INAUDITO!

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Se qualcuno avesse ancora dubbi sulla necessità di abolire l’ANM deve averglieli tolti la delirante intervista del suo presidente Pier Camillo Davigo al Corriere della Sera del 22 aprile, contestata dal vicepresidente del CSM. Nessuna meraviglia che consideri “ladri e corrotti” tutti i politici uno che quand’era PM di Mani Pulite dichiarò: «i magistrati costituiscono la parte migliore della società italiana». Non si rese conto che la stessa frase, più o meno, la pronunciò Hitler con riferimento ai nazionalsocialisti.

 

L’anomalia dell’ANM

L’articolo 98 della Costituzione pone i magistrati sullo stesso piano di altre categorie: «Si possono con legge stabilire limitazioni al diritto di iscriversi ai partiti politici per i magistrati, i militari di carriere in servizio attivo, i funzionari e agenti di polizia, in rappresentanti diplomatici e consolari all’estero». Un articolo assurdo scritto dai padri costituenti in momento di cedimento mentale. Lo riconobbe il professor Costantino Mortati, padre costituente, mio concittadino e amico. Non c’è alcun dubbio che si griderebbe al golpe militare di fronte a un’ANM (associazione nazionale militari), come sindacato di categoria che contestasse le leggi non gradite e minacciasse, e attuasse, scioperi per impedire al Parlamento di emanarle. Avverrebbe la stessa cosa di fronte a un’Associazione Nazionale Poliziotti e a un’Associazione Nazionale Diplomatici. E giustamente. Perché secondo l’articolo 98 «I pubblici impiegati sono al servizio della Nazione». Il primo comma chiarisce, al di là di ogni dubbio, che anche i magistrati sono pubblici impiegati. Ma nessuno, nemmeno il Parlamento, nemmeno il Governo, e nemmeno il presidente della Repubblica che presiede il CSM osa gridare al golpe giudiziario di fronte all’Associazione Nazionale Magistrati (dominata da sempre da Magistratura Democratica, cioè dalla corrente di sinistra della magistratura, come scrivono tutti i giornali dopo elezioni alle cariche dirigenziali). Una Associazione che si comporta come un sindacato di categoria, impedisce al Parlamento di emanare leggi da essa non gradite e minaccia, e li attua, scioperi (servitori dello Stato che scioperano contro lo Stato, inammissibile!). E, sopra tutto, contrasta qualsiasi tentativo di riformare un sistema giudiziario giudicato inefficiente (ma ha scritto di peggio) da Bruno Tinti, Procuratore aggiunto della Procura di Torino, nel suo libro “Toghe rotte”, edito da Chiarelettere nel 2007. Bisogna abolire l’ANM e le correnti ideologiche perché non previste dalla Costituzione se si vuole fare una riforma della Giustizia. Che gli italiani attendono da decenni.

 

Nella foto Davigo al tempo di Mani Pulite

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