‘EL MUNDO’ / LA DISINFORMAZIONE GRIFFATA URBANO CAIRO

Il Cremlino ha deciso di attaccare l’Europa e in particolare i suoi paesi mediterranei, ossia Spagna, Italia e Francia. Alla faccia delle ultime dichiarazioni di Vladimir Putin che ha smentito con forza e in modo ufficiale di aver intenzione d’alzare un solo drone contro l’Europa.

Si tratta – in realtà – di una colossale fake, una super bufala che sta imperversando nelle praterie della disinformazione occidentale: come del resto tante altre allevate dai media di europei e di casa nostra, impegnati a fomentare la guerra in ogni modo possibile. Anche travisando fatti, oscurando la realtà e sfornando fake a getto continuo.

Oggi lo fa ‘EL MUNDO’, ed in modo molto pericoloso: perché getta ettolitri di benzina sul fuoco, con il rischio di provocare una serie di effetti a catena.

La sede di Unidad Editorial. Sopra, il titolo sparato da El Mundo

E pensare che ‘El Mundo’ – il secondo quotidiano spagnolo con oltre 300 mila copie vendute, alle spalle di ‘El Pais’ – fa capo al gruppo ‘UNIDAD EDITORIAL’ a sua volta di proprietà di RCS MEDIA GROUP di Urbano Cairo, il presidente del Torino Calcio.

Unidad Editorial è in vita dal 1992 e vi fa capo un’altra grossa testata iberica, ‘MARCA’

C’è quindi uno zampino, o uno zampone italiano nel maxi depistaggio mediatico ora in corso: ben poco da rallegrarsene. Anzi, resta solo da vergognarsi per comportamenti che non hanno nulla a che vedere con la deontologia, la professionalità e  l’etica.

Vediamo più in dettaglio cosa è successo.

El Mundo spara la notizia del secolo, ripresa ovviamente da tutti i media europei con enorme evidenza.

Si tratta di un’indiscrezione – viene precisato nel reportage del quotidiano madrileno – raccolta in “ambienti vicini al ministero della Difesa lituano”. La fonte, ovviamente anonima, avrebbe spiegato come Mosca possa utilizzare droni lanciati in mare e nascosti in containers ad hoc. Un’operazione degna del miglior 007, un novello ‘Dalla Russia con furone’.

Urbano Cairo

Non è finita qui. Perché il solerte quotidiano griffato Cairo, ad abundantiam, cita un’altra fonte, sempre anonima of course, e stavolta in arrivo dagli States. Per la precisione si tratta di un fonte dei servizi segreti a stelle e strisce.

E c’è anche qualche dettaglio tecnico a disposizione: il modello individuato dalle autorità lituane sarebbe un drone GERBERA, lungo 2 metri, peso fino a 18 chili, apertura alare di 2 metri e mezzo, velocità di crociera intorno ai 160 chilometri orari, autonomia da 600 chilometri, uno dei più semplici da lanciare. Ci sono tutti gli ingredienti adatti per preparare la miglior ‘pizza’ del mondo: con tanto di bufala in generosa quantità…

La notiziona ha avuto tutto questo popò di risalto perché nel mirino criminale di Putin, stavolta, non ci sono i soliti paesi Baltici o dell’Est, ma tre nazioni europee di peso come Francia, Spagna e Italia: segno che il Cremlino ha alzato il tiro e punta al bersaglio grosso.

Se tutto fosse vero, verificato e accertato. Cosa che purtroppo non è: visto che si tratta di una delle più gigantesche bufale mai allevate nei campi della più becera disinformazione.

Eccoci ai punti caldi.

Stiamo parlando di ‘fonti anonime’, ben due: una lituana e una statunitense. Non c’è lo straccio di un documento, di una carta; di una registrazione audio; non esiste una fotarella satellitare in grado di suffragare qualcosa; non esiste la minima dichiarazione ufficiale rilasciata da alcun funzionario di una amministrazione politica, né di un portavoce di un servizio segreto. Niente di niente, zero assoluto, silenzio tombale.

Anzi. Due fonti, stavolta ufficiali, si sono espresse, fino a questo momento, a parte la cagnare dei politici occidentali che non vedono l’ora di dar l’assalto al Cremlino.

Una arriva dall’Estonia, nazione che si è posta sotto l’ombrello della NATO fin dalla sua più grande espansione ad Est, nel 2004. Così fanno sapere, in via ufficiale, i vertici dell’Intelligence estone: “La Russia non ha manifestato alcuna intenzione di voler attaccare militarmente l’Estonia o qualsiasi altro Stato membro della Nato nel prossimo anno”. Più chiari di così è davvero difficile.

Addirittura si sbilancia un portavoce della stressa NATO: “Al momento non vediamo una minaccia imminente di attacco”.

E il famoso sito ‘POLITICO’ – uno dei tre media appena messi all’indice da Donald Trump – riferisce che gli alleati Nato “non sono stati informati di alcuna nuova intelligence relativa ad un imminente attacco russo” e che “l’Alleanza Atlantica non ha modificato in alcun modo la sua valutazione sulla minaccia”. Anche stavolta, più chiari di così…

Eccoci al terzo problema: che tira in ballo la stessa ‘eventuale’ (perché se tutto è inventato di sana pianta, non esiste neanche una anonima fonte ‘lituana’) credibilità delle autorità lituane. Che sono le più accese atlantiste (avendo il Paese aderito alla NATO in quella maxi infornata del 2004, come del resto l’Estonia); e le più aggressive nei confronti di Mosca, visto che si tratta della nazione ex sovietica con il più lungo confine ‘caldo’. Rammentiamo che l’Estonia, in quello stesso anno, ossia il 2004, ha fatto il suo ingresso a vele spiegata nell’Unione Europea.

Tutto detto.

E così la bufala – se non del secolo – almeno dell’anno, decolla. Prende forma, e le parole pubblicate da ‘El Mundo’ diventano miracolosamente oro colato per tutti i media occidentali.

L’industria delle armi, la macchina da guerra sempre in attesa di nuovi ordini per fresche forniture, in grado di far impennare sempre più i suoi profitti, ringrazia.

Ottimo lavoro, mister Cairo.


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