CASO MAGNITSKY / LA MAXI FAKE ANTI PUTIN

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Scoop del settimanale tedesco Der Spiegel, che smonta il “Caso Magnitsky”, uno dei primi atti della nuova guerra fredda fra Stati Uniti e Russia. In una lunga e dettagliata inchiesta, infatti, il reporter Benjamin Bidder ricostruisce tassello per tassello il giallo

Un sito inglese così illustra la vicenda.

“L’investitore britannico Bill Browder si è fatto un nome in Occidente accusando Mosca della morte del suo revisore, Sergey Magnitsky. Der Spiegel ha analizzato la sua storia e scopre che ci sono grossi problemi di credibilità”.

“Per anni Browder – l’autoproclamato ‘nemico numero uno’ di Valdimir Putin e capo del fondo Hermitage Capital Management – ha condotto quella che può essere descritta come la sua personale campagna anti-Russia”.

Vladimir Putin. Sopra, Sergey Magnitsky

“L’appassionato critico del Cremlino ha fatto pressioni incessanti per sanzioni contro i funzionari russi ovunque, dagli Stati Uniti all’Europa, tutto con la premessa di chiedere giustizia per il suo impiegato deceduto, morto in Russia mentre era in detenzione preventiva, accusato di complicità in una importante operazione di evasione fiscale”.

“Browder è stato lui stesso condannato in contumacia da un tribunale russo a nove anni per evasione fiscale e dichiarato colpevole di appropriazione indebita”.

“Browder è riuscito ad alimentare questa narrativa sia per i governi occidentali che per i media mainstream, spingendo gli Stati Uniti ad adottare il Magnitsky Act nel 2012, che ha permesso agli Usa di sanzionare numerosi funzionari e uomini d’affari russi per presunte violazioni dei diritti umani”.

“L’uomo d’affari, nel corso degli ultimi anni, ha indossato il manto di un attivista per i diritti umani e ora sta facendo pressioni per un equivalente a livello UE della legge Magnitsky”.

“Nel decimo anniversario della morte del revisore, Der Spiegel ha deciso di dare un’occhiata più da vicino alla storia di Browder su Magnitsky”.

“L’immagine di whisterbowler che Browder ha realizzato per Magnitsky inizia ad evidenziare crepe fin dall’inizio, poiché Browder sembra disonesto. A partire dall’affermazione che Magnitsky era il suo avvocato. Il problema è che non lo era. L’uomo era un revisore contabile, che era stato assunto dalla società di Browder come specialista fiscale, ha lavorato per anni in tale veste con l’investitore britannico nato negli Stati Uniti”.

“Documenti ottenuti da Der Spiegel, tra cui le e-mail inedite di Magnitsky, suggeriscono che non ha agito di sua propria volontà ma su istruzioni dell’avvocato senior di Browder, in un momento in cui le autorità russe avevano già indagato su dubbie società di cassette postali in cui Browder avrebbe usato il suo piano di evasione fiscale per anni”.

“Browder sostiene che Magnitsky è stato assassinato deliberatamente. Tuttavia la Corte Europea dei diritti dell’uomo (Cedu) non ha nemmeno menzionato la parola ‘omicidio’ nella sua sentenza. Invece ha affermato che la Russia sostanzialmente ‘non è riuscita a proteggere il diritto alla vita di Magnitsky’, fornendo cure mediche inadeguate. Ha concluso che l’arresto di Magnitsky ‘non era arbitrario’ e che si basava sul ragionevole sospetto di aver commesso un reato’. La sentenza della Cedu ha comminato una sanzione di 38 mila dollari alla Russia per pagare i danni alla vedova”.

“C’è una domanda che deve essere posta. Perché i politici occidentali e i media hanno sostenuto la narrativa di Browder così, senza nemmeno averne prima verificato i fatti? La risposta è semplice. Secondo Bidder, Browder ‘ha così tanto successo perché la sua narrativa sembra adattarsi perfettamente con l’immagine devastante’ che la Russia ha in Occidente, rendendo molto più conveniente per i media seguire la linea invece di metterla in discussione”.

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