CIAO E POST SCRIPTUM

Rammarico, stress emotivo, nostalgia canaglia, amaro rimpianto per (“o dio…non c’è più”) negli attimi subito successivi al prelievo di una delle aziende pubbliche e private di riciclo che accolgono il vecchio, caro computer, decano degli strumenti quotidiani asserviti senza neppure un segno di intolleranzaad uso intensivo, per assecondare la dipendenza dalla scrittura, dalla creatività. Perché allontanare da sé lo stanco pc? Perché ansima, all’accensione protesta con un sinistro fruscio, con un mix di sibili e raucedine. Perché il molleggiare dei tasti è in tilt e scrivere “ciao” correttamente richiede una seconda, violenta ditata sulla  “i” e la “o”.  Perché il disco rigido è stracolmo di inutilità archiviate (“chissà, potrebbero tornare utili”, ma quando, nel futuro del 3mila e 300?). Eppure, nel tempo che  vola via senza averne cognizione, si collezionano e si conservano come preziose reliquie, una vecchia ‘Lettera22 Olivetti’ dismessa da oltre un decennio, la storica e vetusta ‘Singer’ di ogni nonna Maria semi professionista del cucito, quindici ferri da stiro d’antiquariato, la poltrona a dondolo dello zio Aristide, la scacchiera in marmo con torri e cavalli di cristallo scovata in una bottega di cianfrusaglie, il primo, imperfetto, ingombrante computer, la radio costruita con il set di Radio Elettra. Perché dar via il logoro ‘HP’?  L’invito a disfarsene ha senso se riusciamo a osservare con distacco non emotivo le impolverate componenti dell’impianto, ovvero il pc pieno di rughe senili, il sostegno refrigerante su cui poggia in stato di out, l’intero, graffiante apparato di diffusione del suono, il mouse che va e non va, la ciabatta multi Usb, con un solo ingresso attivo, il logoro dispositivo che alimenta il pc, eccetera, eccetera.

GRAZIE AMICO COMPUTER, anche se antiquato, lento, obsoleto, hai lavorato senza lamentarti, ti sei opposto strenuamente al pensionamento, hai affidato la cura dei tuoi acciacchi a mani esperte, a lifting periodici. Per installare il tuo successore si aspetta che ti prelevino, per impedire il confronto impari con l’Acer di ultima generazione, il suo maxi schermo tecnologico, avveniristico, bello a vedersi, efficientissimo. Sì, accanto alla tastiera merita un posto in prima fila la tua foto in cornice.  Mantiene attiva la memoria di tanta vita trascorsa insieme: migliaia di articoli, immagini, ricerche, biografie, nuove conoscenze, appagati consulti della Wikipedia onnisciente. Che dici, sono cose da terza età?  Sì, certo, ma hanno la meglio sulla scelta monacale del “niente cellulare, televisore spento, cucina vegana”.

POST SCRIPTUM: QUASI ESULTAVAMO allorché il guitto della politica mondiale tirando via dal polsino un asso oltre i quattro leciti illuse l’umanità degli ingenui e proclamò: “In ventiquattro ore sarà pace tra Russia e Ucraina, parola di figlio di dio”. Né è passata di acqua, sotto i ponti dell’Hudson e il tycoon, ancora in presenza di morti e devastazione dell’Ucraina è costretto ad ammettere “Pace impossibile”. L’ ‘amico’ Putin non ci sta, convinto di una vittoria schiacciante, totale “anche senza ricorrere alle armi atomiche”. Per lenire le conseguenze del clamoroso smacco il Trump in calo vistoso di consensi, ne spara un’altra: “Per annettere la Groenlandia sono pronto a usare la forza!”


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