L’alert per il mancato assoggettamento dell’Intelligenza Artificiale al controllo democratico, Trump che spara idiozie pericolose senza freno, forse per deficit neurologico platealmente confermato dalle immagini che lo riprendono profondamente addormentato durante reunion di massima importanza, il parallelo letargo dei potenti del mondo che boicottano il futuro della Terra minacciato dalla mutazione del clima, decine di guerre, il massacro impunito di innocenti: di tutto questo è sovraffollato l’articolato sistema dell’informazione. L’esito di sterili, chiassose, aggressività verbali delle controparti iraconde induce l’immenso popolo dei qualunquisti alla rassegnazione del “sono tutti uguali”, a subire l’espropriazione dei diritti di cogestione del pianeta.
Nella bell’Italia ipnotizzata da anni dallo tsunami televisivo del “caso Garlasco”, chi ha il dominio dei mass media disconosce il disastro di quattro anni di melonismo, la tragedia di milioni di bambini, uomini, donne, anziani, di fragilità ignorate, la povertà diffusa, quella estrema dei sei milioni di ‘ultimi’, drammaticamente in crescita che risparmia solo il 6 percento di miliardari e altre poche categorie di privilegiati. Si muore per non potersi curare, la sanità pubblica è a un passo dalla bancarotta, domina la medicina privata, sponsorizzata dal governo di destra e l’Italia conosce l’assurdo di professionalità da sempre ritenute traguardo di prestigio che in questa stagione di fallimenti seriali fanno rumore mediatico assordante.
La denuncia: nel 2025 fuga dei medici dagli ospedali. 3.757 dimissioni volontarie, il 150% in più del 2024, ovvero il 3,55 del totale di medici della sanità pubblica. In 12 regioni su 20 i medici che hanno lasciato il Servizio sanitario nazionale per trasmigrare nel privato prima della pensione sono più di quelli che hanno raggiunto i limiti di età per il riposo. A dimettersi sono anche professionisti nel pieno della maturità clinica, con un’età media intorno ai 48 anni. Manca il dato statistico dei giovani medici che appena laureati diventano migranti e volano in Paesi che riconoscono da tutti i punti di vista la dignità della professione medica, diritti e retribuzioni adeguate. Bell’Italia?
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