironica e graffiante, delinea il gap che la destra patisce per ‘colpa del sud’ di gente con quoziente intellettivo e duttilità produttiva superiori. Per restare in tema, è divertente (se non fosse cosa serissima) l’autogol di Salvini e il ponte sullo stretto e non è da meno la resa patetica di Giorgetti ‘super economista’, che afflitto per la cassaforte vuota del Paese pronostica nuvoloni in arrivo e in anticipo rispetto alla chiusura formale del summit convocato per approvare la ridicola manovra di bilancio prova a squagliarsela per non ascoltare le balle della premier.
GIORGIA e i suoi ‘valvassini’ tentano di intimorire la magistratura che governa la giustizia in sintonia con la “Legge è uguale per tutti” e strumentalizzano la loro frustrazione, etichetta come figli di papà gli studenti, definiti ‘nemici’ dei bravi servitori dell’Italia impegnati nella tutela dei cittadini a forza di manganellate e simili violente azioni repressive. Abbiamo atteso invano il commento di Giorgia, dispotica e sola donna al comando sul fraternizzare degli studenti napoletani con i poliziotti antisommossa impegnati a contenere la loro manifestazione: niente! Ovvero silenzio sui sorrisi dei manifestanti napoletani, ricambiati dagli agenti invitati a gustare sfogliatelle, paste e cornetti offerti dai ragazzi. “NON CE L’ABBIAMO CON VOI, sono pari i nostri e i vostri problemi”. Quanto è accaduto di straordinario nel cuore generoso di Napoli fa riflettere sulle chiacchiere evanescenti della destra che a vuote parole esalta la sicurezza garantita dalle forze dell’ordine, mal pagate e con organici sottodimensionati. Silenzi imbarazzati dell’esecutivo sulle motivazioni del ‘volemose bene studenti- poliziotti’. Uno dei giovani manifestanti: “Il nostro è un comportamento per abbassare le barriere. La polizia ha usato la violenza per screditare la nostra contestazione, per screditarci. E noi? Lavoriamo, andiamo all’università, abbiamo mille i problemi. Il nemico non è la polizia: “Anche voi avete bisogno della benzina, fate la spesa, avete figli a cui restituire il futuro rubato. Tutte buone motivazioni
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