Susan Sarandon, per meriti artistici una delle attrici più stimate e amate di Hollywood, in manette, arrestata dalla polizia che presidiava l’Onu affollato di leader mondiali (summit disertato dalla Meloni a favore di un evento della moda) compreso il genocida Netanyahu, condannato all’arresto dalla Corte Penale Internazionale ma che nessun Paese (Italia inclusa) esegue. Da indagare il mandante dell’arresto dell’attrice e la motivazione (per traffico bloccato?). Susan, è schierata politicamente con i Democratici. Pacifista ed ecologista, potrebbe essere la candidata alla presidenza. degli Stati Uniti d’America con il Partito Verde . Impegnata attivamente contro il massacro del popolo palestinese, l’attrice protestava contro la presenza di Benjamin Netanyahu all’assemblea dell’Onu. Con lei la candidata dem al Congresso Darializa Avila Chevalier e il consigliere comunale Chi Osséo, l’attrice Hannan Einbinder, anch’essi in manette.
Centinaia i manifestanti di Jewish Voice for Peace. La Sarandon nel 2018 è stata trattenuta in stato d’arresto per un breve periodo insieme ad oltre 500 donne a Washington, durante la partecipazione a una marcia contro la “tolleranza zero” del presidente statunitense Donald Trump sull’immigrazione e la separazione dei bambini dai genitori entrati clandestinamente alla frontiera col Messico. Il nuovo arresto ha sollevato un coro di proteste e all’interno dell’Onu ha visto la contestazione di una cinquantina di Paesi, (più di cento delegati) che sono usciti dall’aula quando Netanyahu ha iniziato il suo intervento. Incollato alla sua poltrona Tajani, spedito a New York al posto della premier e reduce dalla gaffe per la dichiarazione sulla lunghezza delle gonne (“Meglio sposare una donna con la gonna più lunga, meno appariscente, così non ti tradisce”). Tajani assolve Giorgia, perché presa da altre “importanti missioni”, ovvero la passerella della cena Vip di gala alla Milano Fashion, in smoking e i cinque minuti di comizio nella rubrica serale di Vespa. “Figuraccia” commenta Renzi. Da 15 anni un presidente del Consiglio italiano non disertava l’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Il via alla protesta èlo ha dato la Turchia. Scontata l’adesione di Spagna (e di Brasile, Somalia, Pakistan…) purtroppo non dell’Italia. L’Iran ha proiettato immagini di bambini palestinesi uccisi dai raid aerei di Israele. Giornataccia per Netanyahu per l’iniziativa di molti Paesi (tra gli altri Australia, Francia, Spagna, Regno Unito) che riconoscono ufficialmente lo Stato Indipendente della Palestina). Anche in questo caso l’Italia non ha aderito. Oltre la contestazione: l’Unione europea valuta l’imposizione di sanzioni a Israele, mentre Trump porta avanti, da pirata immobiliarista qual è, il progetto miliardario di ricostruzione di Gaza e la sua trasformazione in una sfarzosa Miami. A proposito di Trump, la first lady Melania ha dichiarato a FoxNews: “Ho avuto un’infanzia molto bella crescendo sotto il comunismo”. Frase che spiazza tutti (per primo il marito). Melania ricorda con affetto la giovinezza nell’ex Jugoslavia e il Tycoon, una ventina di giorni fa, aveva chiamato “comunisti” i suoi avversari che si definivano democratici socialisti.
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