PANDEMIA, I DEPISTATORI DI STATO / IL VALORE DELLA CONTRO-INFORMAZIONE 

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Finalmente si comincia a scoprire che il re è nudo.

Era ora che iniziasse ad alzarsi il velo sulla montagna di Menzogne di Stato    a proposito della pandemia, orchestrate dall’impareggiabile Maestro, Mario Draghi.

Il quale, nel corso dell’ultima ‘uscita’ ha dato davvero i numeri, non in senso figurato, ma inventandone di tutti i colori.

Tanto per accrescere la già totale confusione tra gli italiani e far lievitare a dismisura il tasso di panico nella popolazione: a quanto pare il vero obiettivo di un governo che sta letteralmente ‘depistando’ gli italiani sul fronte del covid.

Perfino soloni della medicina di regime come Bassetti e Crisanti sono ora costretti a fare marcia indietro e ad ammettere che le cifre in tutti questi mesi sfornate dal governo e dal Comitato Tecnico Scientifico sono farlocche, numeri al vento, un raccapricciante minestrone nel quale ormai non si capisce – e da mesi – più letteralmente niente.

Una cortina fumogena creata ad hoc, in modo – stavolta sì – davvero scientifico per far passare i provvedimenti più strampalati, le decisioni più cervellotiche: tanto per rendere i cittadini al rango di sudditi, sempre più pronti ad accettare da sua Maestà e dai suoi lacchè i diktat più improponibili.

La riduzione dei cittadini in questa condizione di totale sudditanza, soprattutto psicologica, è stata ottenuta soprattutto grazie ai media genuflessi, sempre più cloroformizzati, mummificati, capaci ormai unicamente di far da grancassa al Regime, come neanche ai tempi più bui del Minculpop.

Carlo Freccero

Ha profondamente ragione Carlo Freccero quando sottolinea: “Per adesso il problema centrale, almeno dal mio punto di vista, è la controinformazione, o meglio, l’informazione reale. Siamo arrivati a livelli mai visti di contraffazione della realtà”. E, per chi non ha ancora capito, aggiunge: “Attualmente l’informazione disinforma ed è sempre strumentale al sistema. Anche per questo, fare vera informazione è oggi la miglior forma di resistenza”.

Per fortuna si cominciano a registrare le prime crepe, anche nel sistema ormai taroccato dei media. Alcuni giornali cominciano a mettere in dubbio quelle cifre, i numeri al lotto fino ad oggi vomitati sugli italiani dal governo e dal CTS, per rincoglionirci meglio tutti.

Stiamo forse sviluppando i primi anticorpi?

Stanno maturando le prime reazioni allergiche di fronte a valanghe di fake news?

Forse tra gli italiani sta maturando la consapevolezza di aver subito un autentico lavaggio del cervello per tanti, per troppi mesi.

A cominciare da quelli, tragici, di inizio pandemia, vale a dire da febbraio a dicembre 2020: quando imperava il sinistro gingle intonato dal ministro della salute (sic) Roberto Speranza, quel ‘tachipirina e vigile attesa’ che ha fatto un’ecatombe, sterminando una gran parte delle 120 mila vittime di quel periodo. Un ritornello che ha impedito – in modo criminale – di prestare attenzione a quelle cure, a quei farmaci che si sono rivelati e si stanno anche oggi rivelando strategici per combattere il coronavirus fin dai suoi primi sintomi.

Chi paga per quelle vite stroncate senza muovere un dito?

Le lezioni, oggi, ci arrivano, per fare solo un paio di esempi, da Spagna e Inghilterra, che hanno deciso di fare un bel falò di cifre, dati e percentuali taroccate, e di trattare la tanto demonizzata variante Omicron con i farmaci giusti, come si sono sempre trattate tutte le influenze, anche le più virulente.

Ma ricordate le cifre ufficiali (quelle cioè prodotte dall’Istat, che non è un presidio di complottisti) sull’influenza? I dati – stavolta sì, quelli veri – sui decessi? Per l’Italia un media annuale di circa 8 mila.

Siamo mai sprofondati in un panico simile?

Sono stati mai invocati stati di emergenza nazionale e previsti lockdown? S’è mai avvertito il bisogno di affidare i propri destini nelle mani di un Salvatore-Banchiere-Premier e papabile per il Quirinale?

Ha proprio ragione Freccero quando osserva: “L’emergenza sanitaria è un’occasione imperdibile per realizzare un nuovo sistema politico le cui scelte non possono competere, come nelle democrazie, ai cittadini, ma solo alla sedicente scienza. Il richiamo alla salute pubblica permette di instaurare una forma di regime autoritario che non ammette contraddizione”.

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