VACCINI COVID KILLER / ITALIA PRO, STATI UNITI CONTRO

Posizioni, oggi, totalmente opposte – tra Italia e Stati Uniti – sull’uso dei vaccini anti covid.

Il ministro Orazio Schillaci. Sopra, una manifestazione di protesta contro i vaccini negli USA

Da noi non sono certo sopite le polemiche scatenate dalle nomine al NITAG, con il ministro della Salute, Orazio Schillaci, uscito con le ossa rotte e con ogni probabilità prossimo alle dimissioni forzate. E, sotto le braci, cova un altro incendio: quello per le dichiarazioni, ora pubbliche, di alcuni membri del famigerato Comitato Tecnico Scientifico (CTS) che dettava legge ai tempi della pandemia.

Mentre negli Usa è di poche ore fa la nomina, come responsabile del gruppo di lavoro sui vaccini Covid all’interno dei Centers for Deseases Controls (CTS) – un organismo vitale sul fronte della sanità pubblica a stelle e strisce – del professor Retsef Levi, il quale più volte ha dichiarato che i vaccini Covid, soprattutto quelli a mRNA, sono non soltanto inefficaci, ma totalmente insicuri e provocano “morti improvvise” nei soggetti ai quali il siero è stato somministrato.

Partiamo dalle news di casa nostra.

Fanno già rumore – ma sono ovviamente ‘oscurate’ dai media di regime – le parole pronunciate da due membri del CTS nel corso della riunione del 7 giugno 2021, ad appena a poche ore dalla ‘morte improvvisa’ – una trombosi fulminante – della giovanissima Camilla Canepa, dopo tre  giorni dalla somministrazione del vaccino AstraZeneca. Una morte per la quale fino ad oggi nessuno ha pagato il fio.

Sergio Abrignani

Disse testualmente, Sergio Abrignani, docente di Patologia generale: “Io oggi lo sento come una cosa giusta dire ai giovani under 30 di non fare questo vaccino… A me ha colpito ieri sera ‘sta ragazza diciottenne. Ehi, ragazzi, poteva essere mia figlia!”.

L’altro ricercatore ad esprimere forti perplessità fu Giorgio Palù, oncologo, patologo e virologo di fama, per solo un anno al vertice dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), ‘maestro’ della virostar ai tempi della pandemia e poi parlamentare PD, Andrea Crisanti, che Palù ha etichettato come uno “zanzarologo”.

Cercarono in tutti i modi di minimizzare e gettare acqua sul fuoco altri due camici bianchi.

Il pediatra e portavoce del CTS, Franco Locatelli, sottolineò la necessità di evitare nel modo più assoluto di far filtrare quale messaggio che potesse essere frainteso e risultare “disastroso per la campagna vaccinale” in pieno corso. Giovanni Rezza, epidemiologo, evidenziò che dal Ministero della Salute, all’epoca guidato dal PD Roberto Speranza, avevano richiesto espressamente di “non rallentare il Piano”, di vaccinazione di massa. Resa obbligatoria, in modo del tutto nazista.

In quella riunione gli ‘esperti’ discussero anche del possibile uso della vaccinazione ‘eterologa’, ossia un mix tra il siero di AstraZeneca e quello di Pzifer, pur ammettendo che mancavano dati clinici a supporto. Abrignani e Palù, dal canto loro, riconobbero che si trattava di una scelta del tutto ‘sperimentale’, ma caso mai utile per non bloccare il percorso vaccinale.

Franco Locatelli

Un cocktail – possiamo con tranquillità dire oggi – del tutto letale, visto l’effetto AstraZeneca (che verrà bloccato mesi dopo) e la valanga di effetti avversi scatenati dai prodotti a mRNA, come quelli di Pfizer e Moderna.

In queste ore fa anche capolino in rete un ‘dietro le quinte’ di quella stessa fatidica riunione. Con alcune parole pronunciate da Palù che la dicono lunga sulle pressioni politiche dell’epoca. Nel fuori-onda il camice bianco racconta di aver ricevuto pressioni ministeriali per abbassare l’età sul fronte dei vaccini AstraZeneca e Johnson & Johnson sotto i 60 anni.  Tutte cose da chiarire meglio: e proprio per questo circola voce che Palù verrà convocato nei prossimi giorni per un’audizione davanti alla ‘Commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid’.

Vi ricordate della sua esistenza? O altrimenti rivolgetevi a Chi l’ha vista… Di evidenza palmare, boicottata da tutti o quasi, visto che a nessuno fa comodo vengano alla luce le gigantesche responsabilità della classe politica e di quella medica.

Comunque, è di queste ore anche il commento dell’allora direttore generale al Ministero della Sanità, Giuseppe Ippolito: “Durante il Covid decideva la politica con le logiche economiche, non sanitarie come volevano far credere i governi di allora”. Succinto e compendioso: glissando, però, sull’ok del 90 per cento dei camici bianchi , medici e ricercatori.

Passiamo la palla agli Stati Uniti.

Dove, dicevamo all’inizio, è stato nominato alla guida del gruppo di lavoro sul vaccino Covid in seno agli strategici CDC (che monitorano e ‘danni i numeri’ sul fronte delle pandemie, e quindi of course anche del coronavirus) Retsef Levi, docente al prestigioso MIT di Boston, grande esperto di analisi dei dati sanitari pubblici.

Retsef Levi

Un fiero ‘nemico’ – a ragione ben veduta, cifre, dati e statistiche alla mano – di questi vaccini Covid, soprattutto a RNA messaggero, appunto come quelli lanciati a fine 2021 dalle due primatiste a livello mondiale, Pfizer e Moderna.

Nel 2023 ha chiesto a gran voce che quei vaccini venissero bloccati, soprattutto per evitare effetti disastrosi sulla popolazione giovanile.

Mise nero su bianco, senza mezzi termini: “Questi vaccini hanno fallito rispetto alle promesse di efficacia e comportano rischi molto gravi, inclusa la possibilità di morte improvvisa”. Puntò i riflettori soprattutto su un dato: il sensibile aumento dei decessi per miocardite dopo la somministrazione del siero.

E concluse: “Portano alla morte e a gravi complicazioni; e non fermano i contagi”.

Quindi esattamente il contrario di quanto avevano sbandierato ai 4 venti le star di Big Pharma, Pfizer e Moderna of course in pole position: parlarono falsamente di efficacia pari al 93-94 per cento e di totale sicurezza di quei prodotti invece, man mano, rivelatisi dei veri e propri killer, come la Voce ha in tantissime inchieste denunciato e dettagliato a partire da inizio 2021, quando hanno preso il via le campagne vaccinali in stile perfettamente nazi.

Poche settimane  fa, il ministro della Salute Robert Kennedy ha bloccato una serie di fondi destinati alla produzione di vaccini a mRNA perché – ha evidenziato – “non proteggono, causano danni, hanno stimolato varianti e prolungato la pandemia”.

Paolo Bellavite

E un paio di giorni fa ha sostituito tutti i membri dell’Advisory Committee on Immunization Practices (ACIP): perché ha voluto, al loro posto, non ricercatori al soldo di Big Pharma (attraverso le dorate consulenze), ma quanto più possibile indipendenti e, appunto, autonomi rispetto al suo immenso potere corruttivo.

Da noi succede esattamente il contrario: polemiche a non finire perché nel NITAG c’erano due  ricercatori bollati come ‘no vax’, Paolo Bellavite ed Eugenio Serravalle, i quali hanno sostenuto le stesse cose, pari pari, che affermano Kennedy e Retset Levi.

Due (anzi 4) folli, sovversivi, eretici che non rispettano la Medicina di Regime, secondo il pensiero ormai bipartizan di maggioranza e opposizione.

Di tutta evidenza unite nel calpestare la salute di tutti gli italiani e di massacrare quotidianamente i loro diritti, a cominciare proprio da quello alla vita.

Vergognatevi


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