Compravendita senatori – Il libro di Alessandro De Pascale

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A chiusura di un processo durato un anno e quattro mesi, al termine di cinque ore di camera di consiglio, l’ex premier Silvio Berlusconi e il faccendiere Valter Lavitola sono stati condannati a tre anni di reclusione e cinque di interdizione dai pubblici uffici per corruzione. Anche se, va subito chiarito, non si arriverà mai a sentenza definitiva, in quanto la prescrizione scatterà già dal prossimo novembre. Il processo svoltosi a Napoli è soltanto al primo grado ed è quello per la presunta compravendita dei senatori che avrebbe portato nel 2008 alla caduta del secondo governo guidato da Romano Prodi. In particolare, riguarda la corruzione con tre milioni di euro, uno dei quali tramite bonifici e altri due a nero e in contanti, dell’ex senatore partenopeo dell’Italia dei Valori, Sergio De Gregorio. Il quale aveva già patteggiato un anno e quattro mesi, ammettendo di avere votato contro la fiducia all’esecutivo di centro-sinistra del “professore”, passando al centro-destra, perché “comprato” da Lavitola per conto di Berlusconi.

Una squallida vicenda, avvenuta all’ombra di un potere nel quale ruotavano voltagabbana, faccendieri senza scrupoli, servizi segreti e soubrette che sarebbero state indotte a prostituirsi nelle residenze del quattro volte presidente del consiglio, raccontata dal giornalista d’inchiesta, nonché collaboratore de La Voce delle Voci, Alessandro De Pascale, nel libro “La compravendita” uscito per Castelvecchi poco prima dell’inizio del processo partenopeo, nel febbraio 2014, con la prefazione dell’ex magistrato Antonio Ingroia. Una storia di soldi, politica e potere, che prende il via nel 2006 con la nascita del secondo governo Prodi e la sua successiva caduta nel febbraio di due anni dopo. In quei mesi, in Parlamento, si rincorrevano continuamente voci sulle maxi offerte che sarebbero state promesse ai senatori di centro-sinistra indecisi o in difficoltà economiche. Del resto quel governo Prodi si reggeva su una maggioranza risicatissima di appena dieci senatori. Fin dall’inizio sarebbe così partito lo “shopping” a Palazzo Marino. Sono gli stessi Lavitola e Berlusconi a confermarlo indirettamente. Il primo in una lettera di 20 pagine ritenuta dai magistrati «confessoria», in quanto rievoca all’ex Cavaliere tutti i servigi che gli ha reso. Il faccendiere la scrive nel dicembre 2011, durante la latitanza in Brasile, per chiedere all’ex premier 5 milioni di euro ricordandogli l’essere «in debito per aver io “comprato” De Gregorio, tenuto fuori dalla votazione cruciale Pallaro, fatto pervenire a Mastella le notizie dalla procura di Santa Maria Capua Vetere, da dove erano arrivate le pressioni per il vergognoso arresto della moglie, e assieme a Ferruccio Saro e al povero Comincioli “lavorato” Dini. Ciò dopo essere stato io a convincerla a tentare di comprare i senatori necessari a far cadere Prodi». Tutti voti in un modo o nell’altro venuti a mancare a quella cruciale fiducia del 24 gennaio 2008, non ottenuta per appena sei voti di scarto. Proprio quelli ora al centro di un’altra indagine della magistratura. Berlusconi, dal canto suo, ammette già nel 2007 – e quindi mentre è ancora in corso questa operazione – il suo ruolo nella vicenda della compravendita dei senatori in una telefonata intercettata con l’allora direttore di Rai Fiction, da lui stesso nominato, Agostino Saccà. Al numero uno delle serie tv del nostro servizio pubblico, nel raccomandare una soubrette l’ex premier rivela: «Sto cercando di avere la maggioranza al Senato, mi è stata richiesta da qualcuno con cui sto trattando, perché sto lavorando a questa “Operazione Libertà”, l’ho chiamata così, quindi se puoi chiamare questa persona qui…».

Il saggio di De Pascale ricostruisce tutti i retroscena, gli incontri e le offerte che avrebbero portato alla caduta di Prodi a suon di bigliettoni. Come lo strano e mai del tutto chiarito caso Caforio. L’allora senatore, anche lui dell’Italia dei Valori, quando venne avvicinato dal suo collega di partito De Gregorio, il quale gli chiese di passare al centro-destra in cambio di 5 milioni di euro, registra la conversazione. Assieme al capogruppo a Palazzo Marino dell’Idv, Nello Formisano, consegna il nastro al leader Idv Di Pietro, senza farne una copia. Questi gli assicurò che l’avrebbe immediatamente portata ai magistrati. Peccato che tuttora di quel nastro non vi sia traccia in nessuno dei fascicoli, archiviati o ancora aperti, sulla compravendita dei parlamentari.

Il libro racconta inoltre i retroscena del mantenimento della fiducia durante il quarto governo Berlusconi, a cavallo tra il 2010 e il 2011, quando in seguito alla scissione dei finiani e la nascita di Futuro e Libertà, l’ultimo governo dell’ex Cavaliere viene salvato e tenuto in vita dai cosiddetti ‘Responsabili’, alcuni dei quali eletti tra le fila dell’opposizione. Due di questi, ancora una volta, proprio nell’Italia dei Valori guidata da Di Pietro. Un periodo dai contorni poco limpidi sul quale le procure di Roma e Napoli indagano. Tutti episodi politicamente favorevoli a Berlusconi, il quale però, secondo i giudici, li avrebbe ottenuti offrendo milioni di euro, nomine in aziende statali e la rielezione sicura col centro-destra.

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