CONTRO-INFORMAZIONE / IL COLPO DI GRAZIA VIA UE

Già l’informazione è ridotta ai minimi termini ‘storici’.

Prima – ormai da quasi un trentennio – messa in riga via per ‘via giudiziaria’, ossia con l’intimidatorio strumento delle querele totalmente infondate e poi con le altrettanto infondate citazioni civili per risarcimenti danni miliardari e milionari poi. Un vero revolver puntato alle tempie dei reporter che avevano intenzione di svelare le connection affaristiche e criminali tra politica, mafia e imprese, sulla scia delle ‘lezione’ Paolo Borsellino e Giovanni Falcone.

Imparata, dopo le stragi di Capaci e di via D’Amelio, la lezione, è bastato lasciare i giornalisti senza alcuna difesa, né editoriale né politica né giudiziaria, per renderli mansueti come tante pecore smarrite. Omologati, cloroformizzati, totalmente (auto)silenziati.

I pochi rimasti sul campo lo fanno a loro rischio e pericolo. Non tanto la vita: perché la mafie dopo l’omicidio di Peppino Impastato e Giancarlo Siani (e all’estero di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin) preferiscono – su ovvio input politico – non premere più il grilletto. Ma è stata scelta la strada del killeraggio economico, appunto via querele temerarie e maxi contenziosi civili che privano, i pochi che riescono a resistere, di ogni risorsa. Anche dei mezzi per vivere.  Come è successo a noi della Voce.

Non bastava questo.

Adesso arriva anche la scure della solita killer UE, capeggiata dalla nazi Ursula von der Leyen. La quale ne ha combinate e ne sta continuando a combinare di tutti i colori, con l’avallo del genuflesso Parlamento UE. Non bastavano i miliardi (ben 71) sperperati per i vaccini killer (e il ‘Pfizergate’, oscurato appunto dai media ormai asserviti), non bastavano  quelli ‘investiti’ per armarci (via REARM EU) fino ai denti, negando risorse, per fare un solo esempio, alla salute di tutti i cittadini europei.

Ora la ciliegina sulla torta. Ossia le norme che cercano di seppellire, in modo definitivo, quel che resta del giornalismo indipendente, autonomo: vale a dire di quella contro-informazione che tenta ancora, con pochissimi mezzi, di contrastare i Moloch del Potere.

Impresa resa ancor più disperata da quanto appena approvato dalla cricca (o gang, se preferite) che siede comodamente sugli scranni del parlamento di Strasburgo.

Ecco, in soldoni, cosa è successo l’8 agosto: come al solito in piena calura, profittando della pausa vacanziera (per chi può) al fine di occultare sotto la sabbia ‘il ‘PACCO’.

La UE, infatti, ha approvato alcune basilari norme che dovrebbero consentire l’attuazione dell’ European Media Freedom Act (EMFA), lo strumento che, in teoria, dovrebbe “proteggere  il pluralismo e l’indipendenza dei media nell’UE”, come recitano pomposamente gli atti ufficiali. Secondo cui nessuno Stato dell’Unione “potrà detenere, sanzionare, intercettare o ispezionare i fornitori di servizi di media o il loro personale editoriale, o sottoporli a sorveglianza, perquisizione o sequestro allo scopo di identificare fonti giornalistiche o comunicazioni riservate”.

Ma, adesso, è stato ratificato l’esatto opposto!

Vi facciamo capire in poche parole in che modo la UE è riuscita a rivoltare la frittata, nel tentativo di togliere l’ultimo ossigeno affinché la contro-informazione possa sopravvivere.

La fonte di tutte le Verità, ossia la assassina e guerrafondaia UE, decide d’imperio chi sono i buoni e chi sono i cattivi, sempre nel campo dell’informazione.

Con un taglio netto, infatti, separa quelli che definisce “i media affidabili” da quelli che bolla come “diffusori di disinformazione”. Questo solo dato basta a darvi il senso di tutta l’immonda Operazione di autentico Killeraggio di quel poco che resta della vera, autentica informazione, al di là delle veline e contro-veline dei Palazzi del Potere, sempre più marcio & corrotto.

Da tener presente che tutto ‘si tiene’ attraverso lo strategico ‘DIGITAL SERVICE ACT’ (DSA), il tassello che va a completare l’oscuramento più totale dell’informazione, lasciando sul campo a pascolare liberamente solo le bufale di regime, le fake news, le vomitevoli notizie che ormai inondano completamente tutti i tiggì privati e pubblici e insozzano il 99 per cento della residua carta stampata.

Eccoci, dunque, al vero nodo. Messo nero su bianco – ci vuole davvero una bella faccia di bronzo – dai delinquenti di Bruxelles e di Strasburgo.

Dicevamo delle norme pro libertà. E anche del loro rovescio, dell’altra lurida faccia della medaglia.

Nelle norme killer approvate solo una decina di giorni fa, l’8 agosto, viene infatti messo nero su bianco che i singoli Paesi UE possono mettere in atto quelle ‘azioni’ se c’è “un motivo imperativo di interesse pubblico”.

Rebecca Mistereggen

Ossia, un reporter ‘contro, potrà essere arrestato, detenuto, sanzionato, ispezionato, intercettato e perfino hackerato (attraverso appositi ‘software di sorveglianza intrusivi’) se il caso lo richiede. Ossia se c’è un qualche ‘motivo pubblico’ per farlo.

Denuncia la reporter norvegese Rebecca Mistereggen: “Con queste norme che ‘attuano’ in modo totalmente distorto EMFA e DSA, l’Unione Europea sta costruendo un vero e proprio Ministero della Verità”.

Siamo ormai in perfetta Dittatura. Stile Minculpop o, se preferite, in stile nazista. Del resto, Ursula von der Leyen, prima di diventare plenipotenziaria UE, è stata ministro tedesco della Difesa.

E l’aria che tira si può già sentire nel Regno Unito. Dove è stato giorni fa arrestato un autorevole docente dell’Università di Cambridge, Meliron Khoury Machool, per aver denunciato il genocidio a Gaza, tutto in base alla legge anti-terrorismo britannica. E pensare che nel 2016 il professore, proprio a Cambridge, ha fondato e animato un istituto anti-estremismo!

Commenta il sito (oggi in forte pericolo, visti i progetti UE) ‘Shawbox’: “La lunga e crescente guerra del premier Keir Starmer contro i discorsi pro-Palestina e anti-genocidio, attraverso il Terrorism Act, comincia davvero ad intensificarsi”.


Scopri di più da La voce Delle Voci

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Lascia un commento