I BIG DEI VACCINI / GLAXO & C., MILIARDI & CONFLITTI SULLA PELLE DEI BAMBINI

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“La vendita dei vaccini è una miniera d’oro”. “I vaccini stanno diventando il motore dell’industria farmaceutica”. Due descrizioni del grande business mondiale tratte dal fresco ebook “10 cose da sapere sui vaccini” scritto dal virologo Giulio Tarro. Uno scienziato che di vaccini se ne straintende, visto che da giovanissimo lavorò gomito a gomito con Albert Sabin, il pioniere che scoprì il famoso vaccino antipolio.

Giulio Tarro

Ma andiamo a vedere chi sono i signori, “i manager dei vaccini”, come con efficacia Tarro etichetta i vertici dei giganti di Big Pharma che vedono i loro fatturati crescere in modo esponenziale, anche grazie alle sempre acquiescenti politiche governative: il caso-Italia è lì a documentarlo, con la folle campagna di vaccini obbligatori voluta a tutti i costi dalla ministra per la Salute Beatrice Lorenzin, senza usare le cautele e le precauzioni dovute, come lucidamente e analiticamente spiega Tarro nel suo fresco in rete.

Partiamo da una classifica internazionale che mostra l’irresistibile trend in ascesa dei fatturati industriali da vaccini.

LA HIT DELLE STAR

Al primo posto nella graduatoria di crescita tra il 2016 e il 2022 ci sono i farmaci oncologici, con un più 12,7 per cento; seguono gli antidiabetici (più 4,8 per cento) e i vaccini (più 4,2 per cento). Nella special hit, in piccolo incremento i broncodilatatori (più 1 per cento), stabili gli antireumatici (più 0,6 per cento), in regresso gli antivirali (meno 2,1 per cento).

Il poker, a livello produttivo sul fronte dei vaccini, vede brillare in modo sempre più forte la stella di GlaxoSmithKline (GSK per i suo tanti fans) che farà segnare entro il 2022 una crescita del 6 per cento, attestandosi al primo posto assoluto; seguono ben lontane ma praticamente appaiate Pfizer e Merck & Co (rispettivamente più 3 per cento e più 2 per cento); poco distante Sanofi (più 3 per cento).

Da quattro anni GSK ha innestato il turbo, superando tutti i rivali in tromba: dal terzo posto nel 2014, al secondo nel 2016 e al primo assoluto nel 2022. Il Messi dei vaccini.

Molto istruttiva la storia di GSK Italia, il cui cuore iniziale era rappresentato dagli stabilimenti toscani fondati, all’inizio del Novecento, da Achille Sclavo, il medico igienista che scoprì il siero contro il carbonchio e diede vita all’“Istituto Sieroterapico Vaccinogeno Toscano”.

Andrea Marcucci

Quel patrimonio negli anni ’80 finì nell’orbita del gruppo capitanato da Guelfo Marcucci, il re degli emoderivati. E Sclavo finì per rappresentare non solo la perla della dinasty toscana, ma anche il luogo d’incontro con un’altra dinasty, quella partenopea dei De Lorenzo. Mentre Francesco De Lorenzo, infatti, lanciava alla Camera, nel 1991, Andrea Marcucci sotto i vessilli del Pli (e oggi sta per essere incoronato capogruppo del Pd nel nuovo Senato), Renato De Lorenzo, fratello di Sua Sanità, sedeva nel consiglio d’amministrazione della Sclavo targata Marcucci. Insomma, abbracci politici & finanziari.

Alcuni ex dirigenti delle aziende Marcucci (non solo Sclavo, ma anche Aima Plasma, Aimaplasmaderivati, Biagini, Farma Biagini) sono ora sotto processo a Napoli per la strage del sangue infetto: cominciato vent’anni fa a Trento, è ora alle battute finali e la sentenza è prevista per giugno (prossima udienza il 26 marzo).

Oggi la corazzata griffata Marcucci è Kedrion, che vede crescere rigogliosi i suoi affari in mezzo mondo, dagli Stati Uniti alla Russia passando per Israele.

Non poco travagliata sotto il profilo giudiziario anche la vita di SmithKline, finita nel ciclone della Farmatruffa (il versante sanitario di Tangentopoli) per la mazzetta da 600 milioni di vecchie lire sganciata allo stesso Francesco De Lorenzo, quando era ministro della Sanità, e al suo braccio destro, il re Mida Duilio Poggiolini (imputato oggi nel processo partenopeo per gli emoderivati infetti) che nascondeva i soldi anche nel puff del salotto.

Beatrice Lorenzin

E ricordate qual era il farmaco da ‘promuovere’ o meglio da rendere obbligatorio in cambio della tangente? Proprio un vaccino prodotto da SmithKline Beecham, Engerix B, per l’epatite B: reso obbligatorio (come oggi fa la Lorenzin) nel 1991, De Lorenzo regnante. Il quale, insieme a Poggiolini, è stato condannato a risarcire lo Stato italiano per danno d’immagine: 5 milioni di euro a testa.

UN SUPER CONFLITTO

E arriviamo all’odierno conflitto d’interessi – grosso e alto come un grattacielo – non solo in casa GlaxoSmithKline ma anche e soprattutto al ministero della Salute. La Voce lo ha descritto a settembre 2017 in un’ampia inchiesta che potete leggere cliccando sul link in basso.

Sotto i riflettori un consigliere d’amministrazione della Fondazione GlaxoSmithKline, riconducibile direttamente alla casa madre, GlaxoSmithKline: si tratta di Ranieri Guerra, che fa capolino in altri accorsati cda (Fondazione Sicurezza in Sanità – emanazione dell’Istituto Superiore di SanitàFondazione Fadol, Exonomics) ma occupa soprattutto una strategica poltrona, quella di Direttore generale di Prevenzione Sanitaria all’interno del ministero della Salute. In sostanza il braccio destro della ministra Lorenzin e coautore del documento che rende obbligatori i 10 vaccini.

Ranieri Guerra

Per la serie: un uomo targato Glaxo “si scrive” una legge per rendere obbligatori quei vaccini che la “sua” casa produce! Neanche nelle repubbliche delle banane più marce…

Ecco come le mirabolanti imprese di Gsk (sia la casa madre che Gsk Italia) vengono descritte da Sanità 24, il notiziario specializzato del Sole 24 Ore on line. “GSK, la multinazionale britannica del pharma, raddoppia e decide di scommettere ancora 1 miliardo in Italia nei prossimi quattro anni”, perchè “proprio dalle attività nel nostro Paese conta di incrementare il business del gruppo. A partire da quelle del polo toscano dei vaccini di Siena e di Rosia, il cuore rispettivamente di R&S e della produzione di settore, dopo il mega scambio di attività (vaccini contro oncologia) con Novartis. Non a caso proprio ai vaccini, col business strategico anti meningite, sarà riservato il 60 per cento degli investimenti contro il 40 per cento dedicato al pharma tradizionale”. 5 mila i dipendenti con la casacca Gsk in Italia, sul totale mondiale che supera le 100 mila unità.

DA SANOFI A PFIZER 

E sempre Sanità 24 ci ragguaglia sulla situazione in casa Sanofi: “Nasce in Italia il 31 dicembre 2016 la divisione di Sanofi specializzata in vaccini a uso umano. La nuova business unit si chiamerà Sanofi Pasteur e gestirà anche nel nostro Paese e a Malta l’intero portfolio dei vaccini Sanofi, con due sedi, a Milano e a Roma. Tre le aree di intervento: Prima infanzia e Crescita, Vaccini Antinfluenzali e per i Viaggi. Alla guida della nuova business unit, nel ruolo di general manager, Mario Merlo, in Sanofi dal 1998”. Prosegue il profilo di Sanofi Pasteur: “Investe più di 1 milione al giorno in ricerca e sviluppo, permettendo la vaccinazione di oltre 500 milioni di persone in tutto il mondo con più di 1 miliardo di dosi di vaccino l’anno”.

Dal Dailyhealth Industry, un notiziario della Reuters, le notizie sul fronte Pfizer: “Dopo il fallimento della fusione tra Pfizer e Allergan, il colosso farmaceutico americano potrebbe puntare sui vaccini. A fare questa previsione è stata Kalorama, un’azienda di ricerche sul mercato. Nel 2015 il reddito totale da vaccini è cresciuto del 44 per cento, raggiungendo 6,4 miliardi di dollari dopo la decisione, da parte del Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie (negli Usa, ndr), di raccomandare Prevenar 13 alle persone con più di 65 anni. Da allora i dirigenti di Pfizer hanno dichiarato che entro il 2017 sarà raggiunta tutta la popolazione americana, mentre ogni anno 4 milioni di persone raggiungeranno i 65 anni. Inoltre Pfizer sta lavorando per allargare le vendite del vaccino contro lo pneumococco”.

Luc Montagnier

Continua il report sui vaccini made in Pfizer: “Pfizer comunque ha fatto capire che non vuole contare solo su Prevenar. Tra luglio 2014 e giugno 2015 la multinazionale ha acquistato i vaccini da Baxter per 635 milioni di dollari; l’azienda svizzera specializzata in vaccini RedVax per una somma non dichiarata; e due vaccini contro il meningococco da GSK per 130 milioni di dollari. Inoltre starebbe sviluppando un vaccino contro lo Straphylococcus aureus e uno contro Clostridium difficile, oltre ad aver annunciato una piattaforma di vaccini contro il cancro come parte di un approccio ‘globale’ alla vaccinazione”.

“Dobbiamo rispettare la salute dei bambini, non gli interessi economici e finanziari”, sono le parole del premio Nobel Luc Mantagnier pronunciate il 2 marzo in occasione dei 50 anni dell’Ordine Nazionale dei Biologi. Cosa ne pensano Signori e Manager di Big Pharma?

 

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3 pensieri riguardo “I BIG DEI VACCINI / GLAXO & C., MILIARDI & CONFLITTI SULLA PELLE DEI BAMBINI”

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