SICUREZZA NUCLEARE / ISIN SOTTO I RIFLETTORI

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Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare e la Radioprotezione sotto i riflettori.

Succede per via delle polemiche scaturite da un intervento del sindacato dei dipendenti della pubblica amministrazione, Dirpubblica, sceso in campo per criticare i criteri di scelta adottati dall’ISIN in occasione della nomina di un nuovo direttore amministrativo.

Un posto da non poco, visto che ISIN è un organismo statale con una cinquantina di dipendenti, alle dirette dipendenze del ministero dell’Ambiente.

Il direttore generale di ISIN, Maurizio Pernice, un avvocato, ha impugnato subito penne e carta per attaccare Dirpubblica, accusata di lesa maestà.

Il sindacato, infatti, aveva attaccato i criteri di nomina, relativi ad un concorso bandito addirittura otto anni fa e solo da poco approdato ad un faticato risultato.

Non privo, appunto, di una velenosa coda polemica.

“Poco chiare le modalità che hanno portato alla nomina”, denuncia il sindacato, anche per via di alcune tappe temporali alquanto nebulose. Inoltre, si parla di espressamente di prassi delle “revolving doors”, ossia le “porte girevoli” e quasi sempre dorate, un autentico cancro che mina alle basi la credibilità di non poche istituzioni pubbliche e parastatali.

Ecco cosa è successo in occasione della scelta del dirigente amministrativo per coprire l’incarico di responsabile del “Servizio affari generali, bilancio, gestione economica e giuridica del personale” in seno all’ISIN. La scelta è caduta su funzionario di Unioncamere, l’organismo nazionale che coordina tutte le camere di commercio del nostro paese.

Una scelta che odora di “conflitto d’interesse”, visto che tra Unioncamere e ISIN esistono dei rapporti di fornitura, e quindi c’è il possibile, forte sospetto di condizionamenti futuri.

Roba da non poco.

Ma i riflettori accesi da Dirpubblica non sono andati giù al direttore di ISIN Pernice, che ha spedito una lettera con richiesta di immediata rettifica a Dirpubblica. Come se si trattasse non di una sigla sindacale che fa il suo lavoro quotidiano di prassi, ma di un giornale o un’agenzia di informazioni. Tant’è vero che il solerte, occhiuto direttore ha fatto subito chiedere al suo portavoce chi sia mai il responsabile del bollettino di notizie di Dirpubblica che aveva osato pubblicare la notizia. Per querelarlo o cosa?

Un attacco in piena regola alla libertà sindacale.

L’avvocato Pernice siede sulla poltrona di direttore generale da quattro anni, quando ce lo ha piazzato nel 2016 il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti.

Tra Pernici e Galletti, quale altro ingresso “green” prevedono le prossime “porte girevoli”?

 

 

Nella foto Maurizio Pernice

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