Fossi un magistrato giudicante, d’intesa con il pubblico ministero, chiuderei così la seduta di un processo lampo: “accertati i fatti, ascoltate le testimonianze e in coerenza con l’articolo numero…del codice civile, si condanna il signor Piantedosi, in arte ministro degli interni a risarcire il popolo italiano con la cifra di 50mila euro, corrispondente al costo del suo trasferimento e della signora sua moglie, da Sanremo a Roma con un elicottero dei Vigili del Fuoco dell’elisoccorso e aggiungerei un ‘nota bene’: “Il trattamento di riguardo è stato riservato al soggetto in questione, famoso paroliere di belle canzoni perché di provata fede melonista” (ingaggiato a suo tempo come consulente dal ministro della Cultura Sangiuliano, amico di Tajani) con l’ok del ministro destrofilo Piantedosi che si autoassolve con questo assurdo alibi: “Polemiche strumentali…siamo molto contenti di aver avuto un grandissimo artista, un monumento nazionale”.
Ma non spiega come direbbe l’ex giudice Di Pietro “che ci azzecca un autore di canzonette con il titolo onorifico di vigile del fuoco ad honorem”. Denuncia l’Usb dei vigili: “Mezzo di soccorso finanziato con risorse pubbliche e destinato esclusivamente alla tutela della vita e alla sicurezza dei cittadini. E lui, il paroliere, che ne pensa? “Il viaggio mi è piaciuto moltissimo!” In tema di favori per amichettismo politico: Conti ha derogato dal “niente politica in questo Sanremo” e ha finto estraneità agli spot per i ministri dello sport e dell’agricoltura (sciatrici medagliate ospiti e conseguente onore ad Abodi, pretesto della gastronomia italiana patrimonio dell’umanità per darne merito a Lollobrigida!) ha accettato la co-conduzione poi svanita (per proteste, contestazioni) del comico Pucci che si dichiara orgogliosamente neofascista e si nutre professionalmente di volgarità. Quasi coperta da silenzi complici, la richiesta rivolta a Conti da Maurizio Gasparri, un mese prima del via al Festival, di invitare Mogol, Minghi, Bennato e Cocciante, ai quali voci di ben informati attribuiscono accertata empatia per la destra. Ma la politica non era estromessa dal Festival?
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