Se il tycoon si illude di aver guadagnato il paradiso della credibilità, di aver recuperato la valanga di consensi dilapidati con la trattativa con l’Iran, dovrà imporre il silenzio stampa a giornali, agenzie e Tv non di regime, ma soprattutto ai portavoce di Khamenei che appena dopo l’annuncio del pre accordo hanno esultano così: “Umiliati i nemici” e hanno definito il ‘memorandum’ “orgoglio dell’Iran” messo nero su bianco perché “Khamenei ci ha guidati”, (dichiarazione del presidente Masoud Pezeshkian). Comunque la Repubblica islamica resta diffidente (specialmente i pasdaran): “Non è un accordo definitivo e non ci faremo umiliare”. I vertici militari, sentenziano che l’America si è arresa, ma devono rispondere al malcontento dell’ala islamista più intransigente del regime, e lo fanno citando la rapida ripresa dell’economia, Non trascurano l’ammonimento perché sia definitivo lo stop dell’aggressione israeliana in Libano. L’Hezbollah: “Resistenza senza precedenti del popolo iraniano e della sua saggia leadership”.
QUESTA VINCE…QUESTA PERDE. Il tycoon, neo ‘Cassandra’ propagandista, su quanto è accaduto in Iran: “La guerra sarà presto lontana nello specchietto retrovisore”. Divagando al G7 sul bilancio delle vittime causate dal conflitto Russia-Ucraina dichiara: “L’intera questione è ridicola. Farò tutto quello che potrò”. Trump finge di ignorare la minaccia dell’Iran: “Se Israele continua ad attaccare in Libano, reagiremo” (timore legittimo, perché Netanyahu dell’accordo di pace “se ne frega” e nei due giorni successivi all’annuncio del trattato ha violato quasi cento volte il cessate il fuoco, ha continuato a uccidere i libanesi). L’Agenzia al Arabiya English: “Gli Usa e i loro alleati pagheranno almeno 300 miliardi di dollari all’Iran” (su questo non una parola di Trump) e pubblica i 14 punti del Memorandum. Uno stralcio: d’ora in poi, nessuna azione ostile Usa-Iran, rispetto della sovranità islamica territoriale, nessuna interferenza nei confronti dell’Iran, ritiro delle forze americane entro un mese dalla firma dell’intesa, sminamento di Hormuz e ripristino del traffico di navi mercantili, piano globale per la riabilitazione e lo sviluppo economico dell’Iran, fine delle sanzioni contro la repubblica islamica. E stop, per sempre, alla produzione di armi nucleari (ma chi impedirà all’Iran di continuare a lavorarci in segreto?). Il destino dell’uranio arricchito e il fabbisogno nucleare dell’Iran, saranno affrontati più in là. Nell’attesa attesa di un accordo definitivo, l’Iran manterrà lo status quo sul programma nucleare e gli Stati Uniti non imporranno nuove sanzioni all’Iran, né rafforzeranno la presenza nella regione. Gli Stati Uniti si impegnano a sbloccare e rendere pienamente disponibili i fondi e i beni della Repubblica Islamica congelati o vincolati!!! L’intesa permette all’Iran di iniziare subito a vendere petrolio, Washington, offre un incentivo economico immediato al regime iraniano per porre fine al conflitto.
Tutto chiaro? Chi ha vinto e chi ha perso?
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