‘BRITISH MEDICAL JOURNAL’ CONTRO PFIZER / COSI’ HA TAROCCATO I TEST DEL SUO VACCINO   

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La regina dei vaccini, la statunitense Pfizer, festeggia i suoi strabilianti risultati di bilancio 2021 e la previsione, per il 2022, di cifre ancora più mirabolanti, con incrementi mai fatti segnare da un’azienda in alcun settore, da sempre. Tutto grazie al super vaccino anti covid, baciato dalla dea bendata e per ben due volte benedetto dalla ‘Food and Drug Administration’ (FDA).

E, guarda caso, nelle stesse ore, dall’autorevole ‘British Medical Journal’, difficilmente classificabile come un covo sovversivo di No-Vax, arrivano delle accuse indirizzate a Pfizerda far rizzare i capelli.

La star farmaceutica a stelle e strisce, secondo una meticolosa indagine, ha falsificato prove e test proprio nel corso dei trials per la delicatissima sperimentazione dei vaccini. O almeno per quei mesi (pochissimi, solo sei) in cui è andata avanti, prima di essere bruscamente interrotta ed ottenere, lo scorso 23 agosto, in modo del tutto anomalo, l’ok definitivo dalla stessa FDA. Che pochi giorni fa ha concesso – incredibile ma vero – il bis, autorizzando l’uso del vaccino Pfizer anche per i bambini tra i 5 e gli 11 anni.

Procediamo con ordine e partiamo dalle fanfare per i risultati finanziari-record appena resi noti.

 

FATTURATI & UTILI DA URLO

La star di Big Pharma chiude il terzo trimestre 2021 con un fatturato da 21 miliardi di dollari, facendo segnare uno stratosferico incremento del 134 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. L’utile, nello stresso trimestre, è pari a 8,1 miliardi di dollari, addirittura superiore rispetto a tutto quello accumulato nell’intero 2021.

La gran parte degli utili derivano dal miracoloso vaccino che è riuscito a tagliare il traguardo per primo a livello mondiale, precedendo ‘Moderna’. In quel terzo trimestre, infatti, sfiorano i 15 miliardi di dollari.

Albert Bourla

Non basta. Perché a casa Pzifer si stropicciano le mani anche calcolando gli utili che arriveranno in base ai contratti di vendita per il 2022 già stipulati, con un importo pari a 36 miliardi di dollari. E siamo solo ai primi di novembre, figuriamoci il risultato finale.

Dopo aver comunicato al mondo queste performance da guinness dei primati, il titolo Pfizer, of course, ha fatto un altro miracolo a Wall Street, guadagnando il 4 per cento. Come del resto era già successo esattamente un anno fa, il 4 novembre, all’indomani della vittoria di Joe Biden per le presidenziali Usa. Quel giorno, infatti, i vertici del colosso farmaceutico a stelle e strisce diedero al mondo il grande annuncio: abbiamo il vaccino. E come festeggiò il Ceo di Pfizer, il veterinario greco Albert Bourla, il lietissimo evento? Correndo in Borsa per vendere una fettina delle sue quote societarie, guadagnando, in un colpo solo, dieci volte tanto. Thank you for ever, Covid!

Ancora qualche numero prima di passare alle dolenti note. Pfizer ha venduto il 90 per cento dei suoi vaccini ai paesi ricchi, stipulando contratti faraonici. Contratti spesso e volentieri contenenti clausole capestro, o comunque vessatorie, per i paesi, soprattutto europei, che li hanno firmati. C’entra qualcosa il fatto che il maritino della irreprensibile commissaria UE, Heiko Vor der Leyen, sia al timone di una accorsata società di biotecnologie negli States che lavora a contatto di gomito con Pfizer?

Heiko Vor der Leyen

Un altro dato. La pur straricca Pfizer ha potuto contare su pingui fondi pubblici per sviluppare i suoi vaccini. Consorella ‘BionTech’, infatti, ha ricevuto 440 di euro stanziati dal governo tedesco e altri 100 milioni sono stati generosamente recapitati dalla ‘Banca Europea degli Investimenti’.

Eccoci adesso al j’accuse pubblicato dal British Medical Journal, un documento che più bollente non si può. Ovviamente, fino a questo momento, oscurato dai media nostrani, sempre genuflessi di fronte alle stelle di Big Pharma, come dimostrano in modo lampante i freschi attacchi contro l’ultima puntata di Report e un Sigfrido Ranucci accusato per la sola, modesta circostanza di aver osato definire un ‘business’ quello di Pfizer & C.! Invece si tratta, in modo lampante, della più colossale   rapina del secolo, ai danni e sulla pelle dei cittadini di tutto il mondo.

 

 

 

LE ACCUSE DEL ‘BRITISH MEDICAL JOURNAL’       

Non è la prima volta che, nel giro di pochi mesi, la celebre rivista scientifica recita – vivaddio – fuori dal coro, ed esce dal mainstream, dal circuito mediatico, (para)scientifico e non, prono davanti a Big Pharma.

Peter Doshi

E’ già successo a gennaio 2021, quando il direttore-editore, Peter Doshi, lancia i primi sospetti e non ha peli sulla lingua nel sollevare forti dubbi sulle fasi della sperimentazione dei vaccini, soprattutto in casa Pfizer.

E potentissime si levano, le sue parole, all’indomani di quel famigerato 23 agosto 2021 – una data che rimarrà drammaticamente scolpita tra le pagine di storia – quando appunto la FDA dà il suo ok in via definitiva ai vaccini di Pfizer e Moderna, in modo del tutto anomalo, irrituale e – va detto – illegale, perché ha totalmente bypassato norme, regole & protocolli che prevedevano il termine della fase sperimentale a dicembre 2023: mancano all’appello, quindi, non una manciata di settimane, ma la bellezza di 28 mesi, quanti cioè intercorrono fra agosto 2021 e dicembre 2023.

Ma veniamo al rovente documento griffato BMJ, che potete leggere nella sua versione originale, in lingua inglese, cliccando sul link in basso, alla fine del nostro articolo.

 

SPEEDY BOURLA & I SUOI TAROCCHI    

Ecco l’incipit. “Nell’autunno 2020 il presidente e amministratore delegato di Pfizer, Albert Bourla, ha pubblicato una lettera aperta ai miliardi di persone in tutto il mondo che stavano investendo le loro speranze in un vaccino contro il covid-19 sicuro ed efficace per porre fine alla pandemia. ‘Come ho detto prima, stiamo operando alla velocità della scienza’, ha scritto Bourla, spiegando al pubblico quando potevano aspettarsi l’autorizzazione di un vaccino Pfizer negli Stati Uniti”.

“Ma, per i ricercatori che stavano testando il vaccino di Pfizer in diversi siti del Texas, durante quell’autunno, la velocità potrebbe essere andata a scapito dell’integrità dei dati e della sicurezza del paziente. Un direttore regionale, che è stato impiegato presso l’organizzazione di ricerca ‘Ventavia Research Group’, ha detto al BMJ che la società ha falsificato i dati, ha scoperto i pazienti, ha impiegato vaccinatori non adeguatamente formati ed è stata lenta nel seguire gli eventi avversi riportati nello studio cardine di fase III di Pfizer. Il personale che ha condotto i controlli di qualità è stato sopraffatto dal volume di problemi riscontrati. Dopo aver ripetutamente informato Ventavia di questi problemi, il direttore regionale, Brook Jackson, ha inviato un reclamo tramite e-mail alla Food and Drug Administration (FDA) statunitense. Ventavia l’ha licenziata lo stesso giorno. Jackson ha fornito al BMJ decine di documenti aziendali interni, foto, registrazioni audio ed e-mail”.

Insomma, una gola profonda in grado di denunciare tutto il marcio che si è verificato nel corso delle sperimentazioni del vaccino Pfizer, un perfetto Edward Snowden capace di svelare segreti & bugie su un terreno che più minato non si può: la salute dei cittadini.

Continuiamo col documento del BMJ. “Sul suo sito Ventavia si definisce la più grande società di ricerca clinica di proprietà privata in Texas ed elenca molti premi che ha vinto per il suo lavoro a contratto. Ma Jackson ha detto al BMJ che, durante le due settimane in cui è stata impiegata presso Ventavia nel settembre 2020, ha ripetutamente informato i suoi superiori della cattiva gestione del laboratorio, dei problemi di sicurezza dei pazienti e dei problemi di integrità dei dati. Jackson era un revisore esperto in studi clinici che in precedenza aveva ricoperto la posizione di direttore delle operazioni ed è arrivato in Ventavia con oltre 15 anni di esperienza nel coordinamento e nella gestione della ricerca clinica”.

“In una registrazione di un incontro alla fine di settembre 2020 tra Jackson e due direttori, si può ascoltare un dirigente di Ventavia spiegare che la società non è stata in grado di quantificare i tipi e il numero di errori riscontrati durante l’esame dei documenti di prova per il controllo di qualità. ‘Nella mia mente, è qualcosa di nuovo ogni giorno’, dice un dirigente di Ventavia. ‘Sappiamo che è significativo’”.

“Documenti mostrano che i problemi erano in corso da settimane. In un elenco di ‘punti d’azione’ circolato tra i leader di Ventavia all’inizio di agosto 2020, poco dopo l’inizio del processo e prima dell’assunzione di Jackson, un dirigente di Ventavia ha identificato tre membri dello staff del sito con cui ‘esaminare il problema del diario elettronico/falsificare i dati, ecc.’. Uno di loro è stato ‘consigliato verbalmente di modificare i dati e di non notare l’inserimento tardivo’, indica una nota”.

Falsificare i dati? Modificare i dati? Inserirli tardivamente? A quanto pare, siamo nel bel mezzo di una pandemia di illeciti, irregolarità, illegalità sulla pelle non solo dei volontari che si sono prestati per i test di sperimentazione, ma nei confronti di tutti i pazienti del mondo nei quali verrà poi inoculato il vaccino. Uno scenario del tutto degno del Tribunale dell’Aja per i crimini contro l’umanità!

 

SITI FUORI CONTROLLO

Il racconto del BMJ prosegue a ritmo incalzante. “La mattina dopo, il 25 settembre 2020, Jackson ha chiamato la FDA per avvertire di pratiche scorrette nella sperimentazione clinica di Pzifer a Ventavia. Ha quindi segnalato le sue preoccupazioni in una e-mail all’agenzia. Nel pomeriggio Ventavia ha licenziato Jackson, ritenuto ‘non adatto’, secondo la lettera di

separazione. Jackson ha detto al BMJ che era la prima volta che veniva licenziata nei suoi 20 anni di carriera nella ricerca”.

“Nella sua e-mail del 25 settembre alla FDA, Jackson ha scritto che Ventavia aveva arruolato più di 1000 partecipanti in tre siti. Lo studio completo ha arruolato circa 44.000 partecipanti in 153 siti che includevano numerose aziende commerciali e centri accademici. Ha poi elencato una dozzina di preoccupazioni di cui aveva assistito, tra cui:

partecipanti collocati in un corridoio dopo l’iniezione e non monitorati dal personale clinico; mancanza di follow up tempestivo dei pazienti che hanno manifestato eventi avversi; le deviazioni del protocollo non vengono segnalate; i vaccini non vengono conservati a temperature adeguate; campioni di laboratorio etichettati erroneamente; persecuzione del personale di Ventavia per la segnalazione di questi tipi di problemi”

Una vera e propria galleria degli orrori, non c’è che dire.

Continua la ricostruzione dei fatti, come in un autentico thriller: “Nel giro di poche ore Jackson ha ricevuto un’e-mail dalla FDA ringraziandola per le sue preoccupazioni e informandola che la FDA non poteva commentare. Pochi giorni dopo Jackson ha ricevuto una chiamata da un ispettore della FDA per discutere il suo rapporto. Ma poi non ha più saputo niente, del suo rapporto. Nel documento informativo di Pfizer presentato ad una riunione del comitato consultivo della FDA tenutasi il 10 dicembre 2020 per discutere la domanda di Pfizer per l’autorizzazione all’uso di emergenza del suo vaccino contro il covid-19, la società non ha menzionato problemi nel sito di Ventavia. Il giorno successivo la FDAha rilasciato l’autorizzazione al vaccino”. Tempi record.

 

E VENTAVIA VIENE PREMIATA DA PFIZER

Passano otto mesi e arriviamo al fatidico 23 agosto 2021.

“Nell’agosto di quest’anno, dopo la piena approvazione del vaccino di Pfizer, la FDA ha pubblicato una sintesi delle sue ispezioni sullo studio cardine dell’azienda. 9 dei 153 siti dello studio sono stati ispezionati. I siti di Ventavia non sono stati elencati tra i 9 e negli otto mesi successivi all’autorizzazione di emergenza del dicembre 2020 non sono state effettuate ispezioni nei siti in cui sono stati reclutati gli adulti. L’ufficiale ispettivo della FDAha osservato: ‘La parte di integrità e verifica dei dati delle ispezioni BIMO (monitoraggio della ricerca biologica) era limitata perché lo studio era in corso e i dati richiesti per la verifica e il confronto non erano ancora disponibili per l’IND (nuovo farmaco sperimentale)”.

Il reportage pubblicato dal BMJ passa quindi in rassegna il comportamento di altri dipendenti Ventavia. Ecco i risultati.

L’articolo del British Medical Journal

“Due ex dipendenti di Ventavia hanno parlato con il BMJ in modo anonimo per paura di rappresaglie e perdita di prospettive di lavoro nella comunità di ricerca. Entrambi hanno confermato ampi aspetti della denuncia di Jackson. Una ha affermato di aver lavorato su oltre quattro dozzine di studi clinici nella sua carriera, inclusi molti studi di grandi dimensioni, ma non aveva mai sperimentato un ambiente di lavoro così ‘disordinato’ come Ventavia sulla sperimentazione di Pfizer”.

“Dopo che Jackson ha lasciato l’azienda, i problemi sono persistiti alla Ventavia, ha affermato questo dipendente. In diversi casi Ventavia non aveva abbastanza dipendenti per fare il tampone a tutti i partecipanti allo studio che avevano riportato sintomi simili al covid, per testare l’infezione. ‘Non credo che siano dati puliti’, ha detto il dipendente a proposito dei dati generati da Ventavia per il processo Pfizer. ‘E’ un pasticcio pazzesco’. Un secondo dipendente ha anche descritto un ambiente alla Ventavia diverso da tutti quelli che aveva sperimentato nei suoi 20 anni di ricerca. Ha detto al BMJ che, poco dopo che Ventavia ha licenziato Jackson, la Pfizer è stata informata dei problemi alla Ventavia con la sperimentazione del vaccino e che ha avuto luogo una verifica”.

E infine. “Da quando Jackson ha segnalato problemi con Ventavia alla FDA nel settembre 2020, Pfizer ha assunto Ventavia come subappaltatore di ricerca su altri 4 studi clinici sui vaccini (vaccino covid-19 in bambini e giovani adulti, donne in gravidanza e una dose di richiamo, nonché un RSV sperimentazione sui vaccini). Il comitato consultivo dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) discuterà la sperimentazione del vaccino pediatrico covid 19 il 2 novembre”. Con l’ok ormai di rito.

Se vi par poco…

 

 

Link all’articolo del British Medical Journal    

https://www.bmj.com/content/375/bmj.n2635

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