LA POSIZIONE DELLA GERMANIA NEL NUOVO ORDINE MONDIALE AMERICANO

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DI Michael Hudson
braveneweurope.com

La Germania è diventata un satellite economico della Nuova Guerra Fredda americana contro la Russia, la Cina e il resto dell’Eurasia. Alla Germania e agli altri Paesi della NATO è stato detto di imporre sanzioni sul commercio e sugli investimenti che dureranno più a lungo dell’attuale guerra per procura in Ucraina. Il Presidente degli Stati Uniti Biden e i suoi portavoce del Dipartimento di Stato hanno spiegato che l’Ucraina è solo l’inizio di una dinamica molto più ampia che sta dividendo il mondo in due alleanze economiche contrapposte. Questa frattura globale potrebbe portare ad uno scontro della durata di dieci o vent’anni per determinare se l’economia mondiale sarà un’economia unipolare centrata sul dollaro statunitense o un mondo multipolare e multivalutario incentrato nel cuore dell’Eurasia con economie miste pubbliche/private.

Il Presidente Biden l’ha caratterizzata come una divisione tra democrazie e autocrazie. La terminologia è un tipico doppio senso orwelliano. Per “democrazie” egli intende gli Stati Uniti e le oligarchie finanziarie occidentali alleate. Il loro obiettivo è spostare la pianificazione economica dalle mani dei governi eletti e trasferirla a Wall Street e agli altri centri finanziari sotto il controllo degli Stati Uniti. I diplomatici statunitensi utilizzano il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale per chiedere la privatizzazione delle infrastrutture mondiali e la dipendenza dalla tecnologia, dal petrolio e dalle esportazioni alimentari statunitensi.

Per “autocrazia”, Biden intende i Paesi che resistono a questa finanziarizzazione e privatizzazione. In pratica, la retorica statunitense significa promuovere la propria crescita economica e i propri standard di vita, mantenendo la finanza e le banche come servizi pubblici. In sostanza, si tratta di decidere se le economie saranno pianificate dai centri bancari per creare ricchezza finanziaria – privatizzando le infrastrutture di base, i servizi pubblici e i servizi sociali, come l’assistenza sanitaria, trasformandoli in monopoli – o se invece aumenteranno gli standard di vita e la prosperità mantenendo in mani pubbliche le banche e la creazione di denaro, la sanità pubblica, l’istruzione, i trasporti e le comunicazioni.

Il Paese che subisce i maggiori “danni collaterali” in questa frattura globale è la Germania. Essendo l’economia industriale più avanzata d’Europa, l’acciaio, i prodotti chimici, i macchinari, le automobili e altri beni di consumo tedeschi sono i più dipendenti dalle importazioni di gas, petrolio e metalli russi, dall’alluminio al titanio e al palladio. Eppure, nonostante i due gasdotti Nord Stream costruiti per fornire alla Germania energia a basso prezzo, alla Germania è stato detto di isolarsi dal gas russo e di deindustrializzarsi. Questo significa la fine della sua preminenza economica. La chiave della crescita del PIL in Germania, come in altri Paesi, è il consumo di energia per lavoratore.

Queste sanzioni anti-russe rendono l’attuale Nuova Guerra Fredda intrinsecamente anti-tedesca. Il Segretario di Stato americano Anthony Blinken ha dichiarato che la Germania dovrebbe sostituire il gas russo a basso prezzo dei gasdotti con il molto più costoso gas GNL statunitense. Per importare questo gas, la Germania dovrà spendere il rapidamente possibile oltre 5 miliardi di dollari per costruire le attrezzature portuali per la gestione delle navi metaniere. L’effetto sarà quello di rendere l’industria tedesca non competitiva. I fallimenti si aumenteranno, l’occupazione diminuirà e i leader tedeschi favorevoli alla NATO imporranno [alla nazione] una depressione cronica e un calo del tenore di vita.

La maggior parte delle teorie politiche presuppone che le nazioni agiscano nel loro interesse personale. Altrimenti sono Paesi satellite, non in grado di controllare il proprio destino. La Germania sta subordinando la propria industria e il proprio tenore di vita ai dettami della diplomazia statunitense e all’interesse personale del settore petrolifero e del gas americano. Lo fa volontariamente, non grazie alla forza militare, ma per la convinzione ideologica che l’economia mondiale debba essere gestita dai pianificatori statunitensi della Guerra Fredda.

A volte è più facile capire le dinamiche odierne allontanandosi dalla propria situazione immediata per guardare ad esempi storici del tipo di diplomazia politica che sta dividendo il mondo di oggi. Il parallelo più vicino che riesco a trovare è la lotta nell’Europa medievale tra il papato romano i re tedeschi – i Sacri Romani Imperatori – nel XIII secolo. Quel conflitto aveva diviso l’Europa lungo linee molto simili a quelle odierne. Una serie di papi avevano scomunicato Federico II e gli altri re tedeschi e formato un’alleanza per combattere contro la Germania e il suo controllo dell’Italia meridionale e della Sicilia.

L’antagonismo occidentale contro l’Oriente era stato incitato dalle Crociate (1095-1291), proprio come l’odierna Guerra Fredda è una crociata contro le economie che minacciano il dominio degli Stati Uniti sul mondo. La guerra medievale contro la Germania verteva su chi dovesse controllare l’Europa cristiana: il papato, con i papi che diventavano imperatori mondani, o i governanti secolari dei singoli regni, rivendicando il potere di legittimarli e accettarli moralmente.

L’analogo dell’Europa medievale alla Nuova Guerra Fredda americana contro Cina e Russia era stato il Grande Scisma del 1054. Pretendendo un controllo unipolare sulla cristianità, Leone IX aveva scomunicato la Chiesa ortodossa con sede a Costantinopoli e l’intera popolazione cristiana che vi apparteneva. Un unico vescovato, Roma, si era isolato dall’intero mondo cristiano dell’epoca, compresi gli antichi patriarcati di Alessandria, Antiochia, Costantinopoli e Gerusalemme.

Questa separazione aveva creato un problema politico per la diplomazia romana: come tenere sotto il proprio controllo tutti i regni dell’Europa occidentale e rivendicare da essi il diritto di ricevere sussidi finanziari? Questo obiettivo richiedeva la subordinazione dei re secolari all’autorità religiosa papale. Nel 1074, Gregorio VII (Ildebrando di Soana), aveva proclamato 27 Dettati papali che delineavano la strategia amministrativa con cui Roma avrebbe potuto consolidare il suo potere sull’Europa.

Queste richieste papali assomigliavano in modo sorprendente all’odierna diplomazia statunitense. In entrambi i casi gli interessi militari e mondani richiedono di essere sublimati e trasformati in uno spirito di crociata ideologica per cementare il senso di solidarietà richiesto da ogni sistema di dominio imperiale. La logica è senza tempo e universale.

I Dettati papali erano radicali soprattutto in due modi. Innanzitutto, elevavano il vescovo di Roma al di sopra di tutti gli altri vescovati, creando il papato moderno. La clausola 3 stabiliva che solo il Papa aveva il potere di nominare i vescovi , deporli o reintegrarli. A conferma di ciò, la clausola 25 attribuiva al Papa e non ai governanti locali il diritto di nominare (o deporre) i vescovi. La clausola 12 conferiva al Papa il diritto di deporre gli imperatori, seguendo la clausola 9 che obbligava “tutti i principi a baciare i piedi solo del Papa” per essere considerati legittimi governanti.

Allo stesso modo oggi i diplomatici statunitensi si arrogano il diritto di nominare chi debba essere riconosciuto come capo di Stato di una nazione. Nel 1953 avevano rovesciato il leader eletto dell’Iran e lo avevano sostituito con la dittatura militare dello Scià. Questo principio dà ai diplomatici statunitensi il diritto di sponsorizzare “rivoluzioni colorate” per il cambio di regime, come il sostegno alle dittature militari latinoamericane che creano oligarchie clientelari per servire gli interessi aziendali e finanziari degli Stati Uniti. Il colpo di Stato del 2014 in Ucraina è solo l’ultimo esercizio di questo diritto degli Stati Uniti di nominare e deporre i leader.

Più di recente, i diplomatici statunitensi avevano nominato Juan Guaidó come capo di Stato del Venezuela al posto del suo presidente eletto e gli avevano consegnato le riserve auree del Paese. Il presidente Biden ha insistito sul fatto che la Russia deve rimuovere Putin e mettere al suo posto un leader più favorevole agli Stati Uniti. Questo “diritto” di scegliere i capi di governo è stato una costante della politica degli Stati Uniti nel corso della loro lunga storia di ingerenza politica negli affari politici europei a partire dalla Seconda Guerra Mondiale.

La seconda caratteristica radicale dei Dettati papali era stata l’esclusione di ogni ideologia e politica che divergesse dall’autorità papale. La clausola 2 affermava che solo il Papa poteva essere definito “universale.” Qualsiasi disaccordo era, per definizione, eretico. La clausola 17 affermava che nessun capitolo o libro poteva essere considerato canonico senza l’autorità papale.

Una richiesta simile a quella avanzata dall’ideologia odierna, sponsorizzata dagli Stati Uniti, del “libero mercato” finanziarizzato e privatizzato, che significa il divieto per i governi [dei paesi satelliti] di plasmare le loro economie secondo interessi diversi da quelli delle élite finanziarie e corporative degli Stati Uniti.

La richiesta di universalità nella Nuova Guerra Fredda odierna è ammantata dal linguaggio della “democrazia.” Ma la definizione di democrazia in questa Nuova Guerra Fredda è semplicemente “a favore degli Stati Uniti” e in particolare della privatizzazione neoliberale come nuova religione economica sponsorizzata dagli Stati Uniti. Questa etica è considerata “scienza,” come nel caso del quasi Premio Nobel per le Scienze Economiche. Questo è l’eufemismo moderno per l’economia spazzatura neoliberista della Scuola di Chicago, i programmi di austerità del FMI e il favoritismo fiscale per i ricchi.

I Dettati papali avevano delineato una strategia per mantenere il controllo unipolare sui regni secolari. Affermavano la precedenza papale sui re del mondo, soprattutto sui Sacri Romani Imperatori tedeschi. La clausola 26 dava ai papi l’autorità di scomunicare chiunque non fosse “in pace con la Chiesa Romana.” Questo principio, a sua volta, implicava la clausola conclusiva 27, che permetteva al papa di “assolvere i sudditi dal loro obbligo di fedeltà a uomini malvagi.” La versione medievale delle “rivoluzioni colorate” per ottenere un cambiamento di regime.

Ciò che univa i vari Paesi in una forma di solidarietà era l’antagonismo verso le società non soggette al controllo papale centralizzato: gli infedeli musulmani che occupavano Gerusalemme, i Catari francesi e chiunque altro fosse considerato eretico. Soprattutto c’era ostilità verso le regioni abbastanza forti da resistere alle richieste papali di tributi finanziari.

Le controparti odierne di questo potere ideologico di scomunicare gli eretici che resistono alle richieste di obbedienza e tributo sono l’Organizzazione Mondiale del Commercio, la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale che dettano le pratiche economiche e stabiliscono le “condizioni” che tutti i governi membri devono seguire, pena l’applicazione di sanzioni da parte degli Stati Uniti – la versione moderna della scomunica per quei Paesi che non accettano la sovranità degli Stati Uniti. La clausola 19 dei Dettati stabiliva che il Papa non poteva essere giudicato da nessuno – proprio come oggi gli Stati Uniti si rifiutano di sottoporre le proprie azioni alle sentenze della Corte Mondiale. Allo stesso modo, oggi, ci si aspetta che i satelliti statunitensi seguano senza discutere i dettami degli Stati Uniti, obbligati dalla NATO e da altre istituzioni (come il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale). Come aveva detto Margaret Thatcher a proposito della privatizzazione neoliberale che aveva distrutto il settore pubblico britannico, There Is No Alternative (TINA).

Il mio intento è quello di sottolineare l’analogia con le odierne sanzioni degli Stati Uniti contro tutti i Paesi che non obbediscono alle loro richieste diplomatiche. Le sanzioni commerciali sono una forma di scomunica. Invertono il principio del Trattato di Westfalia del 1648 che rendeva ogni Paese e i suoi governanti indipendenti dalle ingerenze straniere. Il Presidente Biden caratterizza l’interferenza statunitense come una garanzia della sua nuova antitesi tra “democrazia” e “autocrazia.” Per democrazia intende un’oligarchia clientelare sotto il controllo degli Stati Uniti, che crea ricchezza finanziaria riducendo gli standard di vita dei lavoratori, in contrapposizione alle economie miste pubblico-private che mirano a promuovere gli standard di vita e la solidarietà sociale.

Come ho già detto, scomunicando la Chiesa ortodossa di Costantinopoli e la sua popolazione cristiana, il Grande Scisma aveva creato la fatidica linea di demarcazione religiosa che ha diviso “l’Occidente” dall’Oriente negli ultimi mille anni. Questa divisione è stata così importante che Vladimir Putin l’ha citata nel suo discorso del 30 settembre 2022, descrivendo l’odierno distacco dalle economie occidentali centrate sugli Stati Uniti e sulla NATO.

I secoli XII e XIII avevano visto i conquistatori normanni di Inghilterra, Francia e altri Paesi, insieme ai re tedeschi, protestare ripetutamente, essere scomunicati ripetutamente, ma, alla fine, soccombere alle richieste papali. Nel XVI secolo che Martin Lutero, Zwingli ed Enrico VIII avevano finalmente creato un’alternativa protestante a Roma, rendendo la cristianità occidentale multipolare.

Perché c’era voluto così tanto? La risposta è che le Crociate avevano fornito un pretesto ideologico e organizzativo. Erano state l’analogia medievale della Nuova Guerra Fredda di oggi tra Oriente e Occidente. Le Crociate avevano creato un fulcro spirituale di “riforma morale,” mobilitando l’odio contro “l’altro” – l’Oriente musulmano e, sempre più spesso, contro gli Ebrei e i Cristiani europei che non accettavano il controllo di Roma.

Questo era l’analogo medievale delle odierne dottrine neoliberiste del “libero mercato” dell’oligarchia finanziaria americana e della sua ostilità nei confronti di Cina, Russia e delle altre nazioni che non seguono questa ideologia. Nella Nuova Guerra Fredda di oggi, l’ideologia neoliberista dell’Occidente mobilita la paura e l’odio verso “l’altro,” demonizzando come “regimi autocratici” le nazioni che seguono un percorso indipendente. Il razzismo vero e proprio è promosso nei confronti di interi popoli, come è evidente nella russofobia e nella cultura dell’annullamento, attualmente in voga in Occidente.

Proprio come la transizione multipolare della cristianità occidentale aveva richiesto l’alternativa protestante del XVI secolo, il distacco del cuore dell’Eurasia dall’Occidente NATO centrato sulle banche deve essere consolidata da un’ideologia alternativa su come organizzare le economie miste pubbliche/private e le loro infrastrutture finanziarie.

Le chiese medievali in Occidente erano state private delle loro elemosine e delle loro dotazioni per contribuire con l’Obolo di San Pietro e con altri sussidi al papato alle guerre che combatteva contro i governanti che resistevano alle sue richieste. L’Inghilterra aveva avuto il ruolo di vittima principale che è oggi della Germania. Le enormi tasse inglesi, apparentemente destinate a finanziare le Crociate, erano state utilizzate per combattere Federico II, Corrado e Manfredi in Sicilia. Questa diversione era stata finanziata dai banchieri papali dell’Italia settentrionale (Lombardi e usurai) e si era trasformata in debiti reali trasferiti a tutta l’economia. Nel 1260, i baroni inglesi avevano scatenato una guerra civile contro Enrico II, ponendo fine alla sua complicità nel sacrificare l’economia alle richieste papali.

Ciò che aveva posto termine al potere del papato sugli altri Paesi era stata la fine della sua guerra contro l’Oriente. Quando i Crociati avevano perso San Giovanni d’Acri, la capitale di Gerusalemme, nel 1291, il papato aveva perso anche il controllo sulla cristianità. Non c’era più “il male” da combattere e il “bene” aveva perso il suo centro di gravità e la sua coerenza. Nel 1307, il re di Francia Filippo IV (“il Bello”) si era impadronito delle ricchezze del grande ordine bancario militare della Chiesa, quello dei Templari nel Tempio di Parigi. Anche altri governanti avevano nazionalizzato i Templari e i sistemi monetari erano stati sottratti alle mani della Chiesa. Senza un nemico comune definito e mobilitato da Roma, il papato aveva perso il suo potere ideologico unipolare sull’Europa occidentale.

L’equivalente moderno del rifiuto dei Templari e della finanza papale sarebbe il ritiro dei vari Paesi dalla Nuova Guerra Fredda americana. Ciò sta già avvenendo, in quanto un numero sempre maggiore di Paesi vede la Russia e la Cina non come avversari, ma come grandi opportunità di reciproco vantaggio economico.

La promessa infranta di guadagno reciproco tra Germania e Russia

La dissoluzione dell’Unione Sovietica nel 1991 aveva promesso la fine della Guerra Fredda. Il Patto di Varsavia era stato sciolto, la Germania riunificata e i diplomatici americani avevano promesso la fine della NATO, perché non esisteva più una minaccia militare sovietica. I leader russi si erano lasciati andare alla speranza che, come ha detto il Presidente Putin, si sarebbe creata una nuova economia paneuropea da Lisbona a Vladivostok. La Germania, in particolare, avrebbe dovuto prendere l’iniziativa di investire in Russia e di ristrutturare la sua industria secondo linee più efficienti. La Russia avrebbe pagato per questo trasferimento di tecnologia fornendo gas e petrolio, oltre a nichel, alluminio, titanio e palladio.

Non si prevedeva che la NATO sarebbe stata ampliata fino a minacciare una Nuova Guerra Fredda, né tanto meno che avrebbe appoggiato l’Ucraina, riconosciuta come la cleptocrazia più corrotta d’Europa, che sarebbe stata guidata da partiti estremisti che sfoggiano le insegne naziste.

Bisogna spiegare perché il potenziale apparentemente logico di guadagno reciproco tra l’Europa occidentale e le economie ex sovietiche si sia trasformato in una sponsorizzazione di cleptocrazie oligarchiche. La distruzione del gasdotto Nord Stream riassume in poche parole la dinamica. Per quasi un decennio gli Stati Uniti hanno continuato a chiedere alla Germania di non dipendere più dall’energia russa. A queste richieste si erano opposti Gerhardt Schroeder, Angela Merkel e i leader economici tedeschi. Avevano tutti sottolineato l’ovvia logica economica del reciproco scambio di manufatti tedeschi con le materie prime russe.

Il problema degli Stati Uniti era come impedire alla Germania di approvare il gasdotto Nord Stream 2. Victoria Nuland, il Presidente Biden e altri diplomatici statunitensi hanno dimostrato che il modo per farlo era incitare all’odio verso la Russia. La Nuova Guerra Fredda è stata inquadrata come una nuova crociata. Così George W. Bush aveva descritto l’attacco americano all’Iraq per impadronirsi dei suoi pozzi di petrolio. Il colpo di Stato del 2014, sponsorizzato dagli Stati Uniti, aveva creato un regime ucraino fantoccio che ha passato otto anni a bombardare le province orientali russofone. La NATO ha quindi istigato i Russi a rispondere militarmente. L’istigazione ha avuto successo e la tanto desiderata risposta russa è stata debitamente etichettata come un’atrocità gratuita. Il fatto che la Russia desiderasse proteggere dei civili è stato descritto dai media sponsorizzati dalla NATO come così offensivo da meritare le sanzioni commerciali e sugli investimenti imposte da febbraio. Questo è il significato di una crociata.

Il risultato è che il mondo si sta dividendo in due campi: la NATO incentrata sugli Stati Uniti e l’emergente coalizione eurasiatica. Una conseguenza di questa dinamica è stata l’impossibilità per la Germania di perseguire una politica economica di relazioni commerciali e di investimento reciprocamente vantaggiosa con la Russia (e forse anche con la Cina). Questa settimana il cancelliere tedesco Olaf Sholz si recherà in Cina per chiedere che il Paese smantelli il proprio settore pubblico e smetta di sovvenzionare la propria economia, altrimenti la Germania e l’Europa imporranno sanzioni sul commercio con la Cina. Non c’è modo che la Cina possa soddisfare questa ridicola richiesta, sarebbe come dire che gli Stati Uniti (o una qualsiasi altra economia industriale) dovrebbero smettere di sovvenzionare la propria industria dei chip per computer e altri settori chiave.[1] Il Consiglio tedesco per le relazioni estere è un braccio neoliberale “libertario” della NATO che chiede la deindustrializzazione della Germania e la sua dipendenza dagli Stati Uniti per il commercio, escludendo Cina, Russia e i loro alleati. Questo promette di essere il chiodo finale nella bara economica della Germania.

Un altro sottoprodotto della Nuova Guerra Fredda americana è stato quello di porre fine a qualsiasi piano internazionale per arginare il riscaldamento globale. Una delle chiavi di volta della diplomazia economica degli Stati Uniti è il controllo da parte delle compagnie petrolifere e degli alleati della NATO delle forniture mondiali di petrolio e gas, ovvero l’opposizione ai tentativi di ridurre la dipendenza dai combustibili a base di carbonio. La guerra della NATO in Iraq, Libia, Siria, Afghanistan e Ucraina riguardava gli Stati Uniti (e i loro alleati francesi, britannici e olandesi) per mantenere il controllo del petrolio. Non si tratta di una questione astratta come “democrazie contro autocrazie.” Si tratta della capacità degli Stati Uniti di danneggiare gli altri Paesi interrompendo il loro accesso all’energia e ad altri bisogni primari.

Senza la narrazione della Nuova Guerra Fredda “bene contro male,” le sanzioni statunitensi perderanno la loro ragion d’essere in questo attacco degli Stati Uniti alla protezione dell’ambiente e al commercio reciproco tra Europa occidentale, Russia e Cina. Questo è il contesto della lotta odierna in Ucraina, che è solo il primo passo di una lotta ventennale che gli Stati Uniti dovranno intraprendere per impedire che il mondo diventi multipolare. Questo processo porterà la Germania e l’Europa a dipendere dalle forniture statunitensi di gas naturale liquefatto.

Il trucco è cercare di convincere la Germania che deve dipendere dagli Stati Uniti per la sua sicurezza militare. Ciò da cui la Germania ha realmente bisogno di protezione è la guerra degli Stati Uniti contro la Cina e la Russia, che sta emarginando e “ucrainizzando” l’Europa.

I governi occidentali non hanno lanciato appelli per una fine negoziata di questa guerra, perché in Ucraina non è stata dichiarata alcuna guerra. Gli Stati Uniti non dichiarano guerra da nessuna parte, perché, secondo la Costituzione degli Stati Uniti, ciò richiederebbe una dichiarazione del Congresso. Quindi, gli eserciti statunitensi e della NATO bombardano, organizzano rivoluzioni colorate, si intromettono nella politica interna (rendendo obsoleti gli accordi di Westfalia del 1648) e impongono le sanzioni che stanno facendo a pezzi la Germania e i suoi vicini europei.

Come possono i negoziati “porre fine” ad una guerra che non ha una dichiarazione di guerra e che è una strategia a lungo termine di totale dominio unipolare del mondo?

La risposta è che non si può porre fine a questa guerra finché non si instaura un’alternativa all’attuale insieme di istituzioni internazionali incentrate sugli Stati Uniti. Ciò richiede la creazione di nuove istituzioni che riflettano un’alternativa alla visione neoliberista incentrata sulle banche, secondo cui le economie dovrebbero essere privatizzate con una pianificazione centrale da parte dei centri finanziari. Rosa Luxemburg aveva descritto la scelta tra socialismo e barbarie. Ho delineato le dinamiche politiche di un’alternativa nel mio recente libro Il destino della civiltà.

Michael Hudson

Fonte: braveneweurope.com
Link: https://braveneweurope.com/michael-hudson-germanys-position-in-americas-new-world-order
01.11.2022
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

 

 

Michael Hudson è presidente dell’Institute for the Study of Long-Term Economic Trends (ISLET), analista finanziario di Wall Street, professore ricercatore di economia presso l’Università del Missouri, Kansas City.

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