La chimera del ‘buonismo’

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Migliori che, come e quando: illusione, miraggio, sogno, ottimismo a buon mercato, bluff dei soliti noti, falso in atto pubblico, millanteria?  È imbarazzante la scelta.
Se avrà seguito l’ipotesi che a scienza è più forte del Covid-19 e lo annientasse, il post pandemia sarà migliore del prima del virus? Il mondo sarà migliore? Lo saranno l’inguardabile Trump o i suoi successori, le mafie che hanno lucrato con lo sciacallaggio in danno di chi ha subito l’impossibile rimonta dello stop da crisi? Si acquieterà la sete di potere politico, economico, militare, religioso, che ha dominato il pianeta dal tempo della sua (misteriosa) nascita?
I prodromi della stagione a venire che si auspica rimetta in sesto l’umanità sembra che imbocchino altri percorsi. Pensiamo a noi: quando il governo e per riflesso indotto il comitato scientifico hanno ceduto alla legittima pressione del pianeta produttivo e hanno anticipato il “pronti via” della fase 2, esempi di beata incoscienza hanno cancellato in un solo giorno il buon nome gli italiani rispettosi dei protocolli sicurezza. Movida, assembramenti, trasgressioni a iosa, baldoria, caciara, caos: come se santa Rita, protettrice dello ‘Stivale’ avesse deciso di ricambiare i suoi fedeli e con un aspiratore super potente potesse risucchiare e disperdere nel cosmo i miliardi di micro organismi che hanno infettato la Terra.
“Parole, parole, parole, soltanto parole” hanno speso, purtroppo inutilmente, il governo, gli scienziati, i media, attori, cantanti, artisti di ogni genere: Milano e Bergamo, vittime di micidiali focolai della pandemia, nel primo giorno dello “sciogliete (parzialmente) le righe” hanno compiuto folli attentati alla sicurezza del Paese, con raduni di massa, specialmente giovanili. Che la dea fortuna ci assista perché lo stolto, cinico, egoistico comportamento non ci riconduca al punto di partenza di quarantene, clausure e morti da coronavirus.
Nel mondo c’è di peggio e per esempio la truce infingardaggine di Trump, dell’ignobile postulato “Liberi di produrre e se costa un po’ di morti da virus, pazienza”, o la tragedia del Brasile, dove ‘regna’ il malefico dittatore Bolzonaro,  o l’Amazzonia, dove per lo zero assoluto del sistema sanitario l’unica difesa di chi l’abita è nelle erbe medicinali dal dubbio potere antivirale e dove l’interesse dei ricchi è presente solo per depredare.
Migliori chi, come, quando: sul mondo della scienza, impegnato nella gara contro il tempo per creare il vaccino antivirus, incombe il fiato pesante della potentissima industria farmaceutica, in agguato per arricchirsi con la vendita di miliardi di dosi.  Migliori chi? Trump che anticipa tutti e dichiara un sovranista “prima gli americani”, in linea con la spocchia di chi sa di poter mettere sul tappeto il peso di una ricchezza senza confronti? Boris Johnson che confessa di aver prenotato 30 milioni di dosi del vaccino ricercato in condivisione dai laboratori di Pomezia e Oxford? Esplicita, quanto sgradevole, l’arroganza del potere politico ed economico, altro che ‘migliore’.
E l’Italia? Non si conosce il Conte pensiero sul tema, ma a giudicare dall’insipienza che ha privato perfino medici e infermieri di protezioni sanitarie fondamentali c’è da sperare che il governo, senza clamore, sia pronto a garantire la copertura totale degli italiani vaccinati.
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