Drammatici numeri, dagli Stati Unti, sul fronte dell’autismo. Secondo le ultime ricerche, infatti, sono in fortissimo aumento i casi di ‘Disabilità nello sviluppo’ e di autismo, cresciuti del 40 per cento nell’arco di pochi anni, dal 2019 al 2024.
Guarda caso, sono gli anni delle vaccinazioni anti Covid: le quali, di tutta evidenza, hanno curato poco e male il Coronavirus e hanno invece causato grossi danni alla salute di chi si è sottoposto alla somministrazione di quei sieri killer
Ma partiamo dalle più che allarmanti cifre appena sfornate dal Centro Nazionale di Statistica che fa capo ai CDC, ‘Centers for Deseases Control and Prevention’. Il Centro ha infatti attentamente analizzato, a sua volta, le cifre elaborate dal ‘National Health Interview Survey’ del quinquennio 2019-2014, un’indagine a livello nazionale condotta attraverso interviste a domicilio o telefoniche.
La rivista scientifica ‘Pediatrics’ tira le somme e pubblica la sconvolgente percentuale: i casi di autismo e di disturbo da deficit d’attenzione e iperattività (ADHD) sono cresciuti, appunto, del 40 per cento nel periodo passato ai raggi x. Per ravvicinarci a livello temporale, si calcola che nel biennio 2023-2024 il 25 per cento dei bambini fra i 3 e i 16 anni soffra di una delle cinque forme di disabilità nello sviluppo, rispetto al 16,7 fatto registrare nel periodo 2019-2020: uno sbalorditivo incremento del + 22,2 per cento in appena 5 anni!
Vediamo altri dettagli che devono (o dovrebbero) farci riflettere tutti. Soprattutto le autorità sanitarie Usa che, a quanto pare, se ne fregano della salute dei più indifesi, i bambini: e pure è titolare del Dipartimento della Salute Robert Kennedy junior, che con la sua Children’s Health Defence ha sempre tutelato la salute dei minori. Di tutta evidenzia silenziato da questa amministrazione killer a stelle e strisce che cerca di portare in tutti i modi il mondo allo sfascio.
Eccoci alle cifre nude e crude, da prendere caso mai per difetto, visto che si tratta di ‘fonti ufficiali’ (i CDC), le quali hanno sempre teso a minimizzare la gravità dei fatti, soprattutto sul versante dei devastanti effetti avversi prodotti dai vaccini anti Covid (e in particolare quelli a mRNA, come i leader Pfizer e Moderna).
Scrive Pediatrics, basandosi sui dati pubblicati dai CDC. “L’autismo ha fatto segnare la crescita più alta, pari al 42,4 per cento, tra i bimbi nella fascia d’età 3-5 anni di famiglie che vivono al di sotto del 200 per cento della soglia di povertà federale”.
E riporta il parere di Toby Rogers, Ph.D., ricercatore socio-sanitario al Brownstone Institute: “I risultati sono davvero allarmanti, solidi, basati su un ampio campione e su un set di dati molto dettagliato”.
Il campione, infatti, è molto vasto, pari a 40 mila bambini (per la precisone 39.217) di età compresa fra i 3 e i 16 anni. La ricerca ha esaminato il disturbo dello spettro autistico; il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD); i disturbi dell’apprendimento; la disabilità intellettiva e altri disturbi dello sviluppo.
Ecco, di seguito, i principali risultati emersi dalla ricerca, durata non pochi mesi.
Primo – Le diagnosi di almeno 1 delle 5 patologie sopra viste sono cresciute del 32 per cento nei bimbi tra i 3 e i 5 anni; e del 25,4 per cento tra le bambine. Tra i bimbi asiatici non ispanici – viene evidenziato – le diagnosi sono passate dal 6 al 10,5 per cento, con un incremento pari a + 73 per cento.
Secondo – Una delle condizioni più frequentemente segnalate è stata l’ADHD, con un aumento del 26 per cento e incrementi significativi tra le ragazze e le famiglie a basso reddito.
Terzo – La prevalenza dell’autismo è cresciuta del 58 per cento tra le ragazze. I ricercatori sottolineano come “per la prima volta negli Stati Uniti” si registri un aumento di tale portata.
Quarto – i tassi di autismo sono aumentati del 60,8 per cento tra le famiglie che vivono al di sotto del 200 per cento della soglia di povertà federale; e dell’85 per cento tra i bambini che vivono in aree non metropolitane.
Quinto – I disturbi dell’apprendimento sono cresciuti del 16,2 per cento; e in pari misura percentuale gli altri disturbi dello sviluppo.
Cifre, come detto, nude e crude.
Non pochi analisti fanno notare come il rapporto, pur ricchissimo di dati da brividi, non faccia emergere quel “senso di urgenza” invece doveroso e prioritario. Sulla scorta di questi cifre spaventose, si rischia a breve di trovarsi in una situazione senza ritorno per una larghissima parte dei bambini americani, se non vengono presi seri provvedimenti IERI. Ma l’agenda Trump, come detto, presenta ben altre priorità, a cominciare dalle guerre scatenate in mezzo mondo per quell’America First nel calpestare i diritti dei più indifesi.
Né il rapporto stesso né i media (e anche il pezzo pubblicato da Pediatrics) fanno il minimo cenno alla più che possibile, anzi probabilissima causa di questa pazzesca impennata nei tragici numeri sull’autismo. Perché basta un occhio alle date, che parlano da sole: l’impennata copre il quinquennio 2019-2024, quindi gli anni delle vaccinazioni anti Covid. Le quali – come ormai tutti, o quasi, sanno – hanno provocato, stanno provocando e provocheranno caterve di decessi, visto che i vaccini hanno effetti avversi a breve, medio e anche lungo termine. Basta, anche stavolta, esaminare gli incredibili dati su altre tragiche impennate: come le ‘morti improvvise’; i turbocancri che stanno falcidiando la popolazione anche da noi; le patologie cardiocircolatorie, come miocarditi, pericarditi, ictus, trombosi e infarti; e via minando la salute di tutti.
Le autorità sanitarie occidentali, però, fanno finta di niente. Quelle politiche zitte, mute e complici di Big Pharma nello sterminio silenzioso. Come lo sono i media, totalmente silenti, omertosi e collusi.
Ma perché, dalla Francia, non arriva un bel ’68 e la gente scende in piazza per cambiare questo mondo ormai capovolto?
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