AMAZON / DENUNCIATA NEGLI USA PER FRODE IN COMMERCIO

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Accese polemiche stanno divampando negli Stati Uniti per l’uso di antibiotici nell’allevamento di capi di bestiame le cui carni, poi, vengono vendute come ‘antibiotic free’, cioè prive di antibiotici.

Sotto i riflettori, anche giudiziari, è finito il colosso ‘AMAZON’,   che cinque anni fa, nel 2017, ha acquistato ‘WHOLE FOODS’, una celebre catena alimentare di prodotti bio e di (sic) alta qualità.

Adesso la griffe delle carni bio, ‘Whole Foods’, e quindi ‘Amazon’,   è finita nel mirino di una battagliera Ong, ‘FARM FORWARD’, che ha promosso una tipica ‘class action’ a nome di centinaia di consumatori, che si sentono ingannati e truffati.

E’ da oltre trent’anni che ‘Whole Foods’ vanta la grande qualità delle sue carni, con capi di bestiame che praticamente – a loro dire – non hanno mai inghiottito una pillola di antibiotico. Si tratta di carni non poco care, visto che il loro prezzo al dettaglio è di almeno il 20 per cento superiore a quello delle normali carni in commercio.

E secondo i sondaggi, 2 americani su 3 sono disposti a pagare quel 20 per cento in più pur di poter contare su una garanzia di sicurezza alimentare, quale può essere appunto quella che al bestiame non vengano somministrati antibiotici di sorta.

 

Pochi mesi da, ad aprile 2022, ‘Farm Forward’ pubblica gli sconcertanti risultati di analisi e test di laboratorio effettuati su carni vendute attraverso la catena commerciale che oggi fa capo ad ‘Amazon’. Dagli esami emergono molti casi (il numero non viene specificato, né le percentuali) di presenze di antibiotico nelle carni commercializzate e fino ad oggi garantite come ‘bio’ e ‘prive di antibiotici’. Una truffa in commercio in piena regola, e di colossali dimensioni, se dimostrata dal processo che ne scaturirà.

I risultati pubblicati da ‘Farm Forword’, nel frattempo, hanno trovato un’autorevole conferma attraverso uno studio, ancora in fase ‘peer-reviewed’griffato ‘Scienze’, l’autorevole rivista scientifica a stelle e strisce. A quanto pare, lo studio portato avanti da un’equipe di ricercatori presenta prove definite ‘empiriche’ attraverso cui emerge un contesto ben più preoccupante. Secondo alcune anticipazioni, infatti, ben il 22 per cento dei bovini allevati all’interno del programma ‘Animal Welfare Certified’, utilizzato da ‘Whole Foods’, avrebbe ricevuto attraverso i mangimi anche gli antibiotici, fino ad oggi fieramente negati.

Afferma Andrew de Coriolis, direttore esecutivo di ‘Farm Forward’: “Abbiamo prove concrete che la carne di ‘Whole Foods’ potrebbe essere commercializzata in modo ingannevole, cioè come priva di antibiotici mentre non lo è. Invece di testare a fondo per garantire la serietà delle proprie affermazioni sugli antibiotici, la società ha continuato a trarre profitti ingannando i propri clienti”.

Jeff Bezos

La Ong, oltre a promuovere la class action perché vergano rimborsati i consumatori beffati, chiede con forza che in futuro gli antibiotici non vengano mai più utilizzati in alcuna fase dell’allevamento dei capi di bestiame e che nessuna carne fintamente ‘antibiotic free’ venga mai più messa in commercio.

Inoltre, chiede che gli stessi rivenditori coinvolti nel trarre profitti dall’inganno dei consumatori (quindi tutta la catena ‘Whole Foods’ che fa capo ad Amazon), d’ora in poi provveda al finanziamento di una ‘Agenzia Indipendente di Controllo’ che dovrà lavorare nell’interesse dei consumatori, anche per aiutare i supermercati e le grandi catene alimentari a combattere la disinformazione che circonda l’intero settore della produzione e commercializzazione delle carni.

 

Sorge spontanea la domanda. Ma dove è mai finita, in tutta la vicenda, la solitamente rigida e attenta ‘Food and Drug Administration’(FDA)?

Come mai fino ad oggi ha chiuso gli occhi davanti a fatti così clamorosi?

Ha forse il timore di ‘disturbare’ l’uomo più ricco del mondo, al secolo Jeff Bezos, il re di ‘Amazon’?

Una possibilità più che realistica.

Soprattutto visto l’incredibile comportamento tenuto dalla FDA nel giallo delle autorizzazioni ai vaccini anti covid. Ha infatti concesso a ‘Pfizer’ e ‘Moderna’l’autorizzazione definitiva esattamente un anno fa, a fine agosto 2021, anticipando di ben 2 anni e mezzo i tempi previsti. I famosi ‘trials’, gli esperimenti condotti da Pfizer e Moderna per documentare l’efficacia e soprattutto la sicurezza dei vaccini, infatti, sarebbero dovuti terminare a dicembre 2023. ‘Trials’ – come ha documentato un’inchiesta al calor bianco del più che autorevole ‘British Medical Journal’ – condotti in modo del tutto superficiale, senza rispettare i parametri previsti.

Ciliegina sulla torta, la FDA ha voluto ‘secretare’ i risultati dei testi fino al 2073! Ai confini della realtà! E stanno fioccando, negli Usa, le sentenze dei tribunali federali per accorciare quei folli, lunghissimi tempi: quando gli effetti avversi prodotti dai vaccini avranno già prodotto tutti i danni possibili.

Potenza di BIG PHARMA, che è riuscita a condizionare, con la forza dei suoi dollari, sia la FDA che i vertici della Casa Bianca.

Cosa c’è da sperare, ora, con le carni marchiate Jeff Bezos?

Al massimo una sculacciata…

 

 

 

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