REINTEGRO DEI MEDICI / PARLA IL SEGRETARIO DI ‘DIRPUBBLICA’

Condividi questo articolo

Il segretario generale di ‘Dirpubblica’, Giancarlo Barra, difende i medici riammessi in servizio, per un provvedimento governativo, due mesi prima del previsto e critica coloro i quali giudicano del tutto inopportuno il provvedimento e continuano a tacciare come ‘No Vax’ quei camici bianchi.

Dirpubblica’ è la battagliera sigla sindacale che difende e tutela i dipendenti della pubblica amministrazione. Negli ultimi anni è stata protagonista di grosse battaglie soprattutto per la trasparenza nei concorsi, ed è di pochi giorni fa una sentenza emessa dal TAR del Lazio che censura ed annulla un concorso indetto addirittura 12 anni fa dall’Agenzia delle Entrate. E un paio di mesi fa ‘Dirpubblica’ si è rivolta all’ANAC (l’Autorità Anti Corruzione) per chiedere di vigilare sulle prove d’esame per le prossime assunzioni all’INPS.

Tornando ai medici riammessi, nel mirino di Barra finiscono in particolare l’infettivologo genovese Matteo Bassetti e il Segretario Nazionaledell’ANAAO (la sigla sindacale dei medici    ospedalieri) Pierino Di Silverio. Ai due invia una lettera aperta. Eccone alcuni stralci salienti.

Giancarlo Barra

Barra prende spunto da un’intervista rilasciata da Bassetti a ‘quotidianosanità.it’, nel corso della quale “ha reso delle affermazioni che hanno lasciato sorpresi ‘Dirpubblica’ e me personalmente”.

Ecco il passaggio criticato: “Delle multe non m’importa nulla. A me interessa – argomenta Bassetti – l’aspetto etico, deontologico. I medici che non riconoscono i benefici dei vaccini, non li consigliano e non li utilizzano per i propri pazienti. E’ un comportamento inaccettabile. Questi medici non rispettano il giuramento di Ippocrate, dovrebbero cambiare lavoro. Perciò il reintegro di questi medici no vax è un errore”.

Risponde Barra. “Ebbene, è chiaro che si riferisce ai medici che non hanno subito l’imposizione del vaccino anti SARS-CoV-2 e che il Governo ha reintegrato al lavoro anzitempo, tant’è che Lei li inquadra nel poco edificante neologismo: no vax. Costoro non avrebbero rispettato il codice deontologico e il giuramento di Ippocrate. Fatti, questi, che se fossero fondati, meriterebbero davvero l’allontanamento dalla professione (ma anche dal Paese, dico io). Per esempio, una sorte del genere meriterebbero i medici corrotti, quelli al servizio non della medicina ma di altre entità estranee ad essa”.

Prosegue il Segretario di ‘Dirpubblica’: “Le sue, quindi, sono affermazioni gravissime, tipo quelle che possono adattarsi ad avvocati che tradiscono le parti difese o ai pubblici impiegati che si lasciano corrompere. Orbene, considerando che dobbiamo ritenere che i medici cui Lei allude, nelle loro scelte, abbiano agito in scienza e coscienza; considerato, altresì, che la Scienza, su tale argomento, è divisa e lo è ad altissimo livello, La prego di farmi conoscere quale parte del giuramento di Ippocrate, nella sua versione moderna, sarebbe stato violato, secondo il Suo giudizio. Inoltre, poiché il reintegro di cui si tratta è stato anticipato di soli due mesi, vorrei comprendere a quale situazione Lei si oppone: se all’anticipo operato dal Governo o al reintegro definitivo dei Suoi Colleghi, che si sarebbe dovuto verificare, comunque, al 31 dicembre 2022”.

E conclude: “Le mie sono preoccupazioni dettate dall’esigenza di scongiurare qualsiasi tipo di discriminazione fra lavoratori, in considerazione, soprattutto, del clima di odio che si è venuto a creare nel mondo del lavoro, a seguito della situazione pandemica, in un modo o nell’altro, a torto o a ragione”.

Passiamo ora all’intervista rilasciata a ‘il Fatto quotidiano’ da Di Silverio.

Entra nel merito Barra: “A parte il fatto che stiamo discutendo non di gente ignorante, supponente e testarda (o di ‘stregoni’, come li ha definiti il dott. Vincenzo Carrozza), ma di medici che hanno agito in scienza e coscienza sia nei confronti dei loro pazienti, sia di se stessi, la base del Tuo discorso è in conflitto con l’osservazione empirica. I dati che sono stati raccolti dall’inizio della campagna vaccinale dimostrano che affermazioni quali, ad esempio, ‘Un medico ospedaliero vaccinato contro il Covid-19 infetta meno di uno non vaccinato’, possono considerarsi alla stregua di una mesta e non più efficace campagna pubblicitaria. Di ciò ne sei consapevole anche Tu, che alla domanda ‘Cosa la preoccupa? Oggi i vaccinati si contagiano quanto in non vaccinati’ del giornalista Alessandro Mantovani, hai preferito non dare alcuna risposta diretta, ritagliando alla fine dell’intervento un vero e proprio calembour: ‘Gli anziani ancora oggi muoiono. E muoiono i non vaccinati’”.

Continua il Segretario di ‘Dirpubblica’: “Alla fine del Tuo intervento sostieni che vuoi difendere coloro che non esiti a chiamare ‘medici no-vax’, usando l’odioso neologismo in voga fra la ‘gente ignorante, supponente e testarda’ di cui sopra. Ebbene, io Ti dico: ‘difendili dalla discriminazione e dall’odio, malattie molto più gravi e perniciose del Covid (prima che capiti qualche fatale incidente in certe corsie d’ospedale, magari frequentate da sanitari pieni di sé, storditi dall’orgoglio, intransigenti e pericolosi) e riassumi la funzione sindacale che Ti spetta, super partes e da fratello maggiore”.

Condividi questo articolo

Lascia un commento