SINISTRA / IL NEO VATE SALA ALLA “TAVALATA” CON I MIGRANTI 

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Per fortuna che la sinistra, dopo anni di vana ricerca, ha trovato il suo ‘Che‘, in arrivo da Cuba. Il Vate in cui riversare tutte le speranze per il futuro. 

Non lo sapevamo, nè mai lo avremmo potuto immaginare: invece si trova a Milano e – dopo svariate tribolazioni giudiziarie per via delle rogne Expo – siede pacioso sulla poltrona di sindaco a Milano. Giuseppe Sala, Beppino per gli amici, un manager che ora scopre un cuore tutto a sinistra, legge Marx dal mattino alla sera, si rimbocca le maniche a fianco dei cittadini e soprattutto degli ultimi.

Come ha potuto sfoggiare nel corso del pranzo che lui stesso, da perfetto San Francesco, ha distribuito ai migranti meneghini. I quali, ora, sono in fervida attesa della prossima moltiplicazione dei pani e dei pesci.

Miracoli a Milano, perfetti ritratti che più umanitari non si può, manca solo la penna di De Amicis per dipingere lacrime e abbracci. 

Suona la fanfara Repubblica, che da tempo attendeva il Messia capace di scacciare il Diavolo Salvini e la sua corte di nani a 5 stelle. Ecco il titolo del quotidiano diretto da Mario Calabresi che non lascia spazio ai dubbi: “Tavalata multietnica a Corso Sempione”. 

Avete letto bene, una vera Tavalata: forse in onore dei progetti per l’Alta velocità che sono nei cuori di tutti i lumbard, compresi i fans di San Sala? Boh. 

Prosegue comunque il titolo, lungo ed esplicativo per la particolare occasione: “Milano, diecimila con Sala e Saviano. ‘Gli anti Salvini siamo noi”. Ottimo e abbondante. 

Per essere più diretto, il primo cittadino all’ombra della Madunina ha voluto ribadire il concetto: “Io sono l’anti Salvini a Milano, perchè qui c’è un modello che può funzionare”. No problem, d’ora in poi.

Intona i mandolini il Corsera, che incornicia altre parole del primo cittadino: “voglio lavorare a un piano nazionale usando Milano come un test, senza sbruffonate”. Ecco il nuovo laboratorio della sinistra futura.

E il quotidiano diretto da Luciano Fontana prevede: “Un discorso da leader del centrosinistra che prefigura una candidatura a premier? ‘Io finisco a 63 anni, poi vedremo. Ma vedendo questo governo penso che all’interno della mia giunta alcuni assessori potrebbero essere benissimo ministri’”.

Mentre le sirene del 113 si fanno già sentire…

  

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