Medaglione d’oro al valor giornalistico, candidatura al Pulitzer statua aurea al posto del cavallo di viale Mazzini, produzione di una fiction (“Bruno e la Rai”): come definire le suddette iniziative frutto dello stoicismo che ha immortalato l’eroico Vespa giullare di corte. Ieri sera con occhio tumefatto (che c’entra una dichiarata, ‘rovinosa caduta?’) e braccio fasciato al collo ha mantenuto l’impegno di accendere le telecamere per rispettare l’annunciata ‘marchetta’ di una nuova sdolcinata intervista alla sorella d’Italia in difficoltà per la sparata propagandista pre elettorale, razzista, sugli studenti stranieri. Lo storico pigliatutto della televisione pubblica ha vissuto una nuova esaltante pagina dell’asservimento al malgoverno del centro destra perfezionata dalla notizia del via libera al Senato dell’abolizione del canone Rai (pochi centesimi al giorno) sempre più vicina al traguardo per l’emendamento che punta a ridurlo con un nuovo taglio e prelude allo sfaldamento totale del servizio radiotelevisivo pubblico, mentre spalanca porte d’oro a privati (a Mediaset è festa grande!). No comment leghista sull’euforia leghista per “Il voto di oggi segna un nuovo passo verso un obiettivo storico del nostro movimento, ora condiviso dalla maggioranza. Continueremo a lavorare perché questa possibilità diventi un beneficio concreto per i cittadini, garantendo al tempo stesso le risorse necessarie al servizio pubblico (e come? ndr)”.
Giorgia foggia giorno dopo giorno abiti di alta moda (spera di cancellare le origini di borgatara?) e capitela, per ‘stare sul pezzo’ come si dice con un orrendo intercalare dei politici, antepone la fashion week milanese della moda all’assemblea generale dell’ONU, dove sono presenti tutti i leader del mondo. Figuraccia! Commentano le opposizioni (anche Renzi):”Lo scenario internazionale è drammatico, il Medio Oriente è in subbuglio, la situazione in Ucraina sempre più delicata, diversi altri contesti richiederebbero l’attenzione di una premier che ama il suo Paese (lo dice Ricciardi, capogruppo M5s alla Camera), e la Meloni diserta l’assemblea Onu a favore di un’intervista asservita a Vespa, senza contraddittorio, per andare alla Fashion week di Milano. Questo è un governo ai titoli di coda e he l’unica preoccupazione della premier resta quella di cominciare a raccogliere voti per le prossime elezioni, anche a discapito del Paese”.
GIORGIA…TUTTO SI FA PER TE
Medaglione d’oro al valor giornalistico, candidatura al Pulitzer statua aurea al posto del cavallo di viale Mazzini, produzione di una fiction (“Bruno e la Rai”): come definire le suddette iniziative frutto dello stoicismo che ha immortalato l’eroico Vespa giullare di corte. Ieri sera con occhio tumefatto (che c’entra una dichiarata, ‘rovinosa caduta?’) e braccio fasciato al collo ha mantenuto l’impegno di accendere le telecamere per rispettare l’annunciata ‘marchetta’ di una nuova sdolcinata intervista alla sorella d’Italia in difficoltà per la sparata propagandista pre elettorale, razzista, sugli studenti stranieri. Lo storico pigliatutto della televisione pubblica ha vissuto una nuova esaltante pagina dell’asservimento al malgoverno del centro destra perfezionata dalla notizia del via libera al Senato dell’abolizione del canone Rai (pochi centesimi al giorno) sempre più vicina al traguardo per l’emendamento che punta a ridurlo con un nuovo taglio e prelude allo sfaldamento totale del servizio radiotelevisivo pubblico, mentre spalanca porte d’oro a privati (a Mediaset è festa grande!). No comment leghista sull’euforia leghista per “Il voto di oggi segna un nuovo passo verso un obiettivo storico del nostro movimento, ora condiviso dalla maggioranza. Continueremo a lavorare perché questa possibilità diventi un beneficio concreto per i cittadini, garantendo al tempo stesso le risorse necessarie al servizio pubblico (e come? ndr)”.
Giorgia foggia giorno dopo giorno abiti di alta moda (spera di cancellare le origini di borgatara?) e capitela, per ‘stare sul pezzo’ come si dice con un orrendo intercalare dei politici, antepone la fashion week milanese della moda all’assemblea generale dell’ONU, dove sono presenti tutti i leader del mondo. Figuraccia! Commentano le opposizioni (anche Renzi):”Lo scenario internazionale è drammatico, il Medio Oriente è in subbuglio, la situazione in Ucraina sempre più delicata, diversi altri contesti richiederebbero l’attenzione di una premier che ama il suo Paese (lo dice Ricciardi, capogruppo M5s alla Camera), e la Meloni diserta l’assemblea Onu a favore di un’intervista asservita a Vespa, senza contraddittorio, per andare alla Fashion week di Milano. Questo è un governo ai titoli di coda e he l’unica preoccupazione della premier resta quella di cominciare a raccogliere voti per le prossime elezioni, anche a discapito del Paese”.
MACCHINA DELL’INFORMAZIONE, ABBAGLIANTI PUNTATI SU UN PAIO DI NEWS.
Invita a esultare il sondaggio che consegna a Mario Calabresi, candidato alle primarie del centrosinistra per il prossimo sindaco di Milano il più alto livello di fiducia: 68% contro il 50 e il 47 di suoi competitors. Dice Rosi Bindi, saggezza e lucidità politica superiore: “Primarie boomerang. Campo largo affidato a una persona con carisma e autorevolezza, a un ‘federatore” (Bersani?). Stop allo sterile redde rationem Conte-Schlein. Nomi? De Caro governatore della Puglia, ex presidente dell’Anci, carismatico, gradito a 5Stelle. In seconda fila al via della competizione la sindaca di Genova Salis con la valigia pronta per il tour dalle alpi all’Etna di promozione del suo libro. Suoi fans Matteo Renzi e l’emergente Onorato (Progetto Civico). In terza posizione i sindaci di Napoli e Roma Manfredi-Gualtieri. Oltre la buona politica istituzionale lo scrittore Carofiglio, Gabrielli, ex capo della polizia (anche per il Quirinale). E però, con quale progetto-programma?
Basta dirle “Che brava”, per il precoce antagonismo politico e sociale? Lina Baya, torinese di anni 12, origini marocchine, inchioda la Meloni e la sua irricevibile sortita razzista da propaganda elettorale sul tetto agli studenti stranieri: “Presidentessa Meloni, io non voglio prendere il posto di nessuno. Voglio stare al mio banco accanto ai miei compagni. Ciao, mi chiamo Lina e frequento la seconda media a Torino. Ho sentito le sue parole sui bambini italiani che non devono sentirsi in un angolo perché sono diventati la minoranza. Sono d’accordo, nessuno di debba sentire in un angolo, ma nessuno, nemmeno un bambino appena arrivato, nemmeno chi ha un cognome straniero, come me, nemmeno chi sta imparando l’italiano. Nella mia classe ci sono ragazzi con origini diverse. Io li chiamo compagni. So che abbiamo storie diverse. A volte anche lingue e religioni diverse… Da poco è arrivato un nuovo compagno. Parla solo francese e sta imparando l’italiano. Cerchiamo di aiutarlo. Non è facile capirci, ma ci proviamo. Lui impara la nostra lingua, noi impariamo da lui. Per me questa è una delle cose belle della scuola e della multiculturalità…Non voglio dire che basta diventare amici per risolvere tutto. Servono i professori che abbiano il tempo di aiutarci…Ho letto che nelle scuole italiane 12 alunni su 100 non hanno la cittadinanza italiana, molti sono nati qui. Li chiamate stranieri, ma sono cresciuti in Italia e se non hanno la cittadinanza è perché le leggi che voi potete cambiare non li riconoscono come italiani…Lei vuole mettere un limite agli alunni stranieri per classe. Come si decide chi di noi è di troppo? Dietro quel numero c’è qualcuno che ha già degli amici, che finalmente ha smesso di sentirsi solo. Io non voglio che un mio compagno mi guardi e pensi che gli sto togliendo qualcosa… Presidentessa, venga ad ascoltarci. Ascolti anche i nostri professori, chieda di che cosa abbiamo bisogno. Noi entriamo in classe, ci sediamo l’uno accanto all’altro. Vorrei che a scuola ci fosse posto per tutti”.
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