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CASO SCHWAZER / DA COLONIA ARRIVA IL CAMPIONE ‘TAROCCATO’


17 luglio 2017 autore: PAOLO SPIGA



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Sceneggiata a Colonia. Il laboratorio affiliato con la WADA, l’agenzia internazionale per l’antidoping, ha inviato al Ris di Parma un campione ‘taroccato’ delle urine del celebre maratoneta Alex Schwazer.

Dopo una interminabile querelle che vede su fronti contrapposti la procura di Bolzano e quella di Colonia, per far luce una buona volta sul caso delle analisi contraffatte, è arrivato al Ris un campione di urine, come richiesto dalla stessa procura altoatesina.

Solo che si tratta di un ‘tarocco’. Non per la quantità di urina, il minimo sindacale, 10 millilitri, per consentire di svolgere i dovuti riscontri e soprattutto la prova regina del DNA, così come richiesta dalla difesa di Schwazer e soprattutto dal suo preparatore atletico, Sergio Donati, una vita in prima fila contro il doping sportivo.

Ma per la qualità delle urine inviate. Del tutto differenti dal dovuto. Ecco cosa spiega un esperto: “Da Colonia hanno inviato un estratto dal campione A e non dal campione B”.

Continua: “La differenza è sostanziale. Perchè il campione A è quello subito aperto nel corso della prima analisi, non ha alcun valore legale, nessuno può garantire della sua non manipolazione e inoltre non è mai stato risigillato”.

“Tutt’altra cosa è il campione B, quello che serve per le contro-analisi. Nessuno lo può alterare né manipolare, è super sigillato. E’ questo il vero test, che però in questo caso non viene utilizzato”.

Quindi, una autentica beffa. Uno schiaffo alla giustizia e al procuratore di Bolzano Walter Pellino, che aveva fatto esplicita richiesta di poter far effettuare, dal Ris di Parma, il test del DNA su quel campione di urine.

Ben contente, di tutto l’andamento ‘mafioso’ delle procedure, la IAAF, ossia la Federazione internazionale di atletica leggera, da sempre contraria a quell’accertamento – come la Voce ha documentato in svariate inchieste che potete leggere nei link – e la Wada, la finta agenzia altrettanto internazionale dell’antidoping.

Alla faccia dello sport. Di quello vero. E dei tanti fessi che ancora ci credono.

 

Nella foto Sandro Donati con Alex Shwazer




2 risposte a “CASO SCHWAZER / DA COLONIA ARRIVA IL CAMPIONE ‘TAROCCATO’”

  1. Stefano La Sorda scrive:

    Ma chi sarebbe l’esperto? Ma fare un nome certo invece di scrivere a vanvera?

    Per conoscenza
    Le provette A e B sono state entrambe aperte e richiuse per fare le analisi e controanalisi. In entrambe hanno trovato il testosterone quindi contengono la stessa urina. Se contengono DNA estraneo è ovvio che si troverebbe sia in A che B, quindi affermare che le provette sono diverse è solo una scusa. Il campione A è più che sufficiente per trovare il DNA

    • Rita Pennarola scrive:

      La vicenda dei campioni taroccati per le analisi di Alex Schwazer è ormai così chiara e lampante che solo chi è sordo (o La Sorda) non vuol sentire.
      Abbiamo chiesto ai nostri esperti un’ulteriore delucidazione sulla questione campione A / campione B e così sintetizziamo per i nostri lettori.
      Il campione B viene aperto e poi – dopo aver prelevato parte dell’urina per effettuare la controanalisi – risigillato alla presenza del perito di parte; per cui il suo contenuto è certo.
      Al contrario, il campione A viene aperto alla sola presenza dei tecnici del laboratorio e dunque in assenza del perito di parte; dopodichè non viene neanche risigillato.
      Sul campione B difficilmente qualcuno potrebbe averci messo le mani a posteriori; mentre sul campione A chiunque nel laboratorio potrebbe aver pasticciato, poiché si trova lì, bello aperto…

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