PFIZER NELLA BUFERA / LE ACCUSE: TAROCCA I TEST SUI VACCINI E FREGA I BREVETTI

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Grosse grane in vista per la numero uno di Big Pharma, la star dei vaccini Pfizer, che per prima ha tagliato il mitico traguardo del   siero anti covid, seguita a ruota da Moderna.

E proprio la seconda classificata ora denuncia Pfizer e la consociata tedesca BionTech per averle – udite udite – scippato il brevetto della super innovativa (sic) tecnica mRNA, quella con il ‘gene messaggero’, tanto osannata dai suoi fans e tanto criticata dai suoi detrattori, più che preoccupati per le conseguenze che una simile ‘tecnica’ può avere soprattutto a medio termine.

Ma, si sa, un guaio tira l’altro, e su Pfizer è appena piombata un’altra gigantesca tegola. Uno studio legale americano specializzato in cause arcimilionarie contro i colossi farmaceutici, ha appena denunciato la star di Big Pharma per aver taroccato test e trials in occasione delle sperimentazioni dei vaccini.

La denuncia è stata sottoscritta dal responsabile di un centro che la lavorato per 18 giorni, ne ha viste di cotte e di crude, ha subito denunciato fatti & misfatti alla solitamente rigida ‘Food and Drug Administration’ che se è totalmente fregata, mentre il coraggioso e ‘responsabile’ responsabile del centro è stato licenziato in tronco!

Una storia che la Voce ha raccontato in un reportage d’inizio anno, e che potete leggere cliccando sul link in basso. Ora balza agli onori delle cronache, anche se i media di casa nostra ‘oscurano’ la notizia, parlando solo della prima bega.

 

I ‘TRIALS’ TAROCCATI PER AVERE L’OK DALLA FDA

Proprio per questo motivo cominciamo dalla seconda ‘dirty story’ giocata dalla regina dei farmaci, Pfizer, sulla pelle dei cittadini.

Tutto parte delle dettagliate denunce (ha allegato addirittura 400 documenti!) della responsabile, Brook Jackson, di uno dei tre più importanti centri allestiti da ‘Ventavia Research Group’ per incarico (un vero e proprio appalto, con relativi subappalti) di Pfizer, al fine di eseguire i famosi test e ‘trials’ per dimostrare l’efficacia e la sicurezza del vaccino, all’epoca in fase di sperimentazione.

La Jackson è difesa dallo studio legale guidato dall’avvocato Warner Menderhall, specializzato in violazioni del ‘False Claim Act’, una delle leggi più severe degli Stati Uniti, secondo cui sono previste pene severissime per chi mente su fatti di grande rilevanza (come le questioni relative alla salute pubblica), falsifica dati e documenti, tarocca le prove.

Ebbene, l’accusa lanciata contro Pfizer-BionTech è una vera bomba: il colosso statunitense, il suo partner tedesco – stando alla ponderosa denuncia – e almeno due dei suoi subappaltatori (tra cui ‘Ventavia Research Group’), hanno violato in pieno in ‘False Claim Act’, fornendo risultati fasulli di studi clinici finalizzati ad ottenere l’autorizzazione all’uso del loro vaccino dalla FDA.

Il dinamico avvocato ha fatto subito due calcoli che possono – ha sottolineato – mandare Pfizer in bancarotta: la cifra del risarcimento richiesta, infatti, è da brividi, 3.300 miliardi di dollari, quanto il bilancio di un paese come la Norvegia.

La cifra trova la sua ragion d’essere nell’enorme quantitativo di dosi vaccinali vendute dal tandem Pfizer-BionTech al governo degli Stati Unti, oltre 100 milioni.

Non è uno scherzo, una ‘burla’, quella cifra: che si trova ora davanti agli occhi, come un incubo, il Ceo e socio di Pfizer, il veterinario greco Albert Bourla, il quale nel giorno del ‘trionfale annuncio’ si fiondò in banca per vendere una piccola fetta delle sue azioni, guadagnandoci dieci volte tanto.

Albert Bourla

Debole, fin dalle prime battute, la linea difensiva adottata dal team legale di Pfizer-BionTech: secondo cui tutte le certificazioni fraudolente presentate, le false dichiarazioni, gli studi clinici contraffatti e lo stesso licenziamento del responsabile del centro, possono essere ‘ignorati’ e in sostanza resi inefficaci sulla base del fatto che Pfizer avrebbe ottenuto dal governo Usa completa ‘carta bianca’, una sorta di impunità e immunità non solo per tutelarla dagli effetti avversi dei vaccini (come del resto, incredibilmente, è avvenuto con i contratti-capestro firmati per la UE da Ursula Von der Leyen), ma anche in fase di sperimentazione.

Tanto che FDA ha chiuso non uno, ma due occhi su quanto succedeva, proprio per rilasciare in tempi record l’autorizzazione definitiva (cioè, non più per la fase d’emergenza), bypassando tutti i tempi previsti, con una dead line fissata per il 31 dicembre 2023 (avete letto bene: 2023, fra quasi un anno e mezzo!) ed abbondantemente ignorata.

Proprio l’autorevole ‘British Medical Journal’ ha pubblicato tre inchieste che fanno storia. La prima, gennaio 2021, sull’efficacia (o meglio, la non-efficacia) dei vaccini: un misero 25 per cento, altro che il 90 per cento e passa sbandierato da Pfizer e Moderna!

La seconda ad agosto 2021, appena la FDA ha concesso il suo incredibile, immotivato ed illegale ok definitivo a quei vaccini. E la terza proprio sul taroccamento dei trials griffati Pfizer-Ventavia, inchiesta nella quale per la prima volta lanciava il suo potente, documentato ma inascoltato (soprattutto dalla FDA) j’accuse Brook Jackson, il cui nome solo adesso, almeno negli Stati Uniti (visto che da noi i media come al solito tacciono e ‘oscurano’), ha raggiunto la ribalta delle cronache.

Nel suo memoriale, la responsabile Jackson ne scrive davvero di tutti i colori. Nel centro – racconta – regnava “il caos più assoluto”, “mancava totalmente il minimo rispetto dei protocolli previsti”, “le norme federali in materia di sicurezza non erano mai rispettate”. Ciliegina sulla torta, sul personale infermieristico arruolato per effettuare i prelievi o iniettare i vaccini: Brook narra addirittura che venne preso un ex cassiere che non aveva mai fatto un’iniezione in vita sua, e lavorava invece nella catena di fast food ‘Taco’s Bell’. Storie di ordinaria follia.

 

ECCOCI ALLO SCIPPO DEL BREVETTO

E a questo punto passiamo al secondo giallo griffato Pfizer-BionTech e relativo alla più che singolar tenzone ingaggiata con Moderna.

Ecco i fatti. Moderna, in questi giorni, ha pensato bene di citare in giudizio Pfizer-BionTech per aver ‘copiato’ i suoi brevetti, in sostanza la tecnologia a mRNA poi alla base dei due vaccini. Moderna sostiene di averli brevettati e depositati tra il 2010 e il 2016.

Il ricorso è stato appena depositato presso il Tribunale distrettuale Usa in Massachusetts e in quello regionale di Dusseldorf, visto che BionTech è una società tedesca.

Stephane Bancel

Ecco le prime dichiarazioni rilasciate dall’amministratore delegato di Moderna, Stephane Bancel, ovviamente alla ‘Reuters’:  “Stiamo intentando questa causa per proteggere l’innovativa piattaforma tecnologica mRNA che abbiamo sviluppato e per la cui creazione abbiamo investito miliardi di dollari, brevetti sui quali abbiamo lavorato nel decennio precedente la pandemia”.

Rincara la dose il rappresentante legale di Moderna, Shanon Thyne Kaliger: “Riteniamo che Pfizer e BionTech abbiano copiato illegalmente le invenzioni di Moderna e abbiano continuato ad utilizzarle senza alcuna autorizzazione”.

Non intende, però, pigiare troppo sull’acceleratore, la star americana dei vaccini molto cara a Bill Gates. I vertici aziendali, infatti, hanno comunicato che non intendono chiedere la sospensione della distribuzione del vaccino di Pfizero di ottenere un’ingiunzione per impedirne vendite future, proprio per l’importanza – dicono – dei vaccini nell’azione di contrasto al covid, anche per il futuro.

Vogliamo agire – sostengono – contro Pfizer e BionTech solo in relazione alle vendite registrate dopo l’8 marzo 2022, “coerentemente con l’impegno assunto in precedenza di non voler far valere i propri brevetti mentre la pandemia era nella sua fase più critica”. “Ma ribadiamo che intendiamo sia riconosciuta e rispettata la proprietà intellettuale dei nostri brevetti. Su questo non transigiamo”.

Secondo il ‘Financial Times’ la posta in gioco è molto alta. E riporta un solo dato che dice tutto: entro fine 2022 i ricavi fatti registrare da Pfizer e BioTechsupereranno il tetto dei 50 miliardi di dollari. Una cifra monstre, da guinness dei primati aziendali.

Già in precedenza alcune case farmaceutiche di medie dimensioni – per fare un solo esempio, ‘ALNYLAM’ – avevano citato in giudizio sia Pfizer che Modernaper violazioni in tema di brevetti. I colossi, di tutta evidenza, hanno facilmente avuto ragione dei concorrenti meno attrezzati.

E pensare che Moderna non è una società di antiche tradizioni, ma una quasi neonata. Il suo battesimo, come start up, infatti, avviene solo dodici anni fa, nel 2010, a Cambridge, non in Inghilterra, ma nel Massachusetts. Il suo nome completo, all’anagrafe, è ‘ModeRNA Therapeutics’ e viene costituita allo scopo di commercializzare la ricerca del biologo delle cellule staminali Derrick Rossi, un quarantenne canadese di evidenti origini italiane (milanesi, meglio). Socio di maggioranza e presidente del board è un imprenditore e biochimico libanese di origini armene, Noubar Afeyan, il quale detiene in prima persona il 19,5 per cento delle azioni e il 18 per cento attraverso il suo fondo personale ‘Flagship Pioneering’. Bancel viene subito nominato Ceo nel 2011.

Baciata davvero dalla dea bendata, Moderna. Non solo per la benedizione di un pezzo da novanta anche sul fronte dei vaccini come Bill Gates, ma perché ha subito in dote la ricetta magica a base di mRNA. Tanto da poter affermare con sicumera, nel suo atto di citazione contro Pfizer-BionTech, che il brevetto è stato sviluppato ben prima della pandemia, “dal 2010 al 2016”.

 

LE PUNTURE DELLO ZANZAROLOGO

Andrea Crisanti

Da registrare le indignate reazioni di Andrea Crisanti, il parassitologo-zanzarologo che il PD presenta come fiore all’occhiello per le elezioni del 25 settembre.

Dichiara all’ADN Kronos: “L’attacco di Moderna è un atto intimidatorio. Questo è un giorno nero per la scienza, la ricerca e il diritto alla salute. E’ un attacco oltretutto intempestivo perché siamo ancora in una situazione transitoria e non sappiamo se dovremo affrontare nuovi fasi dell’epidemia, con lo sviluppo di vaccini aggiornati. Ed è un attacco inopportuno, perché getta una luce sinistra su quelli che sono gli interessi dietro i vaccini”.

Non li aveva ancora ‘intuiti’, fino ad oggi, Alice nel Paese delle Meraviglie?

Non ne aveva ancora avuto sentore l’acuto zanzarologo?

 

 

 

Link

 

 

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