NAPOLI / GRANDI BUSINESS NELL’AREA FLEGREA E TUTTI I VIP CORRONO ALLE TERME DI AGNANO…

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Grandi manovra nell’area flegrea di Napoli. Il sindaco arancione Luigi de Magistris parte lancia in resta contro il governo Renzi e il neo commissario per Bagnoli. Fresca l’opposizione (anche via carta bollata) all’insediamento del rampante grand commis Salvatore Nastasi, già nell’era di don Antonio Bassolino governatore – oggi in rampa di lancio per la corsa a palazzo San Giacomo del prossimo giugno – scelto come commissario per il Teatro di San Carlo a Napoli, ristrutturazione da 70 milioni compresa.

Area al centro di grandi interessi, quella ex Italsider, con un passato ventennale fatto di sperperi arcimilionari, una Bagnolifutura fallita, un risanamento taroccato: tipica storia da seconda repubblica (delle banane), con un meraviglioso lembo di terra mandato al macero per la gioia di camorristi & speculatori d’ogni razza.

Ora la bagarre, con il sindaco che rivendica il suo ruolo, un governo Renzi che impone il suo commissario e la Regione targata De Luca che – nonostante l’iperdecisionismo del Presidente – non sa quali pesci prendere: la zona, del resto, è adattissima per le attività ittiche, oltre che ippiche, vista la vicina presenza dell’ippodromo di Agnano.

Altro grosso business in fase di ebollizione in quell’area da sempre caliente (celebri le acque termali ischitane e flegree) proprio le Terme di Agnano, un patrimonio mai valorizzato e praticamente andato in malora. “Le Terme sono una delle partecipate del Comune – notano a palazzo San Giacomo – affidate da anni a gestioni commissariali. E adesso a quanto pare si stanno facendo avanti dei privati per la gestione”. Ma siamo alle solite: si tratta di offerte reali? Effettive? Oppure le consuete manovre dei privati che vogliono speculare con i danari pubblici? Anche in periodi di vacche magre, magrissime nei pascoli erariali?

A quanto sembra, per le Terme si starebbe muovendo il fior fiore degli imprenditori. In pole position addirittura il patròn del Napoli Calcio, Aurelio De Laurentiis, che in questo modo potrebbe farsi capofila di una maxi iniziativa di stampo sportivo-turistico-ricettivo in quell’area flegrea a un tiro di schioppo dallo stadio San Paolo, per la cui locazione è eternamente in vita un contenzioso con il Comune di Napoli. E mentre bolle in pentola l’eterno progetto della nuova struttura: nell’hinterland partenopeo – come suggeriscono non pochi urbanisti – o dove? Oppure un lifting dell’attuale struttura? “Un po’ come succede a Milano – notano a palazzo San Giacomo – con il Milan che fa marcia indietro rispetto al progetto iniziale del nuovo stadio e torna a San Siro in eterno matrimonio con la rivale Inter”.

Non solo il cine-pallonaro De Laurentiis, nella maxi cordata per le Terme del Futuro, neanche si trattasse di Caracalla & dintorni: a tenergli compagnia Costanzo Jannotti Pecci, presidente di Confindustria Campania, leader nazionale di Federterme e storica anima delle Terme di Telese, nel cuore dell’impero di Clemente Mastella, grande amico di sempre; Giancarlo Carriero, albergatore ischitano di lungo corso, una vita scudocrociata al seguito di Emilio Colombo e Vincenzo Scotti; Giuseppe Oliviero, il “compagno” artigiano da anni al vertice della CNA campana; Dario Scalella, eclettico imprenditore e manager, dagli elicotteri alla geologia, da sempre nelle grazie del sindaco arancione. Osserva il fresco commissario, Roberto Porciello, subentrato a Marinella De Nigris, noto avvocato partenopeo e consorte dell’altro vip del foro ed ex parlamentare Vincenzo Siniscalchi: “Parliamo di un’area di grande pregio e prestigio. Che potremmo fittare con un canone anche lunghissimo. Ma si tratta di avere davanti delle offerte concrete”. Ossia non i soliti bla bla di chi “vuol aiutare la città morente”…

Staremo a vedere. Dal Comune, forse, un vero Addio al passato, per voltare pagina. Si è appena insediato, infatti, sulla poltrona di presidente della “commissione speciale d’indagine, studio e monitoraggio sullo stato di attuazione, riordino ed efficientamento gestionale” di tutte le partecipate del municipio partenopeo, il consigliere di palazzo San Giacomo Gennaro Addio, eletto con la lista “Noi Sud – Libertà e autonomia” alle amministrative 2011, poi passato ad indossare la maglietta Ncd targata Alfano, il Nembo kid che spazzerà via tutte le mafie, immolando anche la sua vita, come ha dichiarato gonfiando il petto giorni fa.

Addio, dal canto suo, licenza media superiore, “ultimo di tre figli e educato con i valori inculcatigli dalla madre e dalle due sorelle” – come si autodipinge – una passione per politica, vela e sci, provvederà a rendere trasparenti come una casa di vetro le odierne partecipate, una quindicina in tutto, alcune (quelle in materia di trasporti) ultimamente accorpate, tre in liquidazione, altre in non brillanti condizioni economiche.

Rose e fiori, comunque, rispetto alla incredibile giungla targata Regione Campania: bosco e sottobosco popolato da una quarantina di sigle, società in grado di divorare milioni su milioni per garantire inefficienza, sperperi & clientele allo stato feudale. Su tutto questo – promette il Super Sceriffo di Santa Lucia, Vincenzo De Luca – arriverà la sua implacabile ascia moralizzatrice: si passerà, in brevissimo tempo, a sole 6 partecipate. Lo aspettiamo per il brindisi.

 

Nella foto, Aurelio De Laurentiis

 

Per approfondire:

VENDO BAGNOLI E VENDO NAPOLI. TUTTI GLI AFFARI DELLE CRICCHE

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