SANITA’ / CRAC PUBBLICO & BUSINESS PRIVATI – IL CASO ‘SEMAGLUTIDE’

Sanità in crac. Lo abbiamo documentato più volte negli ultimi mesi, dalle liste d’attesa ai tagli governativi per citare solo due nel mare dei problemi.

Intanto, però, i giganteschi sperperi (mentre i cittadini non hanno più i soldi per le cure minime) continuano, più incredibili che mai.

Ce lo dimostrano, in modo esemplare, un paio di mail che ci sono arrivate in queste settimane e, guarda caso, toccano lo stesso tema, a base di malasanità spinta & sprechi faraonici.

Ecco i due testi di cittadini più che incazzati.

“Ho sempre avuto un po’ di diabete, è probabilmente un fatto ereditario perché mio padre lo aveva. Per anni i medici di famiglia mi hanno prescritto la Metformina che tutti hanno sempre descritto come la medicina migliore. Un anno fa, comunque, l’attuale medico di base mi ha detto che era meglio se facevo una visita da uno specialista e visto che vicino dove abito, a Fuorigrotta, c’è un centro per il diabete dell’Asl, mi ha fatto la ricetta per una visita”.

“Sono andato, gli ho portato le ultime analisi, mi ha chiesto da quanto ce l’ho, cosa prendo, mi hanno pesato e mi ha parlato di un preparato nuovo, rivoluzionario che funziona meglio della Metformina. E’ a base di semaglutide e si chiama Rybelsus. Mi ha prescritto di prenderne una pasticca al giorno da 7 milligrammi, per poi passare dopo un mese a un dosaggio superiore da 14 milligrammi. E poi mi ha ordinato un altro farmaco da prendere sempre la sera, si chiama Competact. Mi ha detto di non preoccuparmi se avrà meno appetito, perché fanno questo effetto, che porta anche a dimagrire un po’. Mi ha impostato il piano terapeutico, in modo tale che posso prendere le due medicine con la ricetta del medico di base, e quindi di rifare una visita specialistica dopo sei mesi”.

“Ho fatto così, ho tenuto sotto controllo i valori quasi tutti i giorni con l’apparecchietto che mi hanno dato gratis in farmacia. E ho davvero avuto meno fame, in tutto il periodo. Tanto che ho perso sei chili, praticamente uno al mese. Per televisione ho visto alcuni medici e scienziati che sono stati intervistati perché sembra che questo semaglutide vada a ruba, perché lo usano moltissimi come cura dimagrante. Erano preoccupati, quei medici, perché preso così, senza un controllo preciso, non va bene, e poi perché in questo modo si sottrae a chi ne ha davvero bisogno, perché nelle farmacie spesso non si trova più”.

Ecco il secondo messaggio.

“Per problemi di glicemia un po’ alta mi hanno ordinato il Rybelsus, che costa una cifra blu, in farmacia mi hanno detto 60 euro che io non pago perché ho il piano terapeutico. L’ho preso per sei mesi ma poi ho deciso di sospenderlo e di tornare alla Metformina che avevo sempre usato. L’ho fatto perché dimagrivo a vista d’occhio, da 80 a 70 chili in sei mesi, e mica ho intenzione di fare il modello! Ho parlato con il mio cardiologo che mi segue da vent’anni e con la farmacista che vedo da una decina. Ho spiegato la situazione meglio, perché la conoscevano solo in parte, mi hanno consigliato di fare una visita diabetica in un altro centro, e poi mi hanno raccontato, tutti e due, una storia davvero incredibile”.

Prosegue il racconto: “Mi hanno detto che molti medici delle Asl hanno ormai l’abitudine di farsi condizionare dagli informatori farmaceutici e quindi dalle case farmaceutiche. Quante più prescrizioni fanno di un certo farmaco, tante più ‘attenzioni’ ricevono, come vacanze e cose varie. E la cosa è più valida quando un farmaco costa molto, come il Rybelsus. Fai un calcolo, mi hanno detto, e vedi quanto lo Stato spende e quanti soldi butta dalla finestra che servirebbero per tante altre cose. Se molti lo prendono per dimagrire, allora cosa fa lo Stato, paga le cure dimagranti e poi taglia per altre cure essenziali o se ne fotte delle liste d’attesa o non assume giovani medici? E’ tutta una follia. I soldi ci sono ancora, ma se vengono usati così è tutto una uno schifo!”.

“Comunque, ho sentito alcune interviste di ricercatori che dicevano che il trattamento si può sospendere, perché gli effetti ottenuti rimangono. Questo mi ha ulteriormente convinto a non prendere più quel farmaco, e di tornare alla mia vecchia Metformina”.

A quanto pare, il giochetto non è poi così difficile. Come in molti altri casi, il ‘tetto’ per stabilire il diabete è stato passato, negli ultimi anni, da 1.20 a 1.10, motivo per cui lo ‘status’ di diabetico si è più diffuso tra la popolazione.

Visto che il Rybelsus – come tutti i prodotti a base del ‘miracoloso’ semaglutide – funziona ottimamente come dimagrante, moltissimi si sono presentati al centro caso mai con una tabella mediamente appena sopra quel ‘tetto’, potendo quindi rientrare tra i potenziali fruitori dei taumaturgici prodotti. Una manna dal cielo per quei tanti medici che non aspettavano altro: e quindi ricette su ricette, montagne di prescrizioni a base del nuovo oro sanitario, il semaglutide.

Che parliamo a fare di tetti o non tetti alla ‘spesa sanitaria’ quando succedono cose del genere?

Che rispetto per la salute pubblica è ormai rimasto, quanto tutto è business?

Come del resto conferma – in modo che più clamoroso e drammatico non si può – la Vaccini Story, che ha arricchito i forzieri delle star di Big Pharma (‘Pfizer’ e ‘Moderna’ uber alles) e causato enormi problemi a chi ha dovuto assumere, in modo obbligatorio, quei prodotti ‘sperimentali’: con la valanga di ‘effetti avversi’, spesso gravi e addirittura letali, in aumento esponenziale.

E solo adesso i media di regime cominciano ad accorgersene; come tanti, troppi virologi ‘taroccati’; per non parlare dei politici, negli anni della pandemia prima al guinzaglio di ‘Tachipirina e Vigile Attesa’ e poi dei Vaccini sperimentali, inefficaci e insicuri.

Cin cin, alla salute….


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