UCRAINA / LE MAXI CORRUZIONI PER GLI APPALTI MILITARI

Ormai dilaga in modo incontrollabile la corruzione in Ucraina.

Da mesi e mesi stanno proseguendo a ritmo serrato indagini e arresti eccellenti, soprattutto nell’entourage del presidente pupazzo Volodymyr Zelensky, condotti da NABU e SAPO,  rispettivamente Ufficio e Procura nazionali anti corruzione.

L’operazione più clamorosa è partita dall’ex vice capo dell’Ufficio presidenziale, Iryna Mudra, arrestata per aver riciclato denaro con cui pagare la cauzione dell’ex ministro della Giustizia e poi dell’Energia Herman Haluschchenko.

Ora i riflettori sono puntati su Kyrylo Budanov, scelto da Zelensky prima come direttore dell’Intelligence militare ucraina (HUR) e poi – a gennaio 2026 – come capo dell’Ufficio presidenziale, l’evidente epicento delle corruzioni

Iryna Mudra. Sopra, Zelensky

Altro caso da novanta quello che vede in queste ore come protagonista il procuratore generale di Kiev Ruslan Kravchenko, che si è subito dato alla fuga e ha varcato il confine. In un video si scaglia, a sua volta, contro il direttore del Nabu, Semen Kryvonos, affermando di aver appena firmato (prima di scappare) un ‘avviso di sospetto’ nei suoi confronti. Immediata la reazione dei vertici di Nabu e Sapo, i quali denunciano l’ennesimo “attacco sistematico alle istituzioni anti-corruzione indipendenti dell’Ucraina”.

Notti e giorni di lunghi e affilati coltelli, dunque. Che sta documentando in modo efficace un sito ucraino di puntuale contro-informazione, ‘Bihus.info’, attraverso la pubblicazione di non pochi documenti con le pesanti accuse formulate da Nabu e Sapo nei confronti della nomenklatura griffata Zelensky.

Passiamo ad un altro reportage da novanta, pubblicato stavolta dal New York Times, su corruzioni, mazzette & frodi nel ricco settore delle forniture militari e negli appalti d’oro per l’acquisto di armi nel periodo 2024-2025. Il tutto sotto il vigile (sic) sguardo dell’Agenzia per gli appalti della Difesa, il cui direttore, Arsen Zhumadilov – guarda caso – si è appena dimesso, per la precisione lo scorso 31 agosto. Quanti anni si beccherà per aver chiuso non uno ma due occhi su traffici illeciti da mille e una notte?

Kyrylo Budanov

Scorriamo quindi i passaggi salienti della lunga inchiesta made in New York Times.

A quanto emerge dai documenti esaminati dai reporter del quotidiano, solo nel 2025 in Ucraina sono stati sottratti e/o sperperati soldi per circa 1,2 miliardi di dollari a causa di frodi, tangenti, sprechi & malagestione degli appalti.

Le autorità di Kiev – viene sottolineato – “ignorano in modo sistematico i segnali di allarme sugli appalti per gli equipaggiamenti militari, come prezzi gonfiati oppure consegne mai avvenute”.

Alcune aziende hanno ottenuto contratti senza essere in grado di fornire quanto richiesto e in molti casi non possedevano nemmeno le licenze necessarie per le forniture.

Ben 7 su 10 dei maggiori fornitori militari hanno ricevuto nuove commesse nonostante fossero in corso indagini penali a loro carico per frode o inadempienza nei contratti precedenti, oppure nonostante l’arresto dei dirigenti accusati di corruzione.

Nel 2024 lo stabilimento chimico di Pavlograd ha fornito all’esercito 233.000 proiettili di mortaio difettosi, incassando 280 milioni di dollari, mentre il suo direttore, Leonid Shyman, era stato coinvolto in un caso di corruzione e si trovava in libertà su cauzione. L’Agenzia per gli Approvvigionamenti della Difesa, però, ha continuato imperterrita ad assegnare all’azienda nuove forniture, ad esempio per tutti i proiettili di artiglieria dell’esercito, un totale da 122 milioni di dollari per il 2025. Shyman è stato arrestato ad aprile 2026, accusato di frode per 68 milioni di dollari ed è stato condannato, meno di un mese fa, a 5 anni di galera. Secondo gli 007 di Kiev, ha fatto arrivare in una banca del Liechtenstein, attraverso un conto intestato alla moglie, 9 milioni di dollari.

La fabbrica di armi a Pavlograd

Ben 4 inchieste hanno puntato i riflettori su 18 grosse aziende, le quali ugualmente hanno continuato a ricevere contratti di fornitura pur non avendo rispettato quelli precedenti. Un’azienda – tanto per fare un caos emblematico – non ha consegnato neanche un drone dei 600 contrattualizzati. Come se niente fosse, ha ricevuto un’altra commessa, l’ennesima, per altri 1.950 droni: e sapete alla fine quanti ne ha consegnati? 50! Ai confini della realtà…

Un ex consulente dell’Agenzia, Tomoslav Vahabov, sentito dal NYT ha affermato che “i casi di frode e corruzione sono una schema ricorrente in Ucraina”.

Secondo un esperto statunitense di lotta alla corruzione, James Wasserstrom, “in Ucraina tutto ciò che non è fissato a terra viene rubato. E’ una tradizione di lunga data”.

Eppure le autorità ucraine – pupazzo Zelensky in testa – of course piangono continuamente miseria e implorano aiuti da USA e UE. I vertici di Bruxelles, capeggiati dalla nazista Ursula von der Leyen, hanno appena stanziato altri 23 miliardi di aiuti per coprire un buco nel bilancio della Difesa di Kiev per non meglio precisate ‘spese impreviste’. Incredibile ma vero.

James Wasserstrom

Ad ottima ragione si chiede e chiede il New York Times al termine del reportage: “Occorre domandare perché nonostante siano quattro anni che emergono notizie circa frodi, corruzioni e traffici di armi donate all’Ucraina e finite in mano a diversi movimenti insurrezionali in tutto il mondo, fino ad oggi né gli Stati Uniti né l’Europa hanno imposto a Kiev ispettori incaricati di verificare il corretto uso delle centinaia di miliardi forniti all’Ucraina e sui quali non è mai stato esercitato alcun controllo”.

Elementare Watson.

Ma certo non lo è per gli altrettanto corrotti vertici UE.

A cominciare proprio dalla Presidente della Commissione, lady von der Layen, alle prese – davanti al tribunale di Liegi – con il processo per il ‘PFIZERGATE’, la maxi corruzione sulla maxi fornitura (da ben 72 miliardi di euro) di vaccini  Covid Comirnaty prodotti dalla star di Big Pharma e ordinati via sms (avete letto bene, un sms!) dalla presidente UE al Ceo di Pfizer, Albert Bourla. Una dirty story più volte dettagliata e denunciata dalla Voce.


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