NOA TISHB / UNA DELLE PIU’ INFLUENTI VOCI SIONISTE NEGLI USA

Una fascinosa ex modella e attrice israelo-americana è la portabandiera social del sionismo spinto negli Stati Uniti. Contando anche su oltre 1 milione di follower, è una delle più ascoltate influencer da tutti i membri del Congresso Usa, in modo perfettamente bipartisan.

Si tratta di Noa Tishb, una carriera tutta da raccontare nei suoi ultimi 15 anni. La svolta arriva nel 2011, quando dà vita ad ‘ACT OF ISRAEL, un’organizzazione di difesa sionista online che mira a “correggere la disinformazione sulla storia, la cultura e la politica del governo d’Israele”. Tutto un programma.

Attivisti di “Act of Israel”. Sopra, Noa Tishb

Appena nata ha subito un gran successo. A marzo 2011, infatti, il consolato  di Tel Aviv a New York non sa che pesci prendere per l’improvviso arrivo di un gruppo ufficiali dell’esercito israeliano (IDF) intenzionati a mostrare ai media a stelle e strisce quanto di bello e di buono stanno combinando nell’eterno faccia a faccia con i palestinesi. Una mission di public relations, insomma. Per sua fortuna il Consolato, proprio nei giorni precedenti, era entrato in contatto con la fresca organizzazione, la ri-contatta subito ed è un boom: la rampante pierre Noa riesce a ottenere ben 7 grosse interviste per gli ufficiali dai blog più seguiti negli Usa che girano freneticamente via social. Un gran successo in rete.

Nel 2014 un secondo parto. L’infaticabile Noa mette in piedi ‘REALITY ISRAEL’ che organizza e promuove viaggi di americani e non solo nelle terre israeliane, soprattutto per clienti ‘leader’, vip e opinion maker.

La sua fama si allarga, la sua figura è sempre più ‘ricercata’. Sempre nel 2014 e poi una seconda volta nel 2018 parla davanti all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per sostenere a spada tratta le politiche portate avanti dal governo di Tel Aviv.

Governo che poi, nel 2022, la nomina addirittura sua Inviata speciale nel mondo per la lotta all’antisemitismo e alla delegittimazione di Israele. Durante il conflitto è stata (ed è quindi ancora oggi) una delle più influenti voci sioniste negli Stati Uniti. Roba da non poco.

Un anno prima, nel 2021, è entrata a far parte della ‘BLACK-JEWISH ENTERTAINEMENT ALLIANCE’, sigla finalizzata ad “unire le due comunità in solidarietà, per sostenersi a vicenda nelle loro lotte e per comprendere meglio le rispettive difficoltà e narrazioni”. Ma chi era Martin Luther King?

Sempre nel 2022, ha sponsorizzato la campagna di beneficenza Iewish Future Pledge’ per incoraggiare gli americani a destinare almeno il 50 per cento delle loro donazioni a favore di cause legate all’ebraismo e ad Israele.

E’ anche una scrittrice di successo e firma di prestigio. Sul suo sito, infatti, accanto al leggiadro viso campeggia la scritta “New York Times best-selling author & Israel’s former Special Envoy for Combating Antisemitism and Delegitimation”.

Nel 2021 firma l’imperdibile “Simple Guide to the Most Misunderstood Country on Earth”, ossia “Guida semplice al Paese più Incompreso sulla Terra”: e, per molti, non basta ancora il GENOCIDIO del popolo palestinese per farne ‘capire’ tutto lo spessore criminale…

E’ poi solo dell’anno scorso “Conversazioni scomode con un ebreo”, in cui fa capire come i social siano un potente veicolo per far viaggiare l’antisemitismo via web, e vanno quindi molto attentamente monitorati e anche censurati.

Per darvi un’idea esaustiva sul personaggio e sulle sue forti capacità di influenzare l’opinione pubblica americana e soprattutto la rouling class, vi proponiamo la lettura di un reportage molto dettagliato, pubblicato dal sito statunitense ‘Responsible Statecraft’ e, in modo significativo, titolato  Inside Israel’s shadow campaign to win over American Media


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