LUC MONTAGNIER / FERMIAMO LA STRAGE, NON VACCINIAMO I BIMBI

Condividi questo articolo

Dopo le inoculazioni dei vaccini stiamo assistendo ad un vero picco delle infezioni.

Rischiamo una vera strage se si decide di vaccinare i bambini.

Sono due tra i forti SOS lanciati dallo scienziato francese Luc Montagnier, il premio Nobel 2008 per la scoperta del virus dell’Aids.

Montagnier è da anni in prima fila per chiedere estrema cautela nell’uso dei vaccini tradizionali, facendo leva sul fondamentale ‘principio di precauzione’. I vaccini, a suo parere, devono essere ‘sicuri’ al 101 per cento, mentre troppo spesso il loro uso massiccio, e addirittura l’obbligo vaccinale, rispondono unicamente alle logiche di massimo profitto per le case farmaceutiche.

Luc Montagnier

Ancor più scettico è oggi, il premio Nobel, quando siamo in presenza di vaccini che non hanno avuto nemmeno gli adeguati trials, i test e gli esperimenti che sono stato bloccati dopo appena pochi mesi, invece di completare, come previsto, il loro iter, che avrebbe dovuto portare a dicembre 2023.

Montagnier ha rilasciato una lunga e stimolante intervista ad una emittente francese, ‘Sud Radio’.

Eccone i passaggi più significativi.

Lo scienziato parte dalle origini del virus, che lui stesso, un anno e mezzo fa, individuò con ogni probabilità in una fuoruscita ‘non naturale’ (quindi artificiale) dal laboratorio di Wuhan.

“C’è una grande partecipazione americana, finanziaria e probabilmente anche tecnica, in questo business”. E’ chiara l’allusione ai fondi erogati dal NIAID, l’Istituto presieduto ‘a vita’ da Anthony Fauci, attraverso la società paravento ‘EcoHealth Alliance’, al famigerato laboratorio di Wuhan.

“All’inizio abbiamo un virus cinese e poi abbiamo qualcos’altro. Abbiamo cioè nuove varianti che emergono dal virus cinese ma che sono abbastanza lontane dalla sua struttura di partenza. Il caso non è chiuso e, naturalmente, più passa il tempo e più la gente parla. Potremmo finire per conoscere la verità, ma ci vorrà tempo”.

“In diversi Paesi ora possiamo fare un bilancio, se vogliamo: e il bilancio ogni volta è un picco di infezioni dopo l’inoculazione dei vaccini”.

Bisogna fermarsi, quando ci sono dei morti, anche in un piccolo numero, occorre fermarsi. Qualsiasi morte dovuta ai farmaci dovrebbe essere presa molto sul serio”.

“Siamo ancora in una situazione molto grave al momento. Perché queste nuove varianti danno effetti secondari”.

“Anche il virus di partenza dà effetti secondari, ed effetti immediati che sono sopportabili se così si può dire, ma poi provoca miocardite, effetti cardiovascolari e che uccidono. Ci sono persone che muoiono, per queste miocarditi, uno degli effetti del vaccino”.

“Qualsiasi morte per un farmaco, un vaccino, deve essere conteggiata come qualcosa di grave e quando ci sono diversi decessi, è davvero un grosso problema”.

“Non condivido l’idea di chi dice che nel rapporto rischio-benefici si hanno dei rischi ma il rapporto beneficio è molto migliore per gli altri. Questo non è vero, perché molta sofferenza deriva da questa concezione”.

“C’è molta speranza sui vaccini a mRNA, che portano informazioni per il virus, e che si possono quindi utilizzare come vaccini. E’ uno sbaglio perché, purtroppo, non sappiamo cosa succede dentro al nostro corpo. Se fermate qualcosa, si può espandere ovunque, i macrofagi sono lì a diffondere la proteina virale con effetti imprevisti e imprevedibili. A mio avviso è un errore molto grande: bisogna riconoscere i propri errori, può capitare, ma se non si fa niente può succedere una catastrofe”.

Io penso che la nostra civiltà sia in pericolo, arrivo a dire questo”.

Credo che scoppierà una nuova fase in cui dovremo trattare molte persone malate a causa del vaccino”.

“Oggi siamo nella terza fase. La prima fase è rappresentata dagli effetti collaterali abbastanza comuni che non durano a lungo, ma che stanno già uccidendo le persone. Hai poi gli effetti cardiovascolari. E ora hai l’effetto dei prioni. Sono in arrivo altri decessi, e queste persone sono morte per il morbo di Creutzfeldt-Jacob (CJD)”.

Si tratta del cosiddetto morbo della ‘Mucca pazza’, a lungo studiato da Montagnier quando scoppiò, esattamente 20 anni fa, nel 2001.

La CJD si verifica quando le proteine chiamate prioni, che si formano in modo errato, si aprono una strada a livello cerebrale. I prioni riescono a deformare, in modo distruttivo, le proteine intorno a loro. Man mano che i prioni consumano i neuroni, creano buchi spugnosi nel cervello. Ciò porta a demenza, perdita della funzione corporea, quindi coma e il decesso.

Spiega Montagnier: “Questa malattia è molto rara, normalmente, un caso su 1 milione. Oggi c’è un gruppo di 7 persone indipendenti, con medici differenti, che avrebbero questa malattia. Il fattore comune è che sarebbero stati vaccinati con due dosi di vaccino. E’ alla seconda dose che comparirebbero piccoli segni e poi i segni generali della malattia. Non possiamo provare che ciò sia causato dai vaccini, ma dobbiamo guardare a questa ipotesi. Perché l’unico fattore comune tra queste persone è l’essere stati vaccinati con lo stesso vaccino”.

“L’ipotesi è che l’alluminio, che è l’adiuvante principale di questi vaccini come quelli per l’influenza, forma dei complessi con le proteine dei neuroni, quindi è possibile che l’alluminio sia presente nei vaccini attuali. Non c’è ancora una sicurezza su tutto questo, ma il fatto è che anche solo delle tracce possono essere tossiche, soprattutto se se ne ha una ripetizione ogni anno”. E figurarsi se i richiami sono più d’uno nel corso dello stesso anno…

Siamo all’inizio, invece che alla fine. Prudenza, prudenza…. E fermiamo le vaccinazioni di massa. Non è eticamente accettabile avere delle persone, dei giovani, dei bambini che muoiono. Dobbiamo pensare che se ci fermiamo, salveremo delle vite”.

Quello che mi spaventa sono i bambini. Stanno per vaccinare i bambini… Questi bambini, forse, moriranno, e se anche muoiono fra 10 o 20 anni, verrà sterminata un’intera generazione! Dunque è in ballo la nostra stessa civiltà. Occorre prendere delle precauzioni oppure andremo dritti verso la catastrofe”.

 

Condividi questo articolo

Lascia un commento