Bene, che si scornino e per il finale della furibonda rissa scelgano l’esito delle romantiche sfide del tempo che fu, l’addio alla vita per ferite mortali, meglio se dei due pistoleri e/o spadaccini. Negli States purtroppo non c’è un Convento delle Carmelitane Scalze dove dar luogo alla singolar tenzone, come accadeva nell’Ottocento. Suggeriamo che il duello Trump-Murdo, così poco rusticano, si svolga nel giardino della Casa Bianca teletrasmesso nei cinque continenti. Il ‘Wall Street Journal’, autorevole quotidiano di Murdoch rivela l’esistenza di un biglietto di auguri di compleanno inviato dal tycoon al finanziere Epstein (arrestato nel 2019 per traffico sessuale di minori). Nel biglietto c’è uno schizzo fatto a mano di una donna nuda e la firma di Trump simula i suoi peli pubici. Il tono del testo è sicuramente di un amico a un amico e fa cenno a un segreto condiviso con Epstein. Che dire, confermerebbe l’amicizia scabrosa di Trump con il finanziere ‘hard’. Il presidente americano (gli mancava solo questo) infuriato nega l’amicizia con Epstein smentita proprio dal biglietto) e di essere l’autore di quell’oscenità “Non ho mai fatto un disegno in vita mia. Non disegno donne. Non è il mio linguaggio, non sono le mie parole”. Il biglietto di auguri dimostrerebbe il contrario. Il proprietario del Wall Street Journal: “Abbiamo piena fiducia nel rigore e nell’accuratezza delle nostre informazioni e ci difenderemo con vigore contro tutti gli attacchi giudiziari”. Il tycoon, infuriato, reagisce come fanno tutti i politici del mondo (Italia docet). Minacce di querela e ‘risarcimento’ di dieci miliardi di dollari. [Scopo subdolo delle querele, anche se previste con esito negativo, è di creare problemi ai querelati e di costringerli a spendere cifre blu per la difesa]. In risposta, ecco il duello (purtroppo incruento e poco spettacolare.
Murdoch autorizza la pubblicazione di documenti legali sul caso di Jeffrey Epstein che da settimane provoca enormi problemi relazionali fra Trump e la sua base elettorale. Nell’estrema destra americana, particolarmente in quella trumpiana, circolano teorie su un complotto legato al caso dell’amico Epstein, organizzatore con la compagna Ghislaine Maxwell di un gruppo di pedofili composti da attori, imprenditori e politici, tutti rigorosamente di area democratica. Dopo l’arresto nel luglio 2019 Epstein non si sarebbe suicidato in carcere ma sarebbe stato ucciso o costretto al suicidio dai suoi “clienti”, di cui esisterebbe anche una lista, che assieme ad altri documenti sul finanziere costituirebbe i cosiddetti “Epstein files”. Trump ha definito “smidollati” gli attivisti di destra che continuano a sostenerlo e solo dopo l’articolo del Wall Street Journal, ha deciso pubblicare alcuni documenti sul caso Epstein, senza precisare quali.
GRAN “BELLA STORIA”…e, peccato, consapevolezza che è ingenuamente ambiziosa l’idea di un duello ‘cruento’ Trump-Murdoch.
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