Ci avete rotto…

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La Cirinnà, autrice del decreto legge sui diritti civili, mai avrebbe immaginato di scatenare la bagarre parlamentare che incendia il Parlamento e offre agli italiani l’indecente spettacolo di risse, urla, assalti all’arma bianca, vituperi e comportamenti che neanche il mercato delle vacche tollererebbe. Sul ring delle opposte fazioni si misurano la quota di Pd che punta all’approvazione integrale della Cirinnà, i cosiddetti cattodem ispirati da bigottismo e omofobia alla Bagnasco, la sinistra di Sel e il movimento 5Stelle che ha perso nel simbolo il faccione di Grillo, il centro destra di Alfano, zeppo di ex democristiani nati come cinghia di trasmissione del Vaticano, la destra strumentalmente di Forza Italia e gli ex Movimento Sociale della Meloni, il fascista Storace. Nel Pd è guerra interna: chi proviene dalle aree cosiddette moderate spacca il partito (lo è ancora?) in due e in qualche modo giustifica la sortita dell’europarlamentare Viotti che rivolto ai sabotatori interni della Cirinnà sbotta in un “I cattodem ci hanno rotto il c….” Un consiglio gratuito ai presidenti di Camera e Senato, Boldrini e Grasso: per favore vietate l’ingresso in Parlamento ai minori di trent’anni (adulti e vaccinati), impedite ad alunni e studenti di assistere alle sedute di gente scalmanata, caciaresca, incivile e/o al deprimente spettacolo di aule vuote in concomitanza con dibattiti su temi che toccano la vita degli italiani.

nella foto Renzi e la Cirinnà

 

Salvini e la giustizia

La specchiata virtù sbandierata dai leghisti, dal rozzo e bellicoso Salvini come primo della lista, naufraga e da tempo, almeno dall’era Bossi, indagato per una varietà molteplice di reati, poi per indagini e condanne di amministratori del Carroccio presi con le mani nel sacco. Il capintesta dei separatisti nordici, ad ogni accusa ai suoi seguaci, reagisce con insulti alla magistratura. L’ultimo è datato 14 Febbraio. In corso di congresso piemontese, per difendere un suo assessore regionale imputato per l’uso indebito di risorse, ha usato queste parole: “La magistratura è una schifezza”. Sono in corso accertamenti della procura per verificare se si tratta di vilipendio. Chissà quale reazione c’è da aspettarsi a ridosso dell’arresto di un suo consigliere regionale, tale Fabio Rizzi, accusato di aver intascato tangenti in campo odontoiatrico. Sono venti gli arrestati con l’accusa di associazione per delinquere con fini di corruzione, riciclaggio e turbativa d’asta per un giro di mazzette intascate per condizionare gli appalti pubblici. In custodia cautelare anche la moglie di Rizzi. Quale altra ingiuria verrà fuori dalla bocca sguaiata di Salvini non è dato sapere,  ma è certo che di questo passo il credito della lega, “partito delle mani pulite” è definitivamente tramontato.

 

 

 

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