Amazon punta dritto sul nucleare.
Il colosso di Jeff Bezos – il secondo multimiliardario al mondo, dopo l’irraggiungibile Elon Musk – ha infatti appena siglato un contratto ventennale con la ‘Constellation Energy Corporation’ per assicurarsi la bellezza di 690 megawatt di elettricità prodotta dalla centrale nucleare di Calvert Cliffs, nel Maryland.
E al tempo stesso ha sottoscritto un piano di investimenti infrastrutturali che supera i 3 miliardi di dollari.
Ormai, la ‘fame’ di elettricità dei data center delle grandi aziende – soprattutto le Big Tech – è sempre più smisurata: motivo per cui quelle stesse aziende fanno dei colossali investimenti nelle centrali nucleari, diventando in certi casi il committente privilegiato e quasi unico. Affermano gli esperti del settore: “La crescente domanda elettrica dei data center porta il nucleare al centro delle nuove strategie energetiche delle grandi aziende tecnologiche”.
L’accordo nucleare prevede anche la fornitura ad Amazon di circa 190 megawatt di nuova capacità a zero emissioni entro il 2032. Non è finita qui: perché le due società hanno previsto un ulteriore accordo di fornitura elettrica per le attività di Amazon nel mercato PJM Interconnection, che comprende 13 Stati più Washington Dc.
Un tris da palate di miliardi di dollari!
I due reattori di Calvert Cliffs hanno una potenza complessiva di 1.790 megawatt e producono circa l’80 per cento di elettricità a basse immissioni nel Maryland – così assicurano i vertici di ‘Constellation’ – con una produzione equivalente ai consumi di oltre 1,3 milioni di abitazioni.
La maxi fornitura, quindi, è stata appena raggiunta con un’infrastruttura già esistente e consolidata, evitando di legare l’accordo alla costruzione e all’avvio di un nuovo reattore, che richiede ovviamente del tempo. Il vantaggio è reciproco. Da un lato Amazon riduce sensibilmente l’incertezza su una buona fetta del suo approvvigionamento energetico; dall’altro Constellation si assicura un cliente top, raggiungendo una base economica che le consente di prolungare di molto la sua attività (un ventennio è garantito) a Calvert e sviluppare capacità aggiuntive.
Quartier generale a Baltimora, nel Maryland of course, è il primo produttore di elettricità negli Stati Uniti e il più grande operatore nucleare a stelle e strisce. E’ nato appena 4 anni fa, dalla scissione di Exelon nel 2022, ed è oggi il punto di riferimento base per la fornitura di energia ai grandi data center e al settore tecnologico negli Stati Uniti.
I maggiori azionisti di Constellation – come ormai succede ritualmente fra le stars dell’economia a stelle e strisce ma certo non solo – sono i potentissimi Fondi speculativi d’investimento, che dominano incontrastati nell’economia di mezzo mondo. Ecco quindi che quasi l’85 per cento delle quote societarie della società sono detenute dai fondi: in pole position il numero uno del settore, ‘BlackRock’, con il 7 per cento; seguono a ruota ‘Capital Research and Management Company’ (6,5 per cento); ‘Vanguard Capital Management’ (6,5 per cento); ‘State Street Corporation’ (5,5).
Spiegano gli esperti: “La scelta di Amazon si colloca in una fase in cui le Big Tech cercano contratti capaci di assicurare energia continuativa alle infrastrutture di cloud e di Intelligenza Artificiale. I data center devono alimentare server e sistemi di raffreddamento giorno e notte, mentre l’addestramento e l’uso di modelli di I.A. richiedono capacità di calcolo sempre più vaste. Per gli operatori, quindi, assicurarsi elettricità non è solo questione di prezzo: la disponibilità di potenza può condizionare l’apertura di maxi impianti o l’espansione di quelli esistenti”.
Non solo il colosso griffato Bezos a caccia di sempre più colossali forniture elettriche.
META, la creatura di Mark Zuckerberg (molto noto anche per le ‘bugie’ ai tempi del Covid e per le censure via Facebook-Meta) ha annunciato accordi con un altro big del settore, ‘Vistra Corp.’, per acquistare elettricità e al tempo stesso sostenere l’espansione della produzione nelle centrali nucleari in Ohio e in Pennsylvania; mentre proseguono a botte di maxi forniture elettriche le intese con ‘Terra Power’ e ‘Oklo’ che prevedono anche lo sviluppo di nuovi reattori nucleari. Ormai un must.
Non può non essere della partita GOOGLE, altro cliente eccellente per la regina del settore ‘Constellation’. Ma anche Google, come Meta, ama diversificare i suoi fornitori, per non trovarsi mai a corto della vitale energia. E così in Finlandia ha siglato un accordo con ‘Fortium’ per acquistare fino al 50 per cento della capacità elettrica della centrale di Loviisa. E Fortium ha fatto un vero colpaccio: trovando la gallina dalle uova d’oro, ossia un cliente che acquista d’un sol colo la metà del suo fatturato!
Il maxi accordo tra Google e Fortium prevede l’investimento, da parte del primo motore di ricerca al mondo, di ben 13 miliardi di dollari per ampliare la rete dei suoi data center e per la realizzazione di due nuovi reattori nucleari. Il massimo della vita!
E ormai le nostre vite sono sempre più scandite (e fagocitate) dai ritmi (e dalla voracità) dei data center. E dai reattori nucleari: chissenefrega di quelle ancestrali paure per le possibili catastrofi ormai consegnate solo agli horror movie…
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