CARLO NORDIO / ALLARME! STANNO TORNANDO LE BRIGATE ROSSE

Ecco il super PACCO-SICUREZZA varato dal governo NERO guidato da Giorgia Meloni con un decreto legge, sulla scorta dell’emergenza terrorismo taroccata dopo i fatti di Torino.

E’ ormai di evidenza palmare: creare il CAOS quando è in corso una manifestazione pacifica da 10 mila cittadini e passa, infiltrarsi quanto meglio è possibile (vedi i black bloc che erano spariti da tempo dai radar), quindi confezionare il Pacco per gli italiani ai quali l’esecutivo sfascista cerca in tutti i modi di negare – in modo totalmente anticostituzionale – il diritto più elementare previsto anche nella più sgarrupata delle democrazie occidentali: quello di manifestare il proprio dissenso di fronte ad obbrobri come quelli che da due anni e mezzo sta mettendo in campo il governo NERO.

Ormai il Re, o meglio la Regina, lady Giorgia, è nuda. Di fronte ai fallimenti a raffica del suo esecutivo composto da una banda di incapaci, ex fascisti doc e soprattutto ignoranti. Reginetta che segue, per filo e per segno, il copione messo in drammatica scena dal suo Padrone, Donald Trump, con colpi di testa di portata mondiale e, sul fronte interno, stile ICE-Gestapo.

Per una breve analisi, può essere molto istruttivo seguire il Pensiero del Vate CARLO NORDIO, il Guardasigilli che si è appena esibito in un paragone da far venire i brividi lungo la schiena. Nelle sue parole di forte sostegno alla drammatica farsa del PACCO-SICUREZZA ha evocato addirittura il fantasma delle Brigate rosse.

La nascita delle Brigate Rosse. Sopra, il guardasigilli Carlo Nordio

Ecco un paio di frasi che rimarranno scolpite nella storia. “Cerchiamo, con un’attività di prevenzione, di evitare che quei tristi momenti si ripetano”. Poi definisce quel fenomeno come “nato proprio per una insufficiente attenzione, anche da parte dello Stato, verso questa forma di aggressività odiosa nei confronti delle forze dell’ordine che era stata trascurata”.

Ma ci è o ci fa, Nordio? Va bene che non è uno storico, ma solo un ex magistrato: però un’analisi così terra terra, elaborata da chi dovrebbe presidiare la Giustizia di casa nostra, fa letteralmente tremar le vene ai polsi. Ma in che mani siamo finiti? Ed era, almeno sulla carta, uno dei ‘meno peggio’ della gang alla guida del paese.

Dimentica in modo clamoroso, o preferisce glissare, su un piccolo dettaglio: la ‘contro-storia’ del Belpaese (che abbiamo cercato di raccontare nel corso degli anni) ci fa sapere in modo documentale che le BR vennero ben presto INFILTRATE ed eterodirette dai nostri Servizi, seguendo il modello-Kossiga. Una delle prove, che più lampanti non si può, è incarnata dal telefonista BR, Valerio Morucci, il quale, dopo aver scontato una breve pena, è diventato uno dei più assidui collaboratori di una rivista messa su dagli stessi Servizi: ai confini della realtà. Per non dilungarci, vi riproponiamo un’inchiesta messa in rete dalla Voce anni fa, per la precisione il 21 settembre 2017,

 CASO MORO / VALERIO MORUCCI UOMO DEI SERVIZI. ORA LO SCOPRE FIORONI, LA VOCE LO SCRISSE 7 ANNI FA

 

Ma poi. Come è possibile anche solo lontanamente paragonare quegli anni di piombo con le pacifiche manifestazioni odierne di dissenso? Che sono fin troppo poche, quando tutti dovrebbero scendere in piazza OGNI GIORNO per protestare contro questo esecutivo che affama e uccide ogni giorno gli italiani, soprattutto i più deboli e indifesi…

Un governo NERO che – per dirne solo una, ma la lista è interminabile – se ne fotte totalmente della SALUTE dei cittadini che non si curano più per le infinite liste d’attesa e addirittura per il caro ticket sui farmaci salvavita: un lettore ci ha scritto ieri di aver pagato 7 euro e mezzo per un farmaco anti-cancro, una sola confezione!

Finiamo con qualche chicca sul pacco-decreto sicurezza, totalmente anticostituzionale e tragicamente farsesco, anche dopo le ‘limature’ chieste da Mattarella. Un paio di punti, tanto per capirci meglio.

Una carica della Polizia sui manifestanti

Sullo SCUDO PENALE per forze dell’ordine e cittadini, in caso della cosiddetta “legittima difesa”. Recita il testo governativo: “Quando appare evidente che il fatto è stato compiuto in presenza di una causa di giustificazione come la legittima difesa, chi ha sparato non verrà iscritto nel registro degli indagati e potrà godere di tutte le garanzie delle persone sottoposte alle indagini preliminari”. Il pubblico ministero, a questo punto, dovrà iscrivere nel registro il nome di un “non indagato”. Come? Con una “motivazione preliminare” e un “separato modello”. E tutto questo perché? Spiega Vate Nordio: “Non è uno scudo penale, l’impunità non è per nessuno”. C’è solo che “la persona non può più essere chiamata ‘un indagato’: cosa da non poco, visto che da noi ciò è sinonimo di condanna”.

Eccoci poi al FERMO DI PREVENZIONE. Perfettamente in linea con l’ideologia meloniana di ATTACCO PREVENTIVO DIFENSIVO LEGITTIMO  (roba da 113) coniato dalla inimitabile santa Giorgia sul fronte delle controversie internazionali…

In soldoni, d’ora in poi in occasione delle manifestazioni di piazza, le forze dell’ordine potranno “accompagnare nei propri uffici” e “trattenere per un massimo di 12 ore” (Salvini Matteo ne voleva 48, al massimo riducibili a 24, si deve accontentare di 12) persone “sospette per le quali sussista un fondato motivo di ritenere che pongano in essere condotte di concreto pericolo per il pacifico svolgimento delle manifestazioni”. Anche se non hanno commesso alcun reato.

Del fermo dovrà essere data “immediata notizia al pubblico ministero”, che dovrà ordinare il rilascio del ‘mostro’ se ritiene non esistano quei ‘fondati motivi’.

Immaginate solo il caos che ci sarà negli uffici di polizia e delle procure in vista di una normale manifestazione ammessa in tutti i paesi civili?

Ai confini della realtà e di ogni minimo principio di legalità…


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