UNICO, INIMITABILE PATRIOTA. SIC DIXIT GIORGIA

Un facile alibi per Giorgia: era il 1996 e a quel tempo la giovane neofascista era nel pieno del fervore nostalgico per ‘ventennio’. Comunque: a Lecce, su un pannello del cantiere per i lavori di manutenzione del Monumento ai Caduti apparve, per iniziativa di Antifa, questa scritta della Meloni: “Penso che Mussolini fosse un buon politico, tutto quello che ha fatto, l’ha fatto per l’Italia”.  È la traduzione dal francese di una frase pronunciata per l’emittente France 3 dalla diciannovenne Giorgia, quando militava in Azione studentesca, movimento giovanile di riferimento di Alleanza nazionale. La dichiarazione si completava con l’affermazione “Non ci sono stati altri politici come Mussolini negli ultimi cinquant’anni”. Peccato di gioventù? A giudicare dal credo e dai comportamenti politici di ministri, sottosegretari, consulenti, di suoi affiliati piazzati per ogni dove, dalla Rai ai centri di potere di varia natura e dalla sua materna tolleranza per gli infiniti, impuniti casi di rigurgiti del fascismo, si direbbe il contrario, che alle sue spalle brilli ancora la fiamma tricolore di Rauti e dei suoi eredi come La Russa Benito Ignazio.

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TELE-MELONITE

[Crumiro = Chi non è solidale coi propri compagni di lavoro in occasione di uno sciopero, e si reca al lavoro, oppure accetta di lavorare al posto di chi sciopera].

Parallelismo storico. Mussolini cancellò la rappresentanza sindacale dei lavoratori e gli imprenditori di fede fascista, i ‘padroni della ferriera’ assoldarono i ‘crumiri’ per boicottare il diritto a scioperare. Per denunciare la fascistizzazione della Rai l’Usigrai,  storico sindacato dei giornalisti, finalmente si ribella e proclama uno sciopero di 24 ore contro ‘teleMeloni’, contro il servizio pubblico divenuto scandaloso strumento di propaganda della destra. I vertici di viale Mazzini, mandanti dell’operazione bulgara, rispondono con l’improvviso parto di un sindacato al proprio servizio, di destra, per boicottare lo sciopero con i suoi affiliati, con i crumiri, pronti a sostituire chi si astiene dal lavoro, esattamente come accadeva nel maledetto Ventennio. Torna drammaticamente attuale la canzone “O cara moglie” di Ivan Della Mea, riproposta di seguito nelle strofe più significative: … “Proprio stamane là sul lavoro, con il sorriso del caposezione, mi è arrivata la liquidazione, m’han licenziato senza pietà. E la ragione è perché ho scioperato, per la difesa dei nostri diritti, per la difesa del mio sindacato, del mio lavoro, della libertà. Quando la lotta è di tutti per tutti, Il tuo padrone, vedrai, cederà, se invece vince è perché i crumiri, gli dan la forza che lui non ha”…


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