SPAGNA / IL VOTO NERO SULLA CASA PER DISARCIONARE PEDRO SANCHEZ

Finalmente i cittadini tornano a scendere in piazza, a manifestare con grande forza e a denunciare quello che non va.

In Francia sono i ragazzi dei licei ai quali si sono aggiunti gli studenti universitari: protestano in massa contro la vergogna delle condizioni in cui versano la gran parte degli ambienti educativi e, soprattutto, per la carenza di personale docente.

Ancora una volta i francesi si dimostrato un popolo con gli ‘attributi’, al contrario del nostro, troppo spesso simile ad un gregge di pecore. Lo dimostrarono all’epoca dei gilè gialli; e con la super mobilitazione anti Macron sul tema delle pensioni, vincendo il lungo braccio di ferro. E pensare – per dirne solo una – che le pensioni minime sociali, in Francia, sono addirittura doppie rispetto a quelle italiane, quasi da fame: da noi 570 euro, mai ritoccate dal 2001 – incredibile ma vero – mentre in Francia  toccano i 1.200 euro!

Speriamo davvero in un nuovo MAGGIO FRANCESE! In grado di propagarsi per tutta l’Europa, oggi ancora in letargo. Si sa, basta una scintilla. Meglio se due…

Ma vediamo cosa sta succedendo in Spagna. In oltre 40 città sono scesi in piazza, a partire da Madrid dove hanno manifestato addirittura in 200 mila, una mobilitazione culminata nella ‘acampada’ a Puerta del Sol. Stavolta nel mirino c’è la casa e, soprattutto, il caro-fitti. Solo nella capitale, ad esempio, da inizio 2026 si registrano oltre 25 mila sfratti, quasi sempre per morosità. I fitti medi sono saliti da 870 a 1,176 euro dal 2020 ad oggi, assorbendo circa la metà di uno stipendio.

Pedro Sanchez. Sopra, manifestazioni per la casa in Spagna

Proprio per questi motivi il governo Sanchez ha previsto due misure per venire incontro alla giusta protesta popolare, culminata nel caso di Mariacarmen Abascal, l’87enne pensionata, invalida al 50 per cento costretta a lasciare l’abitazione nella quale aveva sempre vissuto dopo 7 anni di battaglia legale: “Voglio che quello che è successo a me non accada ad altre persone – è la sua coraggiosa voce – voglio che la gente lotti, che vengano cambiate le leggi ingiuste che hanno reso possibile il mio sfratto”.

Ed ecco, quindi, le 2 misure che Sanchez ha proposto al Congresso spagnolo (il nostro Parlamento).

Il primo decreto prevede la protezione dagli sfratti fino al 2030, la regolamentazione dei fitti stagionali e delle locazioni a breve termine, una proroga di 2 anni e mezzo per i contratti in scadenza prima del 21 dicembre 2028, e il divieto di nuovi acquisti immobiliari da parte dei fondi speculativi (definiti ‘fondos buitre’, ossia avvoltoio) almeno fino al 2028.

Ma la vera sostanza è tutta nel secondo decreto, che introduce un rinnovo automatico di tutti i contratti di fitto in scadenza, rendendoli, di fatto, a tempo indeterminato, con la possibilità per il locatore di rientrare in possesso dell’immobile fittato solo per ‘giusta causa’ (ma super motivata e super documentata).

La formazione radicale di sinistra Podemos aveva criticato la struttura delle misure, suddivise in due decreti, parlando di una possibile ‘trappola’. E così infatti è stato: bocciato il primo per una manciata di voti (172 SI e 178 NO) e in modo più ampio il secondo (166 SI e 184 NO).

Il Congresso spagnolo che ha bocciato il decreto Sanchez con le misure sulla casa

Podemos ha votato con il partito socialista di Sanchez, ma ha pesato molto il NO del movimento indipendentista JUNTS por Catalunya, mentre era atteso, se non un voto favorevole, almeno l’astensione. E così JUNTS ha votato NO insieme al Partido Popular di centro, al Partito Nazionalista Basco (PNV) e ai fascisti di VOX, tanto amici della nostra Giorgia Meloni.

Viene subito agitato dalla destra (e dalla nostra stampa sfascista), la data del prossimo voto per le elezioni anticipate, il 29 novembre: sì, perché ora la destra spagnola arriva, in modo del tutto strumentale, a cavalcare le giuste proteste popolari per la casa, quando ha votato proprio contro i decreti che tamponavano la falla e ponevano un rimedio alla situazione. Quella destra fascista (centrista e tutta ‘rendita speculativa’) che ha cavalcato per settimane e continua ancora a cavalcare la protesta per CEUTA, quando al contrario sono evidenti le responsabilità del Marocco e di Israele in tutta la dirty story.

Da tener presente che nelle manifestazioni sono stati issati striscioni del tipo “Madrid sarà la tomba delle rendita” e “Madrid sarà la tomba del fascismo”, a riprova che non era certo Sanchez l’obiettivo delle proteste popolari, ma i fascisti e gli immobiliaristi.

E da rammentare che i fondos buitre possiedono oltre 110 mila immobili fittati nella sola Madrid, di cui poco meno della metà (41 mila) fanno capo ai fondi leader in questa special hit, Blackstone e CoixBank.

Ecco le lapidarie parole del premier Sanchez dopo la bocciatura al Congresso dei 2 decreti-casa: “La storia li giudicherà”, con riferimento ai partiti che hanno votato No.

Rincara il Ministro per le Politiche Sociali Pablo Bustinduy: “Voi difendete i ricchi, non avete né bandiera né vergogna”.

Sottolinea la portavoce del ‘Sindacato de Inquilinas de Madrid’, Alice del Rio: “Ci troviamo di fronte ad un Parlamento che antepone la speculazione alla vita e, quel che è peggio, un Parlamento  che si sta irrimediabilmente allontanando dal suo popolo. C’è un abisso tra quel che la società chiede e quello che il Congresso ha votato oggi”.

Pablo Bustinduy

Analizza Stefano Petrelli, ricercatore italiano presso il Dipartimento di Sociologia Politica delle UNEDAD Madrid: “Ad essere radicali non sono le richieste dei movimenti, è l’attuale legge, che l’esecutivo Sanchez voleva modificare. E’ illegale il sistema delle rendite, degli affitti, della svendita delle città, dei fondi immobiliari e dei grandi proprietari: tutto ciò impedisce di fatti ai cittadini di vivere”.

Denuncia l’ex vice presidente del governo, Pablo Iglesias: “In Spagna la strada è tornata a contare politicamente. Le piazze hanno riportato il dibattito sulla casa, anche nella sua dimensione ideologica, al centro dell’agenda politica. E ridato slancio alla mobilitazione della sinistra”.

Con un bel vaffa ai NERI e agli SFASCISTI di Vox e di casa nostra. Ma impariamo la lezione che arriva da Francia e Spagna, almeno.


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