La Repubblica, L’Espresso: “Gaza Brucia”

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Ho appena sfogliato e letto le copie di oggi 20 maggio del quotidiano la Repubblica e dell’Espresso, ad esso abbinato alla domenica, e mi sono complimentato (non tutti i giorni è così) per essere un lettore di questi due strumenti democratici della comunicazione e dal primo giorno delle rispettive pubblicazioni. Nelle sezione napoletana del giornale fondato da Scalfari, una pagina di grande impatto grafico propone la lettura avvincente e politicamente corretta di quanto accade in quella landa derelitta, nota come striscia di Gaza. Il racconto denuncia è firmato da Lorenzo Marone, esempio di eccellenza narrativa, non meno che di ribellione intellettuale contro la vigliaccheria militare di Netanyahu che arma i cecchini con mira ad altezza uomo, uccide sessanta palestinesi, ne ferisce oltre duemila e inventa una malformazione cardiaca della bimba di pochi mesi uccisa dalle esalazioni dei lacrimogeni sparati contro chi manifesta per rivendicare il possesso dei territori espropriati con la violenza di carri armati e piogge di missili, bombe telecomandate, fino a opprimere la Palestina in un lembo di terra cinto da un muro della vergogna. Marone e le news truccate sulla strage: “Non ci dicono, queste notizie strane, portate dal vento del sud, che laggiù ci sono delle persone su un muro con i fucili in mano e sotto dei birilli che tentano come possono di salvarsi celandosi dietro al fumo nero delle loro bottigliette infuocate (dei copertoni dati al fuoco, ndr)”.

Con il reportage di Gigi Riva e le immagini del fotografo Pietro Masturzo (otto imperdibili pagine, ndr), L’Espresso di oggi rende giustizia alla carente e spesso equidistante informazione sui tragici eventi al confine tra Israele e Gaza, con l’aggravante di non aver preso le distanze dal “favore” reso a Netanyahu con le tappe iniziali del Giro d’Italia dalla Gerusalemme scippata alla Palestina. La documentazione fotografica è impressionante e racconta più e meglio di fiumi d’inchiostro, ma non è meno esemplare l’inchiesta di Gigi Riva: “Militarmente ha vinto, come al solito, Israele, grazie alla sua schiacciante superiorità bellica”… “Anche perché contemporaneamente i suoi bombardamenti sulle postazioni iraniane in Siria, a ridosso delle alture del Golan, sono stati precisi ed efficaci. Mediaticamente e persino diplomaticamente, ha segnato un punto Hamas perché è riuscito a fornire l’immagine di un movimento che, accanto alla logica degli attentati e del lancio dei razzi, è capace di elaborare iniziative sul terreno più squisitamente politico”.

Aggiungo, di mio, che dalla vicenda Israele esce con il marchio di disumanità e di odio razziale, cinicamente testimoniato dalle vittime innocenti dei tiratori scelti, uno dei quali e forse non l’unico, sorpreso a felicitarsi per aver fatto centro sparando a un palestinese inerme.

Oggi Papa Francesco: Gaza, come suona doloroso, oggi, questo nome! Lo Spirito cambi i cuori e le vicende e porti pace nella Terra santa”.

Mi permetto una postilla. Ho lamentato più volte, purtroppo inutilmente, la discriminazione della redazione sportiva della Repubblica nei confronti del Napoli, spesso presente nei giorni del campionato con quattro righe e a volte senza neppure le formazioni. C’era di peggio nell’aria. Oggi l’intero interesse per l’ultimo atto del campionato 2017-2018, è racchiuso in due pagine totalmente riservate alla Juventus e allo scudetto conquistato. Delle altre partite, Napoli incluso (vice campione d’Italia) neanche un rigo. Complimenti.

In conclusione, dimenticate questo accenno critico: siete ancora in tempo per acquistare La Repubblica e l’Espresso. Altrimenti, da domani, potreste richiedere alle vostre edicole le copie di oggi, come arretrati.

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