EMMANUEL MACRON / DA’ DI MATTO E INVOCA L’USO DELL’ATOMICA

E’ totalmente rincoglionito il capo dell’Eliseo Emmanuel Macron?

O forse ha preso una sbornia coi fiocchi per festeggiare i suoi primi sette anni da presidente?

Oppure un colpo di sole in questa ‘pazza’ primavera?

Certo la ‘follia’ non è dovuta all’età, all’anagrafe, come sta succedendo per il numero uno della Casa Bianca, Joe ‘Sleepy’ Biden, il cui precario stato di salute mentale e i vuoti di memoria sono stati di recente messi a nudo nel rapporto del procuratore speciale Usa Robert Hur, che lo ‘politicamente’ messo in ginocchio.

E allora, sorge spontanea la domanda alta come la tour Eiffel: cosa ha spinto il presidente francese a inanellare una sfilza di pericolosissime castronerie nel corso di un intervento alla mitica Sorbonne, poche ore fa, davanti a circa 500 invitati di lusso?

Da perfetto ‘Dottor Stranamore’, infatti, ne ha sparate una raffica, di cazzate ‘atomiche’, è davvero il caso di dire.

Partiamo proprio dalla più grossa.

Ecco le sue parole durante il discorso durato quasi due ore, il ‘nocciolo duro’: “L’esercito francese è pronto a mettersi in prima linea della difesa europea, grazie anche all’arma atomica, elemento imprescindibile della difesa del nostro Continente”.

Missili nucleari. In alto, Macron alla Sorbona

Non contento ribadisce: “La Francia dispone dell’arma nucleare. Quindi della possibilità di dissuasione”.

Alla faccia di tutti i più o meno espliciti discorsi dei leader (sic) europei sulla ‘deterrenza’, ben compresa la nostra Meloni che ne parla un giorno sì e l’altro pure, manganellate per gli studenti di casa nostra a parte (a quando l’olio di ricino nelle mense universitarie?).

Per chi non lo sa o non ne sia informato, la Francia è l’unico paese europeo (ossia l’unica nazione delle 27 che aderiscono alla Ue) a possedere la famigerata ‘arma atomica’. E quindi, ca va sans dire, ne va ben fiera, come mostra – petto in fuori – il pur mingherlino Emmanuel, il quale rispolvera tutta la ‘grandeur’ transalpina per troppo tempo rimasta sotto la naftalina.

Macron novello De Gaulle? Il generale, comunque la si veda e la si pensi ‘storicamente’, di certo farà qualche giro di trottola nella sua tomba.

Per capirci meglio sulla questione ‘atomica’ francese ed europea, può essere utile dare una sbirciatina ad un pezzo uscito sul ‘Corriere della Sera’ a firma Mara Gergolet e Stefano Montefiori, titolato Una bomba atomica per l’Europa? Francia e Germania discutono di un nuovo ‘scudo’ oltre la Nato”.

Ma torniamo al Verbo macroniano, alle ormai ‘storiche’ parole da perfetto guerrafondaio pronunciate in un tempio della Cultura – ahinoi – come la Sorbona.

Lasciata infatti come perfetta cenerentola nel discorso fiume presidenziale. Poche parole, penose e di pura, sballata retorica: “Noi abbiamo un rapporto unico con la cultura, la libertà e la giustizia”. Ha davvero alzato il gomito, ore prima…

Lui, il gracile capo dell’Eliseo, auspica una “Europa sempre più potente”, parla senza mezzi termini di ‘Potenza Europa’.

Olaf Scholz

In cima all’agenda politica Ue, tanto per restare in perfetto tema di guerra, pone la vittoria contro la Russia, considerata una “condizione essenziale”, imprescindibile: altrimenti, come hanno evidenziato altri leader (sic) del vecchio Continente (il Cancelliere Olaf Scholz uber alles), le truppe criminali di Vladimir Putin invaderanno man mano l’Europa e ne faranno bocconi.

Tutto, nel memorabile discorso presidenziale, viene letto in un’ottica prettamente ‘militare’.

Parla di una “Europa accerchiata”. Soprattutto, di una “Europa mortale, che può morire”. E per scongiurare, o almeno allontanare questo fantasma, “dipende unicamente dalle nostre scelte, che vanno fatte subito, adesso”.

Serve una cambio di paradigma profondo, essenziale, un cambio di passo radicale”. Soprattutto, “serve un programma credibile sulla difesa”.

C’è una fondamentale priorità, quella di “investire in modo massiccio nel settore militare”, anche facendo debito. E occorre introdurre una ‘Preferenza europea’, una sorta di ‘Made in Europe’ per i prodotti militari da usare per la difesa dei propri confini, sempre più “sacri e inviolabili”, ma anche per l’invio di nuove forniture all’Ucraina.

Spiega il Vate dell’Eliseo: “Il consolidamento della nostra industria per la difesa è una necessità assoluta”, soprattutto visto che oggi l’Europa continua ad acquistare l’80 per cento del suo arsenale dagli Stati Uniti e dalla Corea del Sud.

Lancia poi un’idea (l’ha forse partorita nella notte della sbornia?): quella di “un’Accademia militare europea per formare fino a 5 mila soldati, pronti in caso di necessità”.

Riesuma e rispolvera dai vecchi archivi militari l’idea di uno “Scudo europeo” contro i maledetti missili russi.

Mario Draghi con Ursula von der Leyen

E’ un crescendo rossiniano il suo: nel discorso fiume fanno capolino anche i nomi di tre nostri ex premier, Enrico Letta, Matteo Renzi e Mario Draghi, che lancia in pista per il prossimo vertice Uepost voto di giugno, un siluretto in direzione Ursula von der Leyen.

Ecco, fior tra fiori, alcune parole e frasi ad effetto, ottime per gli alunni delle scuole medie francesi e, visto che ci siamo, di tutta la Ue.

Serve un’Europa che si faccia rispettare e che soprattutto si sappia difendere”.

La risposta alla paura è l’audacia” (entra di diritto tra i ‘must’ del bravo cittadino Ue; o, se preferite, delle cagate di fantozziana memoria).

La frammentazione è una debolezza: come possiamo agire insieme con cannoni e missili che non corrispondono? Ci dobbiamo sincronizzare molto meglio”.

Non parla di un esercito europeo comune, di un’unica forza armata Ue: ma di “intimità strategica tra i vari eserciti” e, comunque, “un’unica visione strategica per la difesa” e, perché no, per l’attacco.

Implora un maxi piano di investimenti pubblici, uno “shock di investimenti comuni”, soprattutto per potenziare la difesa e l’industria militare, of course. In soldoni, parla di almeno “1000 miliardi di euro” da investire al più presto per affrontare il terribile futuro.

Scende anche in ulteriori dettagli operativi, l’autoproclamato Padrone del Vapore Ue. Difesa e armi a parte, tutti gli sforzi economici, finanziari e organizzativi dovranno essere puntati su questi settori chiave: Intelligenza Artificiale, Informatica Quantistica, Spazio, Biotecnologie e Nuove Energie.

Ottimo e abbondante.

Ha cominciato e finisce sulle note di quell’Inno alla gioia che ne aveva accompagnato l’incoronazione dopo le presidenziali del 2017.

E che ora sa tanto di morte.

Una visione profondamente triste, la sua. Che dà il perfetto segno di un Occidente  malandato, decadente, agonizzante.

Che dibatte solo di fine & distruzione, di armi & ‘atomica’, di difesa & eserciti.

L’esatto contrario, ad esempio, di quanto fa ogni domenica, da mesi e mesi, Papa Francesco.

Il quale parla, ormai, in un deserto sempre più sconfinato.

P.S. In tempo quasi reale arriva l’endorsement del Cancelliere Scholz. Che posta su X: “Francia e Germania vogliono, insieme, che l’Europa rimanga forte. Il tuo discorso contiene buoni spunti su come possiamo riuscirci. Insieme noi portiamo avanti l’Ue, politicamente ed economicamente. Vive l’Europe!”.

Siamo in attesa di messaggino by Giorgia…


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