Guido Crosetto a tutto campo sui fronti bellici, per un’Italia sempre più impegnata nei conflitti, con grossi rischi per la sicurezza – tanto sbandierata dagli sfascisti di questo governo nero – del nostro Paese.
Incredibile ma vero, nel giro di poche ore il nostro ministro della Difesa ne combina due che più grosse non si può. Una doppietta davvero pericolosa.
La decisione di inviare unità della Marina italiana per scortare le navi commerciali nello stretto di Bab-el-Mandeb di cui gli Houthi hanno preso il controllo, senza minimamente aspettare l’ok europeo, ossia della missione Aspides.
E l’abbattimento di un drone “probabilmente russo” da parte di un caccia italiano della missione NATO, con probabili e forse inevitabili ritorsioni da parte del Cremlino.
Come mai il sempre prudente e misurato Crosetto si è esibito in questi due veri colpi di testa?
Partiamo dal primo episodio.
Intervenendo al ‘Forum Risorsa Mare’ che si è appena tenuto a La Spezia, il ministro della Difesa ha rivelato il Piano. Ecco il suo Verbo: “Abbiamo deciso, con il Capo di Stato Maggiore, di non aspettare che sia Aspides a decidere se le navi possono passare o meno per lo stretto di Bab-el-Mandeb”, riferendosi alla missione Eunavfor Aspides di cui l’Italia fa parte dal 5 marzo 2024.
Obiettivo dichiarato è assicurare il passaggio delle navi italiane prima che si attivi “la burocrazia europea” e che “questa si sommi alla nostra, perché ritardare i tempi in casi come questo significa ritardare l’economia, significa aggravare i problemi. Quando possiamo interveniamo per alleviare le crisi”. Capita la nuova filosofia, il nuovo corso inaugurato da Super Crosetto?
Come un carrarmato continua il ministro con l’elmetto, riferendosi alla base italiana di supporto operativa in quell’area: “Gibuti non viene toccata da quello che stanno facendo gli Houthi. Oggi ci preme ripristinare il traffico delle navi italiane attraverso Bab-el-Mandeb, rendendolo sicuro ed evitando altri impatti economici come quelli che abbiamo oggi con il prezzo del petrolio e del gas dopo la crisi di Hormuz. Il presidio del mare è fondamentale e lo strumento militare lo garantisce”. Squillano le trombe e rullano i tamburi di guerra…
Non è chiaro, comunque, quante unità navali verranno impegnate nella Mission e quando dovranno partire, per garantire “la protezione della nostra flotta mercantile”.
Passiamo al secondo scenario di guerra, quello ucraino. Ed in particolare a quanto è appena successo nei cieli della Lituania.
Titolano le agenzie di stampa: “Caccia italiano della Nato abbatte drone. Crosetto: ‘Probabilmente arrivava dalla Russia’”.
Quel ‘probabilmente’ puzza non poco. Come si fa a lanciare un’accusa del genere senza aver prove certe e inconfutabili? Altrimenti succede come giorni fa, quando uno stormo di uccelli ha assunto le sembianze di un drone del Cremlino; oppure nel caso dell’areo su cui viaggiava il presidente-pupazzo Volodymyr Zelensky, ‘sfiorato da un drone’ che invece si trovava a un centinaio di chilometri di distanza.
L’esercito italiano – informano sempre le agenzie – ha diffuso immagini dei resti di un velivolo sparsi in un’area erbosa. “Le autorità locali non hanno ancora stabilito se il drone fosse russo o ucraino”.
Sorge spontanea la domanda: come fa, allora, il sempre rigoroso ministro della Difesa ad uscirsene col suo ‘probabilmente’? E’ un veggente? Gode di informazioni privilegiate e ancora top secret? O cosa?
Il vaticinio griffato Crosetto è avvenuto nel corso di una conferenza stampa che si è svolta a Siauliai con il ministro della Difesa lituano, Robertas Kaunas. Osserva ancora l’ufologo di casa nostra: “Già un anno fa i piloti italiani sono intervenuti e hanno abbattuto una minaccia che molto probabilmente proveniva dalla Russia”. Erieccoci: anche un anno fa ‘molto probabilmente’ l’oggetto volante misterioso era ‘forse’ spedito dal Cremlino…
Sentiamo le forse un pizzico meno inattendibili fonti lituane: in particolare cosa precisa il ‘Centro nazionale per la gestione delle crisi’. Secondo i funzionari del Centro, il drone (di non specificata provenienza) sarebbe entrato dalla Bielorussia ed è stato abbattuto nei pressi del villaggio di Pratkunai, nel sud del paese, a poca distanza da Kaunas. In precedenza – aggiungono – era stato diramato un allarme anche a Vilnius e nella regione circostante.
“La guerra si sta allargando”, osserva con preoccupazione Robertas Kaunas, secondo cui episodi del genere in tutta l’area del Baltico potrebbero diventare sempre più frequenti.
I caccia della missione NATO di difesa area del Baltico pattugliano i cieli della Lituania, della Lettonia e dell’Estonia da oltre vent’anni, e cioè fin dal 2004, anno in cui i tre paesi hanno fatto il loro ingresso a vele spiegate nell’Alleanza Atlantica.
Uno dei veri motivi all’origine del conflitto tra Russia e Ucraina: perché Vladimir Putin si è sentito sempre più accerchiato da una serie di nazioni prima sotto l’influenza sovietica e poi passate sotto l’ombrello NATO, che da un trentennio abbondante si sta allargando in modo tentacolare sempre più ad Est. Come abbiamo documentato in un reportage pubblicato appena scoppiato il conflitto, ossia il 23 febbraio 2022 e titolato
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