Pezzi da novanta sul lettino dello psicoanalista Maximo

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Pezzi da novanta sul lettino dello psicoanalista Maximo per le colonne di Repubblica del 20 febbraio. “Berlusconi e Di Maio sul lettino”, il titolo dell’analisi partorito dalle fumanti meningi di Massimo Recalcati.

Tutta da bere d’un fiato la sua riflessione, degna del Lacan più in forma.

Commenta il Vate: “il ritorno spettrale del berlusconismo e la bipolarità politica del grillismo, che alterna con una frequenza impressionante cambi di rotta radicali su questioni decisive, sono ai miei occhi due sintomi inquietanti di una politica che si lascia interamente guidare dalla spinta pulsionale”

Ma eccoci alle mirabolanti diagnosi.

Berlusconi. “Il berlusconismo appare come un chiaro residuo (immortale?) del discorso della pubblicità, dell’azione pota a porta dell’imbonitore, del pasticciere di cui narra Platone nel Sofista che di fronte a dei piccoli pazienti doloranti, anziché prescrivere, come farebbe un medico coscienzioso, un rimedio restrittivo e impopolare, promette accessi illimitati a prelibatezze di ogni genere e specie. In questo modo egli guadagna un consenso facile mettendo però a rischio la salute dei suoi piccoli clienti”. Mitico. Ma chi era mai quel filosofucolo greco alle prese con miti & caverne?

Eccoci ai 5 stelle, sempre diagnosticati dal sommo pensatore de noantri: “l polo grillino invece è afflitto da una patologia bipolare sempre più evidente. Anche in questo caso bisognerebbe valutare attentamente l’incidenza della pulsione del loro leader (Grillo, non Di Maio) su questa oscillazione umorale che caratterizza la politica del M5S: non c’è una sola decisiva questione sulla quale questa oscillazione non appaia nei suoi caratteri più grotteschi”.

E su Di Maio leader così nota novello Freud (non si offenda il Vate nostrum per l’ardito raffronto): “Quanti accetterebbero un incarico di questa rilevanza senza avere a più pallida idea di cosa significhi governare la cosa pubblica? E’ questa assenza di consapevolezza che dei propri limiti che fa davvero tremare i polsi. E’ il polo chiaramente maniacale, o se si preferisce, puramente adolescenziale del M5S. Un fantasma di onnipotenza e di purezza totalmente sganciato dalla realtà”.

Sorge a questo punto spontanea una domanda. Come mai il nostro psicoanalista Maximo non fa accomodare sul suo comodo lettino anche l’amico Matteo Renzi? Pensa forse chela diagnosi potrebbe allertare il 113? Restiamo in trepida attesa per la prossima “Analisi” sulla sempre più renziana Repubblica.

 

Nella foto Massimo Recalcati

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