VATTI A FIDARE…

Di Trump ci si può fidare come, in sedicesimo, di Giorgina Meloni. Dicono alle 10 del mattino e disdicono alle dieci e dieci, sparano balle e il loro contrario. Da noi, ‘La 7’ si diverte: recupera in videoteca i bla-bla del 2022 e li mette a confronto con esternazioni di quattro anni dopo. Sono ’uno l’opposto dell’altro. Ma la satira che li propone, povera Italia, scivola via senza produrre gravi danni alla credibilità della ‘sorella d’Italia’ e ai suoi cortigiani che non sono da meno quanto a clamorose contraddizioni. Insomma, funziona la distrazione di massa’ di Garlasco, delle infinite fiction turche. Un inciampo fra tanti? Giorgia dixit: “Trump ha diritto al premio Nobel per la pace”, ma ora, osservato il mondo che discredita il Tycoon, lo ripudia per non perdere consensi. È volubilità anche questa, ma incomparabile se confrontata con la quantità e la qualità degli avanti-indietro del signor Donald che si attribuisce il merito di sette guerre concluse con la pace mentre ne provoca altre. A giorni alterni dichiara la fine di conflitti, ma non ferma i raid distruttivi.

 

L’INTESA PRESUNTA con l’Iran? L’avrebbe ottenuta con una telefonata dalla Casa Bianca: “Accordo ampiamente negoziato, riapre il canale di Hormuz. Uranio? Tutto ok. Mi trovo nello Studio Ovale della Casa Bianca, dove abbiamo appena avuto un’ottima conversazione telefonica con la Repubblica Islamica dell’Iran per tutte le questioni relative a un memorandum d’intesa sulla Pace e con i leader di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Turchia, Egitto, Giordania, Bahrein, con il capo dell’esercito Pakistano. Ho conversato al telefono con Netanyahu…è andata molto bene e anche con Macron”.

 

STATI UNITI E IRAN VICINI all’accordo di 60 giorni, al cessate il fuoco? È quanto spera il mondo, ma è giusto fidarsi di Trump? Il ministro degli Esteri iraniano, confermerebbe il memorandum d’intesa da cui far partire i colloqui, anche i 30-60 giorni di tregua per la definizione dei dettagli, ma lo stesso Baghaei dichiara “Siamo allo stesso tempo molto vicini e molto lontani da un accordo”. E Trump: “O arriviamo a un buon accordo o li faccio saltare in mille pezzi. Le probabilità sono al 50-50. (Altro che fifthy-fifthy, ndr) “Firmeremo un accordo solo se otterremo tutto quello che vogliamo, ma ogni giorno va sempre meglio”. Lo dice mentre mostra una mappa del Medio Oriente e l’Iran è contrassegnato da una bandiera americana, accompagnata dalla didascalia “Stati Uniti del Medio Oriente”. E precisa che non ci sarebbe intesa con l’Iran se non fosse vantaggiosa per Israele: “Alcuni preferirebbero un accordo, altri la ripresa della guerra. Credo che Benjamin Netanyahu sia combattuto tra le due opzioni” (e preferisca la seconda che impedisce di essere processato, ndr).


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