BRACCO / KERMESSE SULLA RADIOMICA COL CARDINALE

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Maxi kermesse sanitarie per vip ed eccellenze di casa nostra.

Apriamo le danze con il Premio Bellisario 2019 cui ha preso parte il capo dello Stato Sergio Mattarella. Il quale nel bel mezzo della bufera che sta travolgendo il suo CSM trova il tempo di organizzare al Quirinale le celebrazioni per le “Mele d’Oro”.

Super premiato il colosso internazionale farmaceutico Novartis, che ha ricevuto il “Premio Azienda Work Life Balance Friendly”, riconoscimento promosso dalla Fondazione Bellisario – dettaglia la nota quirinalizia – in collaborazione con Confindustria e “riservato alle grandi aziende che si distinguono nella promozione della gender equality e nella valorizzazione del lavoro femminile”. Boh.

Il premio è stato consegnato nelle mani di Pasquale Frega, Country President e amministratore delegato di Novartis Italia.

Passiamo all’Aula Magna del Dipartimento di Radiologia del Policlinico Universitario di Palermo. Dove si è svolto un sontuoso forum organizzato dalla Regione Sicilia.

Guest star lady Diana Bracco, per anni ai vertici della Confindustria lombarda, super madrina all’Expo di Milano, titolare di un piccolo impero farmaceutico ma anche tutta presa – anima e corpo – nella sponsorizzazione di grandi eventi culturali. Un mito vivente.

Ad animare il grande evento un’altra star, stavolta della radiologia non solo sicula ma anche nazionale, Adelfio Elio Cardinale, al vertice della Società Italiana di Storia della Radiologia.

Marito del magistrato Anna Maria Palma – oggi sotto i riflettori per i depistaggi nell’inchiesta sulla strage di via D’Amelio – Cardinale è stato per anni ai vertici del Cerisdi, il misterioso centro studi che – secondo non pochi – faceva capo ai servizi segreti di casa nostra e il cui nome è più volte rimbalzato proprio a proposito dell’uccisione di Paolo Borsellino e della sua scorta.

Pasquale Frega. In apertura la cerimonia del Premio Marisa Bellisario 2019

Ma torniamo al super meeting universitario griffato Diana Bracco. La quale, nel suo intervento, ha affermato: “Il futuro della Radiomica parte dallo sforzo congiunto fra scienza, accademia e impresa, perchè l’impresa si rende conto che deve essere vicina all’accademia nel supportarla per i nuovi sviluppi e questa è una vera rivoluzione”.

Ma chi era madame Curie?

La giacobina regina del farmaco ha illustrato come “la Radiomica unisce il potere di big data ed intelligenza artificiale allo studio delle caratteristiche genetiche di ogni persona. Promette di migliorare le diagnosi e le capacità di predire lo sviluppo delle malattie. Con l’obiettivo di definire cure su misura”. In rampa di lancio per il Nobel.

Ha quindi riflettuto: “l’approccio alla Radiomica è più culturale che tecnologico, bisogna prima riflettere, pensare a ciò che si deve trovare, fare l’ipotesi dell’algoritmo”. Mumble mumble.

Ciliegina sulla torta, la promozione del progetto culturale “Art from inside” che – spiegano i promotori – “utilizza la diagnostica radiologica nel restauro dei beni culturali”. Il progetto è stato presentato nel Museo della Radiologia da tempo allestito all’università: “Meraviglioso, fatto con amore – festeggia Lady D. – queste apparecchiature esposte sono espressione del genio umano”.

Dal canto suo, il Cardinale ha regalato un “Pupo” alla regina delle pillole ed ha sottolineato: “Il Museo ci fa capire quanto sia importante la frase di Victor Hugo, che la medicina e la scienza in genere devono fare come l’albero. Deve avere radici profonde incardinate nella terra”.

Ricordate il mitico Peter Sellers in “Oltre il giardino”?

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