PARALLELISMO AZZARDATO?

Un drammatico evento anni ’70 del secolo scorso riaffiora evocato dal gesto di ‘fraterna generosità’ di Erdogan, premier turco ospite di statisti per un summit ad Ankara, Meloni inclusa. Nel congedarli si è reso protagonista di una ‘carineria’, del dono di un souvenir molto speciale e di ardua interpretazione, una pistola ‘Gumusay 357 Magnum da collezione, personalizzata con nome e cognome di chi l’ha ricevuta come la ‘nostra’ Giorgia.

VICIENZO, ‘O SCARTELLATO, affiliato della gang che dominava la periferia ovest di Napoli, scelta interessata della sua ’intera famiglia e Peppino, il maggiore di tre figli. Per lui è il giorno della prima comunione, dei doni di parenti e amici. Il più gradito, come impone il rituale della criminalità organizzata, certificata l’avvenuto battesimo dell’appartenenza alla cosca della camorra territoriale: spettano al padre onere e onore di consegnarlo al festeggiato: “Tien a papà, è ‘na bella pistola, comm’ a ‘na sora” (come una sorella, ndr) e gli affida una ‘colt’ con la matricola cancellata, gli insegna a sparare nel tiro a segno ricavato alle spalle di un edificio abbandonato. ’ Vincenzo finisce sottoterra nel cimitero degli ignoti, assassinato dal sicario di una banda rivale, quando il   figlio ha compiuto quattordici anni.

PEPPINO elude abilmente i controlli in entrata del tribunale, raggiunge il corridoio di accesso alle aule delle udienze, ha la pistola infilata nei pantaloni dietro la schiena, se ne sta al riparo di un armadio metallico stracolmo di fascicoli dei processi in corso. Eccolo: tra due guardie carcerarie c’è l’assassino del padre. Il baby killer guadagna il centro del corridoio, impugna la pistola e spara.  “Vendetta compiuta!”. Può telefonare e informare la madre, che gli ha chiesto di vendicare il padre con il minimo rischio perché minorenne.

A CHI ALTRI, se non al dittatore Erdogan, che si libera del dissenso arrestando migliaia di giornalisti, scrittori, intellettuali, poteva venir in testa di regalare una pistola a Macron, Starmer, Merz, Meloni…? È forse un invito a far prevalere la forza delle armi sulla domanda di pace che attraversa il mondo? Verosimile.

 

MISTER TYCOON

“GO OUT”

Prende sberle il tycoon: una è di giornata. Un magistrato della Florida (nominato proprio da Trump) ha respinto la causa (3,8 miliardi di dollari) per diffamazione intentata al Washington Post e diventa virale la successione di sconfitte giudiziarie che hanno concluso cause contro i giornali (Wall Street Journal, New York Times con richiesta di 15 miliardi di dollari), il Guardian.

“Un pericolo per la collettività”, lo dichiarano 36 medici e molti avvocati, l’hanno firmata anche da due premi Nobel: “Siamo costretti a mettere in guardia contro un Presidente degli Stati Uniti che rappresenta un pericolo crescente per la collettività”. La dottoressa Bandy X. Lee, psichiatra forense: “Credo che ormai non sia difficile, nemmeno per un profano, capire che ha bisogno di cure immediate, persino di livello ospedaliero. Gli impulsi di Trump sono segni di una spirale psicotica… Un disperato tentativo di contrastare la totale impotenza che si prova quando si sta perdendo la testa”. E cita le immagini generate dall’intelligenza artificiale di Trump come Gesù, come il Papa, mentre stringe la mano a Dio…

Il New York Times a elenca le discrepanze tra le dichiarazioni di Trump e la realtà riguardo alla guerra con l’Iran, le ripetute affermazioni di un accordo molto vicino a porre fine al conflitto, smentite dagli iraniani e persino da funzionari ad alto livello americani. I medici: “Sono numerose le prove del comportamento bizzarro e impulsivo del presidente. Forti dubbi sulla capacità di giudizio, digressioni sconclusionate, confusioni fattuali, improvvisi e inspiegabili cambi di rotta in questioni strategiche, sia nazionali sia internazionali”. È stata bloccata dal congresso la proposta di legge che avrebbe impedito ai cittadini non statunitensi di votare alle elezioni federali.

Rachman (Financial Times): “Leader come Trump e Orbán, così come Xi Jinping in Cina e Vladimir Putin in Russia, incoraggiano il culto della personalità, centralizzano il potere nelle proprie mani e combattono contro le istituzioni indipendenti che non possono controllare, che si tratti di tribunali, media o commissioni elettorali. Trump è riuscito a far sì che i suoi amici s’impadronissero di gran parte dei media. Ellison, suo sostenitore, acquisisce la CNN per unirla alle reti Paramount e CBS. Giudici indipendenti e generali sono in pericolo. Il Tycoon attacca i magistrati che non si allineano (come avviene con la destra in Italia) licenzia chi è “scomodo” e per il 60% sono neri o donne. La misura economica più rilevante dell’amministrazione Trump, laa fonte di entrate straordinarie a livello globale e un modo per rendere di nuovo grande l’America, è stata bocciata dalla Corte Suprema degli Stati Uniti; i dazi imposti sono stati dichiarati nulli dal sistema giudiziario e l’amministrazione Trump dovrà restituire il denaro incassato, qualcosa come 166 miliardi di dollari, più altri 650 milioni di interessi, 22 milioni al giorno. Conseguenze dei dazi: molte attività commerciali sono state costrette a chiudere, sono fallite. Sono migliaia le richieste di risarcimento e oltre 3.000 aziende hanno  già intentato causa contro l’amministrazione Trump. Rischio depressione?  Purtroppo sì il presidente Usa ne dovrà rispondere in prima persona.


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