NAPOLI / UN OSPEDALE COSTATO MILIONI TRA MARE E DESERTO

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Volete fare un viaggetto su Marte low cost? Facile come bere un bicchier d’acqua. Per chi viene da fuori basta prendere un qualsiasi treno in direzione Napoli, arrivare alla Stazione di piazza Garibaldi, imbarcarsi su un taxi, fornirgli la destinazione precisa, ossia “L’Ospedale del Mare” a Ponticelli. E dirgli di inserire il navigatore: l’altro giorno per una breve percorso di routine un cliente si è visto affibbiare una tariffa da 48 euro.
Quando sbarcate non vi allarmate più di tanto. L’ingresso è mal segnalato, forse si troverete costretti a fare l’intero giro dei due padiglioni, i quali sono collegati da una struttura partorita dall’architetto fornito della mente più contorta al mondo e, soprattutto, spendaccione al punto giusto (il requisito-base): una struttura megagalattica tubolare con intrecci e diramazioni neanche da 3001 Odissea nello spazio.
Vagamente ricorda l’orripilante struttura che deturpa e sovrasta piazza Garibildi, negando a turisti e cittadini la vista di una delle poche cose belle rimaste a Napoli, il colore del cielo.
Spiega un architetto: “ormai chi se ne frega dei progetti di qualità. Vengono ordinati soltanto progetti che costano il più possibile, in cui possa essere spesa la maggiore cifra per progettisti, architetti, consulenti e soprattutto per i più costosi materiali; e che possa durare il più a lungo possibile. Insomma, lo stile, l’estetica, la stessa funzionalità se ne vanno letteralmente a quel paese”.
Racconta invece un incaricato, una delle poche mosche bianche che incontriamo lungo il desolato percorso: “è una vergogna. Eravamo un’eccellenza, stavamo agli ultimi due piani del Cardarelli, ci hanno voluto spostare per forza tanto per far vedere che fanno un gioiello che sarà la solita cattedrale nel deserto. I padiglioni non funzionano, le apparecchiature nemmeno tirate fuori dagli scatoloni, nessun esame ancora fatto a mesi e mesi dalla finta inaugurazione. Per fare solo un raffronto, al Cardarelli hanno fatto l’anno scorso oltre 3000 scintigrafie e stanno già adesso, dopo soli sei mesi, raggiungendo quella cifra”.
Insomma, reparti fantasma che però costano, per la gestione quotidiana, un occhio della testa. Compresi gli stipendi per primari, dirigenti e tecnici. Non si intravedono sagome di infermieri, perchè, ovviamente, non ci sono pazienti.
Cerca di mettere qualche pezza a colori il fresco direttore sanitario, Giuseppe Russo: “non siamo stati attivi, fino ad oggi, per alcune precise ragioni. Mancano i radiofarmaci, mancano i tecnici specializzati, uno in particolare è in malattia da tempo, un fisico che ci è necessario. Ma ci stiamo rimboccando le maniche per partire nei prossimi giorni”.
Un super reparto di medicina nucleare che manca di radiofarmaci? Che è carente dell’unico tecnico che può far funzionare quelle macchine? Mentre a Napoli ci sono liste d’attesa chilometriche, di mesi e mesi, per effettuare accertamenti di questo tipo? E la gente continua a soffrire, anche solo in attesa dell’esito di un esame?
Ma “Siamo su Scherzi” a parte? I Nas sono assopiti? La magistratura sonnecchia? Le forze dell’ordine fanno la pennichella? La politica, of course, dorme. Tutto colpa della calura ferragostana…

 

Nella foto, un mastodontico, inutile ponte nel deserto dell’Ospedale del Mare

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