DRAGHI, DI MAIO & C. / CIUCCI, BUGIARDI E GUERRAFONDAI

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La vergogna di un parlamento plaudente davanti alle buffonate del pericoloso circense vestito in mimetica da presidente ucraino.

La vergogna di un parlamento plaudente davanti al banchiere che veste i panni del premier-guerrafondaio, che sbraita davanti alla ‘ferocia’ dello zar russo e promette vagonate di armi da inviare sul fronte.

Contemporaneamente, il Belpaese diventa sempre di più l’avamposto statunitense al centro del Mediterraneo, la sentinella più agguerrita, il presidio pronto ad obbedire ok davanti ai diktat di un Joe Biden sempre più rincoglionito e per questo ancora più pericoloso.

Proprio come il compare-guitto Volodymyr Zelensky. Che nel giro di pochi giorni, in occasione del tour di comparsate video nei parlamenti di mezzo occidente, ha vomitato di tutto e di più. Dalla mozione dei cuori (l’imperdibile parallelo Genova-Mariupol) alla sempre più pressante richiesta di armi, dalla smania incontenibile di entrare a vele spiegate nella UE allo sfogliar la margherita NATO-si NATO-ni, dalla richiesta di no-fly zone al non si sa che, dai negoziati ultima spiaggia con Putin alla minaccia della terza guerra mondiale.

Sorge spontanea la domanda: ma perché Zelensky non torna a   ‘guittare’ in teatro, a calcare le scene degli avanspettacoli come era solito fare fino al 2018, prima di essere miracolato con la mai spiegata e mai spiegabile presidenza piovuta dal cielo ucraino, guarda caso costantemente popolato da stelle e strisce?

Coglionate, cambi repentini di opinione, zig zag continui, irrisioni e minacce, doppiogiochismi vanno benissimo per un copione teatrale, anche il più sdrucito, ma poco si addicono ad un capo di Stato.

Ma tutto è possibile, in questo mondo ormai capovolto.

Come anche avere un ministro degli Esteri che zoppica non con l’inglese imparato un paio d’anni fa via full immersion: ma perfino con la sua lingua, l’italiano.

Ci auguriamo si tratti sul serio di una fake news, oppure dello scherzo di un buontempone, o non sappiamo cosa, ma stamattina, dando uno sguardo al sempre interessante blog di Maurizio Blondet, ci siamo imbattuti in una tragicomica apertura, titolata ‘nessun commento’. Ed infatti, non c’è proprio alcun commento da fare – se non avvertire un senso di vertigine – nel leggere un tweet, a quanto pare frutto del Di Maio pensiero: “Se la Russia attaccherebbe l’Italia sarei in prima linea con l’amico ucraino Zelensky”.

A questo punto fa bene, il nostro ministro degli Esteri, a dar ordine a tutte le polizie di scovare il reo, snidarlo e assicurarlo alla giustizia patria.

In caso contrario – vale a dire risultasse mai vero, reale, autentico quel tweet – il titolare del Viminale deve rassegnare le sue dimissioni non oggi, ma ieri.

Probabilmente è tutta una boutade, uno scherzetto per alleggerire la tensione accumulata in queste giornate angoscianti.

Dove – per tornare a cose serie – il parlamento di cui sopra, quel ‘Bestiario’ che Giampaolo Pansa avrebbe così acutamente dipinto, deciderà di aumentare le spese militari – secondo il volere di Sua Maestà Draghi – portandole fino alla stratosferica percentuale pari al 2 per cento del PIL.

A questo punto, nel totale mare di menzogne, arroganze, follie & ignoranze, non resta che affidarsi alle parole di papa Francesco, ormai da tempo l’unica voce alla quale ancorarsi per evitare un   naufragio certo.

Ecco quelle appena pronunciate nel corso di un’udienza in Vaticano con alcune associazioni di volontariato: “Certe scelte non sono neutrali: destinare gran parte della spesa alle armi vuol dire toglierla ad altro, significa continuare a toglierla ancora una volta a chi manca del necessario. E questo è uno scandalo. Quanto si spende per le armi è terribile”.

Continua Bergoglio: “A che serve impegnarci tutti insieme, solennemente, a livello internazionale, nelle campagne contro la povertà, contro la fame, contro il degrado del pianeta, se poi ricadiamo nel vecchio vizio della guerra, nella vecchia strategia della potenza degli armamenti, che riporta tutto e tutti all’indietro?”.

E ancora: “Non so quale percentuale del Pil, non lo so, non mi viene la cifra esatta, ma un’alta percentuale. E si spende nelle armi per fare le guerre, non solo questa, che è gravissima, e noi la sentiamo di più perché è più vicina, ma in Africa, in Medio Oriente, in Asia, le guerre continue. Questo è grave. Bisogna creare la coscienza che continuare a spendere in armi sporca l’anima, sporca il cuore, sporca l’umanità”.

Grazie, Francesco, per il sonoro ceffone assestato a Draghi & C. Mercanti di guerra al servizio dei padroni americani.

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