BRIZZI / GRAZIE BARBARESCHI, BABBO NATALE MILIONARIO  

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Fausto Brizzi dalle stalle alle stelle. Dal fango delle molestie alle aspiranti attricette al successo siderale del suo “Poveri ma ricchissimi” che sbanca al botteghino di Natale e strabatte “Star Wars”.

E’ solo l’inizio, perchè sotto l’albero Babbo Natale gli ha portato un regalo da sogni. Mister Santa Klaus, per l’occasione, si chiama Luca Barbareschi, il quale ha fatto una promessa solenne: produrrò i prossimi tre film dell’amico Brizzi.

I buoni, si sa, alla fine vincono sempre. E così il cuor d’oro di Barbareschi viene ricompensato con l’ultimo mega regalo della manovra di fine anno varata dal governo. Il suo teatro Eliseo, infatti, riceverà su un piatto d’argento 4 milioni di euro. Lo ha deciso, all’ultimo istante, la commissione Bilancio della Camera presieduta dal Pd Francesco Boccia: il quale, evidentemente, ha voluto riparare all’errore dello scorso anno, quando il Milleproroghe aveva già deciso – su richiesta dell’altro Pd Astorre – di assegnare all’Eliseo quella cifra.

Stavolta la fatina si chiama Stefania Prestigiacomo, per sancire un perfetto accordo trasversale. Così racconta la fatina: “Barbareschi si è rivolto a Forza Italia per recuperare i 4 milioni che prima gli erano stati assegnati e poi tolti”. Giustizia è fatta.

Gioisce l’arte, fa salti mortali la cultura. Peccato che il ministro Dario Franceschini si dica all’oscuro di tutto. Forse era già sotto l’albero a confezionare gli ultimi pacchetti.

Meno soddisfatti i cineasti di qualità, almeno quei pochi rimasti sul campo e certo non beneficiati dai regali di Stato, in perfetto stile vecchia Dc.

Ecco cosa ha scritto il critico del Corriere della Sera, Maurizio Porro, a proposito dell’ultimo capolavoro partorito dall’eruttivo genio di Brizzi: “Il nome di Brizzi appare nei titoli di coda tre volte (regia, sceneggiatura, soggetto) e i gossip non c’entrano nulla. Anche se fosse San Francesco (redento) il suo cinepanettone è di una povertà di idee, di una volgarità, di una mancanza di ritmo con pochi eguali pure nel più becero cinema natalizio”.

E ancora: “Gira tutto così a vuoto, è tutto così molesto, è così egocentrico e protervo il cast che nasce nello spettatore un senso di tristezza senza fine. Tutti liberi di glorificarsi nel peggio: chissà come c’è anche Paolo Rossi e Christian De Sica sbatte per 90′ il ciuffo biondo alla Trump”.

Voto: 3.

Ma è questa la minestra che gli italiani hanno deciso di scegliere per Natale. La madre delle mandrie di imbecilli, come si sa, è sempre incinta.

 

Nella foto Fausto Brizzi

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