E prodigio fu

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Massimo Troisi e Lello Arena, in una gag esilarante riproposta mille volte dalla  televisione, si contendevano i favori del patrono di Napoli e molto concretamente un’intermediazione con il lotto perché dal cesto pieno di novanta numeri il bambino bendato estraesse quelli giocati da loro sulla ruota di Napoli. Lo sketch non era solo una trovata geniale dell’immenso attore: esplicitava una parte cospicua del rapporto tra il popolo napoletano e “faccia ‘ngialluta” San Gennaro, del miracolo a date fisse che un esercito di fedeli in mistica trance interpella come un oracolo per conoscere il futuro prossimo della città, le chance di guarigione di un congiunto, le probabilità di trovare un lavoro, di ricevere un’eredità, il sopraggiungere di un principe azzurro per una figlia nubile, la sorti del Napoli calcio per l’incontro clou con la Juve e l’ambizioso traguardo dello scudetto. Un sereno distacco dal fenomeno del sangue pluricentenario, che si liquefa tre volte all’anno, consiglia di non addentrarsi nel labirinto senza uscita di sperimentazioni in laboratorio, che dimostrano come il “miracolo” si può riprodurre con qualche semplice azione alchemica, di lasciare ai fedeli la suggestione di un rapporto con il loro santo esclusivo, benaugurante, consolatorio. Quanti sono in confidenza con il potenziale del cervello provano a dimostrare che mali oscuri, del corpo e della mente, guariscono perché alla portata di specializzazioni degli emisferi celebrali (nei soggetti di cultura occidentale di quello destro in particolare, dove ha sede l’attività del sistema immunitario): per farsi capire gli analisti americani di Palo Alto, i più accreditati, discettano sulla lunga e scientificamente corretta dimostrazione del potere di suggestione: somministrate a 50 pazienti un medicinale prescritto per una certa patologia, in altrettanti soggetti e per l’identica malattia, alle stesse dosi, si sperimentano gli effetti di capsule riempite con innocua acqua distillata. L’esito sorprendente della doppia sperimentazione? Nessuna differenza nel miglioramento tra i due gruppi osservati. Per dire che la suggestione, se funziona grazie al misticismo di persone pie o con gli strumenti del razionalismo scientifico, è comunque uno dei fitti misteri di cui è lastricata la strada maestra su cui marcia il percorso di conoscenza del cervello umano, anche se non rapidamente come sarebbe auspicabile. La cronaca precisa che il “miracolo” di San Gennaro sarebbe avvenuto alle 11 e 22 del fatidico 19 settembre. Non il “miracolo” ma il “prodigio”, come i telecronisti dell’evento definiscono con prudenza laica lo scioglimento del sangue, sarebbe un invito del santo all’ottimismo, per Napoli e i suoi abitanti. Il bis, anzi le due repliche sono prestabilite: avverranno a maggio, il sabato che precede la prima domenica del mese e d’inverno, a dicembre. Nel duomo di Napoli non mancavano il sindaco de Magistris e per la prima volta Enzo De Luca, presidente della giunta regionale. Il resoconto dell’evento non chiarisce se i due abbiamo baciato la teca. L’avessero fatto avrebbero guadagnato il favore della folla stipata nella cattedrale.

 

 

La “pax” di Francesco sdogana Cuba

Per ora la mediazione di papa Francesco che ha accelerato la pax politica, economica e sociale firmata virtualmente da Obama e Raul Castro, è visibile con la riapertura delle ambasciate di Cuba e degli Stati Uniti, a Washington e l’Avana ma denuncia ritardi lo stop all’embargo a cui l’isola è stata sottoposta come conseguenza del gelo “artico” tra i due Paesi. E’ comunque scritta nella cronaca   annosa della contesa internazionale l’autorevole e positiva “ingerenza” di Bergoglio nei rapporti dei due Stati, fino alla svolta epocale che mette fine all’isolamento dell’isola, relativamente piccola, nei decenni successivi alla rivoluzione castrista. Oramai al Papa dell’innovazione rivoluzionaria non rimane che una riscrittura del “Manifesto” di Carlo Marx.

 

 

Cena con un euro, ma passaporto italiano

Che il Veneto sia una terra di gente laboriosa è noto e apprezzato universalmente, confermato, solo per fare un esempio, dalla straordinaria risposta agli insulti di eventi disastrosi (la rinascita del dopo terremoto nell’area di Udine è fortemente indicativa) ma questa sua energia autoctona ha un rovescio della medaglia, un razzismo a tutto campo di cui sono protagonisti uomini delle istituzioni e a pioggia imprenditori, cittadini intolleranti (Zaia, presidente della Regione, Brugnaro, sindaco di Venezia). Ci si mette anche un prete, evidentemente lontano anni luce dal sentimento di solidarietà di papa Francesco. Rete 4, canale berlusconiano, mette in onda, tra l’altro, il programma “Dalla vostra parte” condotto da Paolo Del Debbio che ha appena rifiutato di diventare candidato sindaco di Milano per Forza Italia: mica scemo, come conduttore televisivo intasca mezzo milione di euro all’anno, cifra irraggiungibile con la retribuzione di primo cittadino. Del Debbio ha messo su internet un video, protagonista un parroco, tale don Gianni Antoniazzi, il quale con raro spirito caritatevole si propone di aprire un ristorante a prezzo fisso: un euro. Fantastico, no? C’è una postilla del progetto e riguarda chi sarebbe ammesso a questa tavola e cioè esclusivamente avventori italiani. Insomma un non passa lo straniero di chiara dimensione razzista. Plaude la Lega, in particolare tale Mara Boizzotto, europarlamentare nota come “stop immigrazione”. L’Ungheria del muro e del filo spinato? Roba da dilettanti.

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